3° Red Tetragon alla coppia Gazzarrini - Mandredini PESCA AL COLPO

3° Red Tetragon – Gran vittoria per Gazzarrini – Manfredini


RED TETRAGON 2015 ALLA COPPIA GAZZARRINI – MANFREDINI

E’ stata davvero un’edizione incredibile quella del Red Tetragon di quest’anno. Non solo perché è stata organizzata in modo ineccepibile dalla Arno Team Milo e da Massimiliano Marinari, ma anche perché fino all’ultima ora di gara tutto era ancora possibile per la vittoria finale. L’edizione che si è appena conclusa ha mostrato quanto l’Arno sia un fiume sano dal punto di vista della pescosità, in grado di regalare pesi a dir poco stratosferici e far divertire anche chi mai ci aveva pescato o mai si era trovato in situazioni simili. Sicuramente un bel riscatto dopo i problemi dello scorso anno dove l’organizzazione fu obbligata (non per proprie colpe, ma per colpa della gestione dei campi gara da parte di altri) a stringere tutti e sessanta i partecipanti nel solo campo gara di Calcinaia Vecchia. Quest’anno la macchina organizzativa ha preso inizio mesi prima, addirittura immediatamente dopo il termine della 2° edizione e si è riusciti a prenotare tutti e tre i campi gara. Inizialmente dovevano essere utilizzati i due campi di Calcinaia e quello di Castelfranco di Sotto ma, come anticipato nell’intervista a Milo di settimana scorsa, purtroppo nel terzo campo gara pisano ci sono stati grossi problemi legati alla pescosità che hanno obbligato Massimiliano Marinari a dirottare il tutto sul campo di Fornacette. Una scelta, questa, che alla fine si è rivelata azzeccatissima. Complice una concomitanza di eventi sia in Italia che nel resto dell’Europa, la manifestazione non ha potuto registrare il tutto esaurito e delle quaranta coppie previste se ne sono presentate ventidue. Un numero non altissimo, ma nemmeno basso e addirittura ottimale per favorire ulteriormente la pescosità. D’altronde si sta parlando di una manifestazione della durata di quattro giorni, di cui uno di prova e tre di gara, con cinque ore di pesca a gara. Un evento difficile sia dal punto di vista fisico, che anche dal punto di vista economico. Non a caso è stata alta la partecipazione di coppie toscane, le quali hanno l’Arno molto vicino a casa. Diversamente dagli scorsi due anni sono mancati gli agonisti spagnoli i quali, proprio a causa di manifestazioni ed impegni personali di inizio maggio, a malincuore non sono riusciti a garantire la loro presenza. Ad ogni modo l’internazionalità della gara è stata comunque mantenuta grazie alla presenza di coppie sia francesi che belga, oltre che grazie alla presenza di personaggi di altissimo livello e caratura internazionale come il sempre presente Steve Gardner, amico trentennale di Milo con cui ha fatto ancora una volta coppia, il nazionale gallese e miglior britannico classificatosi in occasione degli ultimi mondiali di pesca al colpo Andy Neal, nonché titolare anche della famosissima azienda inglese produttrice di pasture Bait Tech di cui Milo è anche distributore per l’Italia ed infine Gerard Trinquier, commissario tecnico della nazionale francese femminile di pesca al colpo e distributore Milo in Francia. Oltre a loro naturalmente erano presenti anche pescatori di alto livello del Bel Paese.




