Intervista ad Aaron Ferretti PESCA AL COLPO

68° Mondiale per Nazioni – Sboccia la stella svizzera Aaron Ferretti


MONDIALE PER NAZIONI – PAROLA AD AARON FERRETTI 4° CLASSIFICATO

La 68° edizione del Campionato Mondiale per Nazioni di pesca al colpo ha regalato diverse storie. La storia del Belgio, che torna sul tetto del mondo dopo 34 anni. L’infinita storia dell’Inghilterra che si conferma osso duro in questa tipologia di pesca. La storia della Francia, che continua a stupire in questo 2017 risultando la nazione più in forma in tutte le categorie della pesca al colpo. Ed infine la storia della Svizzera. Una squadra che viene formata ogni anno sulla base di sei gare di selezione che si svolgono nelle giornate di sabato tra mattina e pomeriggio. Tra l’altro con due gare che si svolgono in Italia in carpodromo e quattro in Francia.

La Svizzera infatti non dispone di campi gara. Un problema che di fatto limita la pesca al colpo e la pesca in generale. Sono solo tredici le squadre partecipanti al campionato svizzero e circa una trentina gli agonisti che lottano per rappresentare il Paese. Svizzera che tra l’altro ha colto solamente un bronzo mondiale nel lontano 1959 nel campionato svolto in casa a Neuchatel. Ma quest’anno i ragazzi elvetici ci sono andati molto vicini al sogno del podio mondiale. Un quarto posto che comunque vale come un oro per una piccola realtà come quella rossocrociata.

Uno degli artefici di questo successo non medagliato è un giovane ragazzo di ventitre anni. Il suo nome è Aaron Ferretti, che negli ultimi sei anni ha effettuato una crescita impressionante. Cresciuto nel CP Lugano, è passato successivamente alla Virtus Fishing. Uno squadrone in Svizzera, capace di vincere gli ultimi tre campionati nazionali, giungendo secondi al primo anno. Risultati che hanno permesso alla squadra e ad Aaron stesso di partecipare alle manifestazioni internazionali. Prima il mondiale per club, poi l’europeo per nazioni ed infine la scalata alla nazionale maggiore.

Esperienza su esperienza che lo ha portato a raggiungere una media davvero bassa di risultati, degno di un campione. Personalmente ho avuto la possibilità di conoscere Aaron nel 2012, in occasione di una manifestazione in terra francese. A quel tempo era ancora giovane e non aveva accumulato l’esperienza che ha ora. Ma già in quegli anni dimostrava di avere un gran senso dell’acqua. Una particolarità che contraddistingue i veri campioni.

Aaron Ferretti è diventato il primo agonista svizzero a chiudere il campionato del mondo con due penalità complessive. Peccato solo che per mezzo chilogrammo sia sfumato il podio individuale. Il coronamento di una breve, ma intensa carriera passata direttamente tra i seniores visto che in Svizzera non ci sono le squadre giovanili.

1. Prima di tutto, vivissimi complimenti Aaron. Hai chiuso questo campionato del mondo svoltosi in Belgio con due primi ma nonostante ciò non è stato sufficiente per salire sul podio. Partiamo da qua. C’è più soddisfazione o rammarico per un podio iridato sfumato?

Grazie mille per i complimenti. Sinceramente il primo impatto è stato abbastanza duro. Perdere il podio per un soffio è dura da digerire. A mente fredda però pensando alle due gare fatte non posso recriminarmi nulla. Ho dato il cento per cento in questo mondiale, consapevole di pescare per aiutare la squadra. Penso che meglio di così non avrei proprio potuto fare. E questo è sufficiente per parlare di grande soddisfazione personale. Se anche alla fine non c’è la medaglia, ho chiuso con due primi ad un campionato del mondo e rimarrà sempre nella storia della pesca sportiva.

2. Inoltre nelle ultime tre gare mondiali hai registrato la bellezza di tre punti. Una costanza migliore dei vari Scotthorne, Raison, Falsini, Tamas. A tuo avviso, il raggiungimento di questi risultati può dipendere dalla costante partecipazione ai campionati del mondo per nazioni e per club?

