Lombardia

Pesca in Valchiavenna – Oltre i duemila metri


PESCA IN VALCHIAVENNA – LAGO BALLONE, CALDERA, NERO E LAGO ANGELOGA

A distanza di un paio di mesi siamo tornati ad affrontare gli ambienti alpini lombardi. Lo abbiamo fatto ancora una volta nella stupenda Valchiavenna, vallata situata a sinistra della più famosa Valtellina. Attraversata dal Fiume Mera, alimentato a sua volta da diversi piccoli torrenti che scendono dalle montagne circostanti la valle. Piccoli torrenti che, a loro volta, scendono da laghi situati ad oltre duemila metri di altitudine. In occasione della prima uscita avevamo avuto la possibilità di affrontare tre laghi. Lago Emet e Lago Andossi, a circa duemila metri di altezza e Lago di Montespluga.




Questa volta gli amici della Valli del Mera ci hanno riservato un itinerario più ampio. Un week end dedicato esclusivamente alla pesca a spinning su trote fario ed iridee. Il percorso da loro scelto è stato possibile passando la notte in uno dei tanti stupendi B&B della zona. Partenza da Campodolcino assieme a Lucio, Alberto e Gianpietro con la macchina. Prima tappa, il Lago di Lei posto come punto di partenza per il nostro viaggio di oltre sei ore a piedi. L’obiettivo di giornata è infatti quello di attraversare le montagne a piedi e scendere fino all’abitato di Franciscio. Un percorso adatto per gli amanti della montagna, con sali e scendi in mezzo ai richiami delle marmotte ed i rospi di alta montagna. Un cammino non per tutti, ma da affrontare almeno una volta per una esperienza unica.

Sono due le particolarità riguardanti il Lago di Lei. Prima di tutto, si tratta dell’unico specchio d’acqua italiano dell’omonima vallata appartenente al bacino idrografico del Reno. In secondo luogo, per raggiungere il Lago di Lei con la macchina è necessario effettuare un viaggio di circa una settantina di chilometri, per un’ora e mezza di strada. Si attraverso il Passo dello Spluga per arrivare in Svizzera. Da Splugen si prende la strada che porta verso la Val di Lei. In pratica un lago raggiungibile esclusivamente dal territorio elvetico. Unica alternativa, la traversata a piedi per le montagne attraverso i sentieri.

Sono quattro i laghi che si incontrano dalla Val di Lei fino a Franciscio. In sequenza: Lago Ballone, Lago Caldera, Lago Nero e Lago Angeloga. Inoltre abbiamo fatto qualche lancio in piccole pozze tra i primi due laghi che vengono comunque ripopolate dall’Associazione dei Pescatori della Valle del Mera. Prima tappa della camminata il Lago Ballone, distante oltre un’ora di cammino dal Lago di Lei. Partenza in salita seguendo il sentiero che mette come punto di arrivo il paese di Franciscio, dopo circa sei ore di viaggio.

Il Lago Ballone è un bacino di medio piccole dimensioni, con profondità massima di circa diciotto metri. Naturalmente nel periodo invernale, come tutti i laghetti alpini, tende a ghiacciare completamente. Non è un problema per la pesca in quanto questa è chiusa da metà ottobre fino ad inizio giugno. Inoltre il percorso per raggiungere questi posti risulterebbe inagibile causa alta presenza di neve. La caratteristica principale del Lago Ballone sta nella presenza di una vecchia stazione intermedia della funicolare di servizio durante la costruzione della diga della Val di Lei.

Il Lago Caldera ed il Lago Nero sono due specchi lacustri situati ad oltre 2300 metri di altitudine. Il primo lago presenta anch’esso una profondità superiore ai dieci metri nel punto più profondo, mentre il Lago Nero è ancora più profondo. Lago Ballone e Lago Caldera presentano una sponda abbastanza facile da percorrere. Diverso è il discorso del Lago Nero che risulta essere quasi una conca scavata nella montagna. Il terreno è costituito principalmente da sassi e ghiaia, decisamente impervio da affrontare. Quando ci siamo recati noi, ci abbiamo pescato molto poco sia risultando basso di livello, sia per le condizioni meteo in via di peggioramento.

