Milo racconta gli eventi primaverili PESCA AL COLPO

Milo ci racconta i suoi eventi primaverili


INTERVISTA A MILO SULLE MANIFESTAZIONI DI PRIMAVERA 2016

Questo inizio di stagione è stato ricco di eventi per Milo che è lo sponsor principale di un paio di manifestazioni che sono diventate delle vere e proprie classiche di primavera della durata di due-tre giorni. Il riferimento è alla gara spagnola del Merida Master ed il “suo” Red Tetragon, due eventi che da ormai diversi anni hanno acquisito un’importanza di rilievo in particolar modo per il ricco montepremi. Il primo si è svolto all’inizio del mese di aprile, mentre il secondo ad inizio maggio. Proprio a questo riguardo abbiamo fatto due chiacchiere con lo stesso Milo per avere le proprie impressioni sull’esito di queste manifestazioni, aggiungendoci anche qualche parola sulla settima edizione del Milo Day Sud svoltosi in Diga Alento.

Prima di tutto ti ringraziamo ancora una volta per il tempo che ci dedichi per questa intervista di metà primavera, che ormai è un’abitudine annuale. Hai partecipato a tre eventi importantissimi, senza dimenticare poi il Club Azzurro Seniores di pesca al colpo nel quale sei rientrato come Stopper e che nella prima prova di Medelana ti ha visto conquistare due ottimi risultati. Ma partiamo dall’evento che si è svolto più tempo fa, ovvero lo spagnolo Merida Master.

Nonostante sia passato oltre un mese e mezzo dal termine, il Merida Master lascia sempre qualcosa in chi partecipa. Ancora una volta il successo è stato enorme, non solo per l’alta partecipazione che ha visto oltre settanta iscritti, ma soprattutto per la pescosità che è stata ancora eccelsa. Tanti pesci e pesi complessivi che difficilmente si possono vedere nel resto d’Europa. Come spesso accade al Merida Master abbiamo trovato purtroppo delle difficoltà legate sia al meteo, sia alla frega di carpe e carassi. Un week end difficile da interpretare in particolar modo per un forte abbassamento di temperatura avvenuto nei giorni in cui siamo arrivati in territorio spagnolo. Un vero peccato se si pensa che solamente una settimana prima non era difficile portare in nassa una media di venti chilogrammi di pesce. Un problema evidenziato nelle gare di prova, che ci ha portato a valutare una possibile alternativa di spostamento del campo gara. Ipotesi scongiurata per l’opposizione dei pescatori piacentini, arrivati a Merida con l’intento di pescare proprio nel fiume e non di essere dirottati in un lago. D’altronde si possono ben capire. Il fascino del campo gara di Merida è quasi unico. Non avendo l’unanimità nella decisione di spostare il campo gara il tutto è stato confermato. C’è da dire che proprio gli stessi agonisti emiliani avevano provato nel tratto terminale di campo gara e le catture si erano effettuate con una certa regolarità. Il primo giorno di gara è andato malissimo. Solamente sapere che Thomas ed Angel Romera, autoctoni del posto e grandi esperti del campo di Merida, avevano fatto cappotto significa moltissimo sulla situazione del fiume. Personalmente ho vinto il settore con soli due pesci fortunosi, un pesce quello a valle ed otto cappotti in settore. Ciò ha portato ad uno scoraggiamento generale. Il giorno successivo con la sorpresa e l’imbarazzo di tutti si è completamente stravolta la pescata perché Gerard che era al centro del settore dell’ultima zona ha fatto qualcosa come trenta chilogrammi di pesce. Una pescata spropositata. Ed il terzo giorno la pescosità è aumentata ancora, arrivando ad oltre sessanta chilogrammi per gli assoluti. Ecco allora che la gara si è risolta con la soddisfazione di tutti, compresi gli ultimi. Per dire, nel mio settore il decimo ha pesato una quindicina di pesci. Unico rammarico, se vogliamo chiamarlo così, la mancanza dell’alborella che avrebbe livellato un po’ la gara nella giornata del venerdì. Merida è un posto particolare ed unico. Se si capisce la tecnica di pesca e si trova ad avere le attrezzature al momento giusto può togliersi molte soddisfazioni.

Considerando il successo che ha annualmente questa manifestazione con il numero di partecipazioni anche dall’Italia, si può dire che Merida sia stata una delle scelte migliori dal punto di vista dell’organizzazione di un evento internazionale, ormai diventata La Classica di Primavera?

Assolutamente si. Credo che gli italiani siano stati quasi un terzo dei partecipanti. Un bel campo gara e poi gli spagnoli sono particolarmente accoglienti, si mangia bene ed i posti sono incantevoli da vedere. Il clima ci ha graziati, a parte il venerdì.

Step successivo, il Red Tetragon. Al di là della tua gara che abbiamo già avuto modo di raccontare in modo ampio nel reportage di qualche settimana fa, c’è da sottolineare assolutamente la prova strepitosa di Steve Gardener, nonostante non sia più un ragazzino ed abbia dato l’addio alla nazionale inglese. A tuo avviso avrebbe potuto dare ancora all’Inghilterra in campo internazionale, tu che lo conosci bene?

Anche se sono dell’idea che sia giustissimo lasciare lo spazio ai giovani, in modo che abbiano le loro opportunità di fare esperienza, vedendo alcuni dei pescatori inglesi al mondiale sloveno dello scorso anno sono convinto che Steve non avrebbe mai portato dei risultati così pesanti. Personalmente sono sempre molto contento di poter pescare con lui perché è un pescatore dalla grande esperienza, che vuole vincere ed è anche un gran rompiscatole, in senso buono naturalmente.

Possiamo dirlo che Gardener è il miglior agonista con cui hai pescato in coppia?

Senza ombra di dubbio Steve rimane il pescatore di riferimento. Steve è un pescatore, non un agonista. Dalle domande che lui ti pone mentre peschi ti rendi conto che ha delle visioni del momento della pesca che non sono una cosa consuetudinale. Quando catturi un pesce lui vuol sapere come l’ho preso, dove ho buttato la palla di pastura, a che distanza, se ho fatto degli inviti e così via. Vuole rendersi conto di come effettivamente lavora la palla di pastura che hai messo in acqua e se si comporta come quella che ha lanciato lui.
Inoltre la sua voglia di vincere era ancora maggiore in quanto lui ci teneva particolarmente a conquistare il Red Tetragon dopo che per tre anni consecutivi lo avevamo solamente sfiorato.

Tornando a parlare del Red Tetragon, penso che tu possa essere soddisfatto di come sia andata quest’anno anche se, a mio avviso, è un peccato vedere “solamente” ventiquattro coppie in questa manifestazione che nel resto d’Europa avrebbe avuto una maggiore partecipazione.

Non stai dicendo niente di sbagliato, anzi. E’ anche vero che parlare a posteriori è facile. L’organizzazione di una manifestazione di questo tipo vede sempre molte complicazioni dovute a tanti fattori. Riuscire a coprire tre campi gara come lo scorso anno sarebbe bello, ma molto, molto complicato. Sarebbe stato bello poter sfruttare tutto il campo di Calcinaia Nuova, magari escludendo quella zona del settore B ricca di incagli sul fondo che purtroppo hanno condizionato molto la gara. Chi è capitato bene come noi è stato contento, chi invece ha attaccato un pesce e salpandolo lo vede fermarsi in mezzo al fiume per colpa di incagli, un po’ meno.

Ci confermi che il Red Tetragon torna con l’edizione 2017 e se c’è già qualche novità?

Di sicuro tornerà nel 2017 e sicuramente sarà ancora tutto in mano a Massimiliano Marinari, che si è dimostrato una persona molto seria e ci ha aiutato in tutti i modi. Più che altro speriamo che tutte le sponde reggano, visto che l’Arno è un fiume molto incostante che con una piena può modificare la morfologia della sponda. Vedremo in quale campo gara la organizzeremo ed in che modalità.

Infine arriviamo all’ultimo grande evento a cui hai partecipato: il Milo Day Sud in Diga Alento.

E’ stata una gran bella manifestazione che ha visto un’alta partecipazione con circa 85 pescatori. Il posto ancora una volta si è dimostrato essere stupendo, veramente all’altezza della manifestazione. Ottava edizione del Milo Day Sud, ma terzo anno che andiamo in Diga Alento. Ho fatto una gran pescata da oltre dieci chili di carpette, tutti pesci di piccola taglia catturati a roubaisienne che mi hanno fatto davvero divertire. Inoltre ci ho anche aggiunto un paio di cavedani da sei e tre etti che non fanno mai male. Un campo gara assolutamente promosso a pieni voti.

Infine aggiungiamo che Milo anche quest’anno è stato invitato ufficialmente all’edizione 2017 del prestigioso Fish’O’Mania International, nella gara che quest’anno sarà individuale e non più a squadre come nel 2016. Una manifestazione che si svolgerà il 10 luglio in concomitanza con il Campionato del Mondo per Clubs sul campo gara di Ostellato.