A pesca in mangianza - Spinning alletterati Spinning

A pesca in mangianza – Spinning


A PESCA IN MANGIANZA – SPINNING AGLI ALLETTERATI IN SARDEGNA

A pesca in mangianza, uno dei sogni di tantissimi pescatori. Un’esperienza unica. Un’esperienza che una volta provata trascina nei mesi e negli anni a seguire. Una volta provata non si riesce più a tornare indietro per la frenesia che porta. Fortunatamente posso dire di essere uno di quelli che hanno la possibilità di andarci spesso a pesca in mangianza, dalla barca soprattutto.




L’occasione è stata una tre giorni in terra Sarda. Una piccola vacanza in provincia di Sassari e piu precisamente a Castelsardo in compagnia di due cari amici. Ovviamente anche loro appassionati e malati di pesca. Tre giorni di tanto divertimento, sole, mare, risate e soprattutto cibo squisito. Che tipo di cibo? Ovviamente le inaspettate catture di tonni alletterati. Tutti pesci superiori ai quattro chilogrammi entrati in frenesia alimentare sulle acciughe.

A dir la verità eravamo partiti con l’intenzione di andare in cerca del re del mare: il tonno rosso. Ma anche i tunnidi catturati non sono affatto da meno per quel che riguarda divertimento, forza esplosiva e resistenza. Dei veri e propri tori del mare, divertentissimi con attrezzatura da spinning.

Le condizioni meteo per questa trasferta sarda di tre giorni sono state dalla nostra parte. E dobbiamo ringraziare anche il Calafuria del mio amico che siamo riusciti ad uscire in barca e pescare in condizioni climatiche /atmosferiche ottimali.

Partenza all’alba, con un avvio in cerca di calamari. Immediatamente abbiamo notato l’assenza dei grandi tonni, a differenza di moltissimi alletterati con un nuoto stile delfino. Pesci che sgroppando fuori dall’acqua facevano scoppiare mangianze sia di piccole che enormi dimensioni. Mangianze della durata anche di svariati minuti, con attacchi dall’alto di gabbiani, sule e berte.

Inizialmente abbiam provato con le canne da popping, ma i tunnidi erano in caccia su avannotti di barracuda. Normalmente invece lo sono su alacce, sarde o alici. Un punto decisamente a nostro svantaggio in quanto trovare dei jig così piccoli, fini e pesanti da lanciare è cosa impossibile. Ad ogni modo le catture e le slamate si sono susseguite per tutto il week end.

Per quanto riguarda l’attrezzatura abbiamo optato per canne lunghe sette piedi, con azione extra fast da un’oncia e mezza. Mulinello taglia 5000 SW su cui abbiamo caricato ben 300 yard di treccia da 30 libbre. Ovviamente finale in fluorocarbon da 0.52 millimetri. Immancabile lo sgancio rapido da 35 libbre. Per quanto riguarda gli artificiali usati, gli alletterati hanno preferito attaccare dei jig color metallo semplice in stile cefalo e color sarda. Hanno invece rifiutato hard bait come long jerk, gomme ed inchiku. Quando si va a pesca in mangianza questa è l’attrezzatura da avere sempre con sè.

Gli alletterati in generale sono pesci potenti, con un apparato boccale duro. Per questo motivo bisogna sperare di allamarli ai lati della bocca. Si inizia con la frizione chiusa e dopo la prima botta iniziale dare tre o quattro ferrate forti e decise prima di farli scatenare. Un modo per far si che l’amo si impianti in bocca. A questo punto si tara la frizione e si fa partire per la prima fuga. Se si dvesse ferrare con frizione aperta o semichiusa la probabilità di perderli è altissima fin dalla prima partenza.

Per dieci minuti ed oltre inizieranno combattimenti al limite, con ripartenze sotto la barca e fughe improvvise. A mio avviso dei pesci davvero stupendi, sicuramente i più potenti in assoluto.

Per effettuare questo tipo di spinning è fondamentale conoscere i periodi in cui accostano. Estremamente importante anche la fortuna di trovarsi vicino alla mangianza nel momento in cui scoppia. Solo in questo modo si ha la possibilità di riuscire ad arrivare a lanciare nel momento di massima frenesia alimentare. Il recupero del jig va effettuato veloce a pelo d’acqua o poco sotto la superficie. Le jerkate devono essere laterali o verso l’alto.

Durante questa pescata molti alletterati hanno mangiato anche in calata. Anche questa è un’ottima tecnica. Si lascia scendere il jig per tre – quattro secondi e poi si inizia il recupero.

Questi sono pesci dalle carni squisite, ideali anche da fare crudi. Naturalmente prima devono essere abbattuti in freezer per scongiurare il rischio di prendere il parassita Anisakis, presente ormai in quasi tutti i pesci e molto molto pericoloso per l’uomo.