Come già detto, la gara si è svolta in tre giorni su tre campi gara differenti. La modalità di gara prevedeva che ogni coppia pescasse a turno su tutti e tre i campi gara in settori unici da sette/otto box, in gara da cinque ore ciascuna con inizio alle ore 12 e termine gara alle ore 17. Vittoria finale per la coppia con minor punteggio o, a parità di penalità, i migliori piazzamenti o, ancora, il peso complessivo. Nella quattro giorni di Red Tetragon il meteo ha dato una grossa mano ai presenti impegnati nelle fatiche di questo evento, evitando sia giornate calde e afose, sia giornate di pioggia. Giust’appunto il venerdì c’è stato un po’ di vento ed il sabato si è partiti con una temperatura non proprio di inizio maggio. Come ampiamente previsto, la pescosità è stata non alta, ma altissima. Il fiume si è presentato nelle migliori condizioni possibili, andando a calare di livello nella giornata di sabato rispetto a venerdì. La pesca non è stata semplice in quanto i tre campi gara sono tutti diversi tra loro e obbligano dei continui cambiamenti sia di lenza, che di strategia. Partendo da Calcinaia Vecchia, che si potrebbe dire essere il tratto che ha “leggermente reso di meno” se vogliamo fare i pignoli, la pesca cambia di picchetto in picchetto. Questo perché il campo gara è situato su un’ampia curva, la quale determina dei continui cambiamenti di corrente a causa delle diverse linee di flusso. Un picchetto in particolare, come ci ha spiegato Maurizio Teodoro che era in coppia con Andy Neal, presenta delle difficoltà nei primi metri da riva a causa di un’alta quantità di ostacoli trasportati dal fiume durante le piene. In quel punto la corrente tende a “picchiare” nel sottosponda per poi cambiare la propria direzione e tornare verso il centro fiume. A Calcinaia Vecchia inoltre in alcuni picchetti si può arrivare a trovarsi con l’acqua talmente lenta da sembrare ferma nonostante i quattro metri di profondità. Ancora maggiore è invece la profondità a Calcinaia Nuova, campo gara che ha regalato la migliore pescosità tra cui l’assoluto degli assoluti nella tre giorni di gara con gli oltre 107 chilogrammi registrati dalla coppia Enrico D’Antona e Ubaldo Rugani. La pesca a Calcinaia Nuova si basa molto sui pesci gatto di taglia media tra trecento e cinquecento grammi, con qualche esemplare poco più grosso. Non sono usciti dei “gatti” degni di nota in quanto gli esemplari di taglia iniziano a muoversi solamente con l’arrivo del gran caldo estivo. Il tutto naturalmente si è svolto utilizzando dei galleggianti pesanti tra otto grammi per restare leggeri, fino a venti e passa grammi sia con i classici galleggianti a goccia, sia con galleggianti a vela o piastre o cralusso o ancora gli ABS di Milo. A Fornacette invece tutto ancora più diverso. Una caratteristica del campo gara che in passato ha ospitato due campionati del mondo giovanili, entrambi dominati dall’Italia, risiede nella diversità tra il tratto a monte e quello a valle. La profondità è minore in alto e la corrente davvero veloce, salvo poi rallentare leggermente con l’aumento della profondità. Anche in questo caso le grammature dei galleggianti sono importanti per la pesca quasi ferma sui pesci gatto, ma a differenza degli altri due campi gara già citati, vi è un’alternativa: la pesca dei cefali. I cefali sono pesci di acqua salata che risalgono i fiumi e l’Arno pisano ne è davvero ricco. Fornacette è l’ultimo campo gara che presenta questi mugilidi in quanto procedendo verso Calcinaia sono presenti dei salti che rendono molto difficoltosa la loro risalita. Questa pesca si effettua con grammature leggere a partire anche da due o tre grammi, dando molta pastura ed innescando i cagnotti. Una pesca che si effettua lasciando “correre” il galleggiante e rimanendo sollevati dal fondale. Pescando in coppia è più facile poterla effettuare in quanto si possono dividere i compiti: un concorrente sui pesci gatto ed un concorrente sui cefali. Il primo giorno di gara i cefali non erano molto presenti ma, con l’aumentare della pasturazione si è arrivati la domenica a poter impostare completamente la pesca su questa specie ittica. Insomma, il Red Tetragon obbliga il pescatore ad essere pronto a tutte le situazioni e soprattutto a finir la gara in condizioni pessime dal punto di vista dell’ordine e della pulizia della propria attrezzatura.

