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Navigli e Darsena di Milano torneranno senza acqua!


INATTESA ASCIUTTA DI NAVIGLI E DARSENA CHE TORNANO SENZA ACQUA

Tutti noi speravamo che fosse la svolta definitiva l’arrivo di Expo e della Nuova Darsena di Porta Ticinese che quest’anno dopo oltre trent’anni è tornata ad ospitare una manifestazione di pesca con il Milo Day Madonnina. Ed invece no, purtroppo a causa della forte siccità che ha colpito il Nord Italia negli ultimi tre mesi e che ha portato ad un forte abbassamento del livello dei principali laghi prealpini, il Consorzio Villoresi ha preso la decisione di chiudere i “rubinetti” della “Diga Villoresi” a valle di Sesto Calende. Questo significa che il Naviglio Grande, la Martesana ed il Naviglio Pavese inizieranno lentamente a calare di livello nel corso dei prossimi giorni fino a data sconosciuta. Ed anche la nuovissima (e bellissima) Darsena di Milano. Una mossa non facilmente interpretabile, considerando i costi che ci sono stati per la realizzazione del bacino milanese e per tutto ciò che lo circonda. Questa asciutta di Navigli e Darsena porterà inevitabilmente ad un nuovo peggioramento dell’area, con inevitabile degrado considerando la movida milanese nell’ara dei navigli. La speranza è che si possa trovare una soluzione valida, anche se nell’articolo di seguito pubblicato dal Corriere ci sono punti non proprio condivisibili, come l’affermazione che tutta la fauna ittica è stata recuperata. Difficile riuscire a recuperare la quantità di pesce presente in oltre cento chilometri di navigli ed inoltre la Fipsas di Milano e quella di Pavia non hanno annunciato alcuna operazione di questo tipo. Vi lasciamo comunque all’articolo pubblicato dal Corriere della Sera in cui vengono spiegati più in dettaglio alcuni aspetti dell’operazione.




Resterà senz’acqua la Darsena. Il Consorzio Villoresi da martedì ha iniziato a chiudere i rubinetti che portano acqua dal Ticino al Naviglio Grande. Tutto normale, rassicura il presidente Alessandro Folli. Ufficialmente l’asciutta primaverile dei Navigli (e della Martesana) è stata anticipata di tre settimane per compensare una mancata secca nell’anno di Expo e per lavori sugli alvei e sulle sponde. Sarà più lunga, così come accadrà per quella del prossimo autunno, per consentire opere, per oltre 12 milioni di euro, che attingono alla coda dei fondi di Expo. Ma questo è solo un lato della medaglia. Anticipare l’asciutta è il minimo in un anno di siccità che avrà conseguenze drammatiche sull’ecosistema. Mentre si asciuga il Naviglio Grande, più d’un esperto incrocia le dita. Senza neve sui monti, senza pioggia, la Darsena sarà all’asciutto la prossima estate. Niente barconi, niente chiatte, giochi e concerti sull’acqua, che tanto fascino ha restituito a questo angolo di città.

Non c’è, ad oggi, un piano B, per riempire d’acqua il porto di Milano. La Darsena diventerebbe così il «manifesto» visibile di una situazione ambientale gravemente compromessa, precisa la direttrice del Consorzio Laura Burzilleri: «La siccità, il lago Maggiore che è sotto di 20 centimetri, il Ticino in sofferenza sono un elemento di grande preoccupazione per l’ecosistema, per l’agricoltura, per tutti, la Darsena è il minore dei problemi». Eppure ciò che accade oggi, denuncia Luigi Duse, vicepresidente del Parco del Ticino, non dipende solo dalla siccità: «Il problema sta a monte. Sta nel fatto, cioè, che da due anni non si immagazzina più l’acqua del Lago Maggiore. Invece, viene fatta scorrere più veloce per salvaguardare le spiagge – spiega Duse -. Perché la Svizzera ha protestato, voleva preservare le “spiaggette”. E il nostro ministero dell’Ambiente, il più solerte del mondo, ha detto “bene, abbassiamo il livello del lago”». Se i milanesi vogliono riavere la loro bella Darsena, gli agricoltori l’acqua pulita del Ticino per irrigare, e i pescatori i loro pesci, non resta che affidarsi a un cambiamento radicale del meteo. E, in attesa dell’acqua dal cielo, suggerisce Duse, serve un «piano straordinario delle acque» come quello antismog. «Le istituzioni, la Regione devono fare pressione sul ministero, perché i laghi possano tornare a immagazzinare acqua. Il clima è cambiato. È una crisi idrica che in cinquant’anni non s’era mai vista e potrà ripetersi. Non si sottovaluti quanto sta accadendo». La sofferenza del Ticino è già evidente nelle ampie distese di ghiaia che si aprono lungo il suo corso. Dal Ticino prende acqua la centrale Enel di Turbigo, il Consorzio ex Sesia.

Da oggi, dunque, il livello dell’acqua in Darsena calerà visibilmente. Poi seguirà l’asciutta del Naviglio Pavese e del Naviglio di Bereguardo. I cantieri interesseranno sette chilometri di sponde del Naviglio Grande, nell’ambito del progetto Expo-Anello Verde-Azzurro. Interventi sono previsti nei comuni dell’hinterland attraversati dal canale navigabile, da Cuggiono a Corsico, per altri 4 chilometri di sponde. È già iniziato il recupero della fauna ittica. «Da tempo abbiamo ormai avviato un percorso di cooperazione con associazioni e con il mondo del volontariato impegnato su questo fronte», aggiunge Folli. A fine mese inizierà l’asciutta del canale Villoresi. E tornando alla Darsena ammette di essere preoccupata Tiziana Gibelli, la direttrice di Navigli Lombardi, che si occupa della valorizzazione dello specchio d’acqua. «Se la siccità persiste non si naviga più, niente piattaforme e attività». Un paradosso per una città che galleggia sull’acqua. Ha falde affioranti. E ci sono pozzi, come nel vicino Parco Solari, oggi cantiere di M4, che se fossero tutti «accesi», dice un tecnico, potrebbero alimentare la Darsena: 350 litri al secondo, questa la portata, che certamente è poca cosa rispetto ai 10 mila litri al secondo del Naviglio, ma eviterebbero l’asciutta permanente. Pozzi in buona parte lasciati in disuso, ma che potrebbero rivelarsi utili se fatti oggetto di manutenzione. esterà senz’acqua la Darsena. Il Consorzio Villoresi da martedì ha iniziato a chiudere i rubinetti che portano acqua dal Ticino al Naviglio Grande. Tutto normale, rassicura il presidente Alessandro Folli. Ufficialmente l’asciutta primaverile dei Navigli (e della Martesana) è stata anticipata di tre settimane per compensare una mancata secca nell’anno di Expo e per lavori sugli alvei e sulle sponde. Sarà più lunga, così come accadrà per quella del prossimo autunno, per consentire opere, per oltre 12 milioni di euro, che attingono alla coda dei fondi di Expo. Ma questo è solo un lato della medaglia. Anticipare l’asciutta è il minimo in un anno di siccità che avrà conseguenze drammatiche sull’ecosistema. Mentre si asciuga il Naviglio Grande, più d’un esperto incrocia le dita. Senza neve sui monti, senza pioggia, la Darsena sarà all’asciutto la prossima estate. Niente barconi, niente chiatte, giochi e concerti sull’acqua, che tanto fascino ha restituito a questo angolo di città.

Fonte – Corriere della Sera Milano