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Adda, pioggia e cavedani!


CAVEDANO IL RE DELL’ADDA

Nonostante la forte pioggia che è caduta sabato in gran parte della Lombardia, l’amico Mario del blog Walkingontheriverside non ha resistito alla tentazione di lanciare le proprie esche in acqua per una sessione di pesca in Adda. Mai scelta fu più azzeccata in quanto la giornata è stata particolarmente proficua con la cattura di un esemplare di cavedano davvero di tutto rispetto. Ecco il suo racconto e buona lettura.




La cosa è strana e sembra che giri per il verso contrario, durante la settimana di lavoro dal lunedì al venerdì il meteo prevede sempre bel tempo, venerdì verso le 15:00 addirittura il termostato della vettura, ammesso che non fosse rotto, segnava 14.5 gradi, il fine settimana invece arriva puntualmente la pioggia e molto spesso con essa anche il vento. A questo punto l’ unica cosa da mettere in atto è il fare finta di nulla, preparare le canne, le montature e le esche ed il sabato mattina verso le 4.30 far suonare la sveglia. Non storcete il naso, amo alzarmi presto, fare le cose con calma e partire con le stelle..quando ci sono.

Così mi alzo, carico la macchina e parto verso il mio spot facendo andare il tergicristallo sulla seconda velocità. Naturalmente oltre la pioggia e per causa di quella la strada che prendo normalmente per la destinazione risulta chiusa causa crollo del sottosuolo, faccio quindi retromarcia ed a naso trovo un’ altra via. Dopo aver perso 30 minuti sulla tabella di marcia arrivo al mio solito parcheggio ma ancora il viaggio non è finito. Ci vogliono ben 2 km pieni da percorrere a piedi per arrivare allo spot e questa volta dovrò farmeli tutti nel fango. Fortunatamente ho portato lo zaino da trekking, mi infilo la cerata e gli stivali e sotto una pioggia sostenuta che arriva di traverso aiutata dallo sferzante vento mi incammino. Superato qualche albero caduto a causa delle folate finalmente arrivo al mio spot, monto l’ attrezzatura e copro tutto con sacchi di plastica per cercare di non fare bagnare troppo le borse. Effettuo diversi lanci ma di segnali che mi possano fare capire la presenza di movimento non ce ne sono. Innesto allora un feeder da 100 grammi e lancio in prossimità di una prismata. In pochi secondi la cima della canna si inarca ed io dopo la prima ferrata ne do altre due per impiantare l’amo nella placca mandibolare del pesce. Il combattimento con l’ attrezzatura sostenuta che avevo sarà durato non aoltre 2 minuti ma che gusto ci sarebbe se non lo raccontassi come se il tutto fosse durato 20 minuti ? Che poi sono quelli reali che ho percepito. Lo sento subito, è molto forte e punta il largo ma non gli do spazio, apro di poco la frizione per non strappare il terminale tra il pesce ed il pesante pasturatore, è l’ unico segnale di mangiata che ho avuto e devo assolutamente portarlo a terra. Gli faccio voltare il muso verso di me e lo recupero portando la canna con la frizione del mulinello chiusa verso di lui nei momenti di maggiori sfuriate quando cerca nuovamente il largo. Penso subito ad un barbo ma non è così impegnativo appena affiora infatti si rivela un cavedano esagerato ! Un cavedanosauro ! Mi sembra il più grande che abbia mai preso quindi me la gioco bene e senza dargli corda lo forzo portandolo a guadino, al primo tentativo mi frega e con una pinnata riesce a sfuggire dalla rete ma al secondo passaggio lo fulmino issandolo a terra.

Ad alzarlo il guadino si piega e quasi sembra che si spezzi ma finalmente lo appoggio a terra e…Wow! E’ bello grande! 46 cm per 2.713 kg di peso! Un nuovo record per me! La pioggia mi rende difficile l’ operazione per effettuare le fotografie di rito, la pesatura e la misurazione ma finalmente riesco a fare tutto.

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