Una parentesi importante da considerare è il fattore meteo. Ne abbiamo già parlato nel precedente articolo sulla pesca in Valchiavenna, ma è giusto ripetersi. Sulle Alpi il meteo è in costante evoluzione. In particolare poi se ci si trova oltre i duemila metri di altitudine. A giugno, come ad agosto, le temperature sono basse e possono scendere sotto i dieci gradi. Inoltre se a valle è previsto sole, lo stesso non si può dire all’altezza dei laghetti alpini. Le nuvole risultano basse e coprono i raggi solari, abbassando decisamente la temperatura atmosferica. In più, anche le temperature dell’acqua sono decisamente basse.

Nel mezzo dei tre laghi abbiamo citato delle piccole pozze. Piccoli specchi d’acqua molto caratteristici con profondità al massimo di tre – quattro metri che presentano grosse sorprese. Trote fario ed iridee anche oltre i 40 centimetri di lunghezza. Pesci sani, vivaci e dai colori sgargianti. Gli stessi che si possono trovare al Ballone, Caldera e Nera.

La pesca si può effettuare sia con la classica bombarda innescando la camola, sia utilizzando le tecniche della pesca a mosca e spinning. Ancora una volta è stato lo spinning la tecnica da noi prescelta. Le trote che popolano i laghetti alpini sono pesci smaliziati, molto sospettosi. Allo stesso tempo però, nel periodo giusto, estremamente affamati. In particolare all’apertura della pesca nel mese di giugno, quando ad oltre duemila metri di altitudine c’è poco cibo in giro.

Tra gli artificiali migliori per la pesca a spinning troviamo come sempre gli spoon. I piccoli ondulanti in grammature da 1.5 a 4 grammi sono la soluzione migliore per le fario ed iridee di taglia da piccola a grossa. Sono diversi gli esemplari da una ventina di centimetri, molto aggressive sulle esche artificiali. Non mancano poi pesci importanti oltre i 35 – 40 centimetri. Trote da chilo, che prediligono anche esche voluminose. Non è da dimenticare naturalmente anche il classico ondulante da 5 – 8 grammi ed i rotanti fino alla misura del 9.

Le esche siliconiche non sono da dimenticare mai. In particolare il Gulp Berkley o il Biostick Marukyu stimolano l’appetito delle trote con il loro aroma accentuato. E’ sufficiente utilizzare una testa piombata da 5 a 10 grammi a seconda della profondità del lago e far saltare il finto verme sul fondo. Le trote, attirate dall’aroma e dalla colorazione accesa, andranno ad attaccare queste esche biodegradabili. Per laghi di questa dimensione e soprattutto considerato il percorso impervio sulle montagne è necessario avere con sè una sola canna, lunga non più di 210 centimetri. Se da 180 centimetri ancora meglio. Mulinello nella misura 1000 o 2000, con nylon da 0.22 millimetri o treccia da 0.04 millimetri. La treccia è fondamentale per sentire al meglio le mangiate e per lanci più lunghi con gli spoon.

Ultima tappa di giornata, prima della discesa verso fondovalle, il Lago Angeloga. Una perla tra le Alpi Retiche Occidentali, dove si trova anche il Rifugio Chiavenna. Altezza circa 2055 metri sul livello del mare. Uno specchio d’acqua di piccole dimensioni, con le sponde comodamente percorribili per tutto il perimetro. Il Lago Angeloga si può raggiungere anche grazie ad un ponte elicottero da Campodolcino. Dal Lago Angeloga verso valle c’è poco più di un’ora di cammino. In salita invece la lunghezza è di circa un paio d’ore per i meno esperti alle passeggiate in mezzo al bosco in salita.

Il Lago Angeloga ha una profondità che arriva oltre gli otto metri proprio nel punto centrale del lago. Un’area in cui spesso stazionano gli esemplari più grossi di trota. Come nei precedenti laghi citati non mancano trote di tutte le dimensioni ed anche qualche salmerino. Sono in tanti ad affrontare questi posti sia con la classica camola a bombarda o con le esche artificiali dello spinning.

Per effettuare la pesca in Valchiavenna ed affrontare questi spot bisogna rispettare il regolamento della UPS. Amo senza ardiglione, come già detto. Quantitativo massimo di capi da detenere. Periodi di pesca. La pesca nei laghi alpini apre ad inizio giugno fino ad ottobre. Fare sempre molta attenzione a dove si mettono i piedi quando si percorrono i sentieri. Cadere è un attimo e farsi male è molto facile. Ricordatevi che non vi trovate in pianura, ma in posti con a fianco dei dirupi scoscesi.

PER MAGGIORI INFO www.unionepescasondrio.it