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Arresti convalidati per i pescatori di frodo in Emilia Romagna


CONVALIDATI GLI ARRESTI AI BRACCONIERI IN EMILIA ROMAGNA

Sono stati convalidati gli arresti per i quattro pescatori di frodo colti in flagrante mentre rubavano 10 quintali di pesce per un valore di 4mila euro. I quattro resteranno in carcere almeno fino all’inizio del processo che è stato rinviato al prossimo 30 novembre su richiesta della difesa, quando compariranno davanti al giudice Debora Landolfi (il pm è Stefano Antinori). La banda – composta da quattro cittadini di nazionalità romena – è stata fermata dopo dopo ore di appostamenti notturni e grazie agli sforzi congiunti della Polizia provinciale e dei carabinieri di Portomaggiore nella notte tra domenica e lunedì nell’oasi di Campotto. “Intendo esprimere la mia più profonda stima alle forze dell’ordine (Carabinieri e Polizia Provinciale) che hanno condotto a termine e con evidente successo l’operazione contro il bracconaggio – afferma in una nota il sindaco di Argenta Antonio Fiorentini -, operazione che con tempestività ha riconsegnato alle acque i pesci frodati e per fortuna ancora vivi, e soprattutto ha consegnato alla giustizia i tre malviventi. Un ringraziamento va rivolto anche alla Regione Emilia-Romagna dove meno di un anno fa l’assemblea ha votato una proposta di legge di inasprimento delle pene a contrasto del bracconaggio a firma anche dei consiglieri Zappaterra e Calvano cui personalmente mi ero rivolto insieme ai colleghi dell’Unione perché considerassero, come hanno subito fatto, la questione dei bracconieri”. Fiorentini approfitta del momento “per denunciare nuovamente la condizione di difficoltà che attraversano tutti i territori e la necessità che il Ministero dell’Interno sia ulteriormente al fianco degli enti locali che sono già in prima fila nella lotta ai fenomeni di criminalità e che lo sia con un incremento delle forze dell’ordine e degli sforzi per eliminare fenomeni di bracconaggio così come i furti in abitazione o azienda. Non basta – conclude -. Anche la Comunità Europea deve intervenire e vsalutare come articolare con efficacia una politica che eviti il turismo dei furti, perché il clima di impunità che si respira rischia di vanificare ogni sforzo”.

Fonte Estense