Già al termine della seconda prova la coppia dell’Arno Team Milo composta da Gazzarrini e Mandrefini poteva avvalersi di un importante vantaggio sugli inseguitori avendo vinto in entrambe le giornate di gare. Diversamente dai due toscani, i francesi Garcia – Greset si dovevano accontentare del secondo posto con cinque punti complessivi a ben tre penalità di distacco. A seguire un gruppetto con sei penalità. Un bel bottino sicuramente da poter gestire nella gara conclusiva. Il sorteggio ha voluto che la coppia di testa capitasse nel picchetto iniziale di Fornacette. Un picchetto non propriamente ritenuto uno dei migliori del campo gara, ma i ragazzi dell’Arno Team avevano già fatto tutti i calcoli e per vincere avrebbero dovuto solamente restare nelle prime quattro posizioni della classifica puntando tutto sui migliori piazzamenti. Ma cinque ore sono lunghe e tutto può succedere. Alla fine, al di là delle aspettative, la coppia Gazzarrini – Manfredini ha portato a casa un secondo posto di settore dietro ai vincitori del 2014 ovvero Rugani – D’Antona che hanno impostato due gare, ovvero una a pesci gatto per Rugani ed una a cefali per D’Antona. Quattro punti per vincere il Red Tetragon sono davvero pochi e bisogna davvero fare i complimenti a Gazzarrini – Manfredini per il prestigioso risultato ottenuto alla prima partecipazione. Una vittoria che sicuramente li convincerà a partecipare anche alla prossima edizione. Nemmeno per farlo apposta, secondi assoluti si sono classificati proprio coloro che li hanno battuti nella gara di Fornacette ovvero la coppia composta da Enrico D’Antona e Ubaldo Rugani con sette penalità. Stesso punteggo anche per i terzi Innocenti – Gamberini ed i quarti classificati Garcia – Greset, che però hanno un peso decisamente inferiore rispetto ai 207 chilogrammi dei secondi classificati. Che dire, una manifestazione e tre gare davvero combattute che hanno regalato la bellezza di tre tonnellate di pescato. Un peso davvero di tutto rispetto che crediamo non abbia eguali in nessuna manifestazione europea. Un motivo in più per pensar seriamente di partecipare almeno una volta nella vita perché anche se si arriva tra gli ultimi, di certo non ci si annoia. Ed i fortissimi inglesi? Beh, la coppia Milo – Gardener ha regalato davvero spettacolo nell’ultima giornata di gare, sfruttando al massimo il picchetto iniziale di Calcinaia Nuova e registrando il maggiore peso di giornata con 74 chilogrammi. Come ci dirà poi Milo nelle interviste che pubblicheremo nei prossimi giorni, peccatoper la gara del sabato che li ha visti concludere in quinta posizione, altrimenti avrebbero potuto dire tranquillamente la loro per la vittoria finale o il podio. Più difficile invece la gara per Andy Neal che ha dovuto fare i conti con una tipologia di pesca a lui praticamente sconosciuta, con pesci mai catturati prima. Come già detto il picchetto di Calcinaia Vecchia ha condizionato lui ed il suo socio e la pesca sui cefali di Fornacette è stata difficile da interpretare. Ottimo riscatto invece nella giornata di domenica andando a registrare il primo peso di giornata del settore battendo di soli venti grammi Steve Gardener. Da sottolineare infine la prova dei primissimi vincitori del Red Tetragon ovvero la coppia Reggianini – Willsmore che dopo la vittoria del venerdì, ha dovuto accontentarsi di un quinto ed un quarto posto nelle successive giornate di pesca.

Giusto spendere due parole sia sull’organizzazione dell’Arno Team Milo che è stata a dir poco fantastica. Dalle giornate di prova, alla premiazione finale. Tutto organizzato nei minimi dettagli e con grandissima cura dei particolari. Naturalmente qualche errore può capitare anche a causa della stanchezza, ma nulla di così rilevante da andare a rovinare un evento che era prima di tutto una grandissima festa della pesca. L’augurio è che il prossimo anno siano presenti ancora più concorrenti, magari italiani oltre agli spagnoli assenti quest’anno. Un ringraziamento particolare naturalmente va alla famiglia Milo per l’ospitalità a questo Red Tetragon a cui abbiamo assistito per la prima volta ed ovviamente un ringraziamento anche a Massimiliano Marinari per averci fornito le classifiche e tutto il supporto necessario per la realizzazione di foto e articolo. Che dire se non, arrivederci al prossimo anno con il 4° Red Tetragon!

Nei prossimi giorni saranno disponibili le interviste ai protagonisti del Red Tetragon 2015

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