Beh, è sicuramente una serie strepitosa di risultati, ma rispetto a quei grandi campioni che hai citato a livello di esperienza non posso nemmeno competere! Io penso solo che gareggiando con una nazionale “piccola” non si ha nulla da perdere ma tutto da guadagnare. Pertanto si può impostare una pescata più all’attacco per cercare di andare a vincere il settore. Le grandi nazionali tante volte adottano diverse impostazioni per piazzare tutti i concorrenti ed ottenere un buon gioco di squadra

3. Parlaci delle tue due pescate e dicci cosa ne pensi del campo gara del mondiale

Ci tengo a partire dal secondo punto che hai citato, il campo gara. Un posto davvero molto bello, ma allo stesso modo molto tecnico. Personalmente è stato il campo più tecnico in cui abbia mai pescato.

Parlando delle gare, il sabato vengo sorteggiato nel box A13. Dalle prove della settimana era risultato che il Settore A presentava meno quantità di gardon, ma si avevano maggiori possibilità di catturare grosse breme. Ho iniziato la mia pescata a corta distanza con cinque pezzi di roubaisienne catturando dei piccoli ghiozzi. Una pescata comune con tutti gli altri concorrenti. Nonostante ciò ho mantenuta alimentata costantemente la linea dei tredici metri. Una scelta che si è rivelata azzeccata perchè mi ha permesso di catturare due grosse breme e qualche gardon. Pesci questi che mi hanno permesso di vincere il settore.

La domenica invece finisco nel box C19. Stessa impostazione del giorno precedente, con partenza corta a ghiozzi. Una pescata che è durata solamente mezz’ora però. Sapendo che non avevo nulla da perdere, ho voluto giocare il tutto per tutto. Sono uscito ad undici metri di lunghezza ed ho iniziato a catturare gardon in continuazione. Alla fino chiudo con ben sette chilogrammi di pesce e la seconda vittoria di settore in due giorni.

4. Con questo risultato per forza entri di diritto nella storia della pesca svizzera. Inoltre, la Svizzera ha sfiorato un podio per nazioni. Secondo te poteva esserci la possibilità di entrare nelle prime tre o Belgio, Francia ed Inghilterra erano di un altro livello?

La Svizzera è una nazione piccola ed una piccola realtà nella pesca. Sicuramente per noi è un’impresa storica. Potrei dire che siamo arrivati primi tra i terrestri. Con Belgio, Inghilterra e Francia non c’era storia. Queste tre squadre si sono giocate il mondiale tra loro con una superiorità disarmante. Le classifiche d’altronde parlano da sole ed il nostro punteggio è quasi più umano. Alla fine ci siamo lasciati alle spalle corazzate come Italia, Polonia, Ungheria ed Olanda. Per noi, già questo, è motivo di grande orgoglio.

5. La tua crescita a livello di pescatore è stata impressionante negli ultimi anni. Da cosa è dipeso? Centrano le esperienze all’interno de Le Groane nei campionati italiani ed il passaggio alla Virtus?

Ritengo che la mia crescita sia cominciata in modo graduale a partire da quando ho cominciato a pescare nella Lanza. Successivamente è aumentata con il passaggio a Le Groane. Sicuramente imparo molte più cose pescando in Italia, ma il lavoro non é ancora finito. Nella pesca non c’è un limite, c’è sempre da imparare qualcosa. Spero di poter imparare ancora molte cose ed accumulare ulteriore esperienza.

6. C’è qualcuno in particolare che vorresti ringraziare per il supporto?

Guarda Matteo, le persone per il supporto sono tantissime da ringraziare. Potrei sembrare noioso con un elenco di nomi, ma ci tengo a farne alcuni perché per me é importante. In primis devo e voglio ringraziare mia mamma, che mi ha sempre sostenuto ed aiutato. Poi Franco Guercio, che mi ha affacciato al mondo della pesca al colpo insegnandomi moltissime cose. La società Lanza ed il presidente Gerolamo Viganò per avermi accolto come un figlio. Coquio Giordano, che quando non avevo ancora l’auto veniva fino in Svizzera per portarmi a pescare.

Ed ancora il presidente de Le Groane Flavio Ferretto. Tutta la squadra del CIS de Le Groane che mi stanno insegnando tantissimo ( Luigi Sacco, Matteo Cappellini, Massimo Cattaneo, Stefano Defendi e Michele Naro). I miei super compagni di squadra ( Diego Scavino, Andrea Compiani e Matteo Magagnin). Poi naturalmente tutta la nazionale svizzera ed in particolar modo a Francesco Pervangher che mi ha fatto da sponda per queste due gare del mondiale. Infine, non ultima per importanza, la Virtus Fishing con in particolare Andreas Forni. Chiudo l’elenco, ma non sarebbe ancora terminato. Non posso che ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto.