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A pesca (sul Volturno) nei giardini che nessuno sa….


IL VOLTURNO ESISTE ANCORA ED E’…VIVO!

Il titolo di questo racconto si rifà alla famosa e bellissima canzone di Renato Zero, visto che andare a pesca sul Volturno somiglia sempre di più alla visita domenicale che si fa al parente anziano ricoverato in ospedale. Ci si prepara ad affrontare la pescata con la tristezza nel cuore di vedere il malato in condizioni sempre peggiori, che soffre delle stesse malattie ormai croniche: abbandono, incuria e maleducazione. Una volta giunti sul posto, infatti, proprio come si fa col parente malato si ricordano i bei tempi passati e ci si confronta sulle terapie adatte a risollevarlo dalla malattia, imprecando su chi potrebbe fare e non fa e chi invece non capisce che potrebbe beneficiare dall’eventuale guarigione. Si notano i cumuli di immondizia depositati da qualche “furbetto”, che fanno compagnia ai rimasugli di buste di pasture, barattoli di mais e scatoline di vermi lasciati vicino ai resti di focolari da qualcuno ancora più “furbetto”, perchè non capisce che sta facendo “Harakiri”. Si ragiona inoltre sul fatto che dopo la piena dei mesi scorsi, le autorità non si sono neanche preoccupate di togliere i detriti, per non parlare poi degli alberi caduti in acqua. Poi si conviene che è inutile contare sull’aiuto del Primario visto che fino ad ora le uniche cure si sono ricevute da qualche infermiere volenteroso, ormai stanco. Malgrado ciò però, appena si lancia la lenza in acqua ci si rende conto che la natura è diversa da noi umani e, malgrado malata, ha un grande potere di autoguarigione che gli permette di sopravvivere sempre anche alle nostre angherie. Malgrado il livello molto basso, che personalmente non ricordo di aver mai rilevato, abbiamo trovato un’acqua in buonissime condizioni e pesci in ottime condizioni, disposti a regalarci una pescata eccezionale. Nelle prime ore i cavedani l’hanno fatta da padrone. Poi, con l’aumento della portata data dall’apertura della diga a monte, sono uscite le carpe che ci hanno fatto divertire fino all’ora di pranzo. Dopo una mattinata bellissima ci siamo lasciati con la promessa di rivederci presto e la flebile speranza di trovarlo in condizioni migliori…forse…