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Asciutta dei Navigli – Continua il massacro!


TANTO PESCE RECUPERATO DALLE ASCIUTTE DEI NAVIGLI

Con l’inaugurazione della Darsena nel mese di aprile, in concomitanza con l’inizio di Expo 2015, sembrava quasi reale la possibilità che i Navigli milanesi godessero tutto l’anno di acqua. Una possibilità a cui molti avevano creduto, considerando tra l’altro i sei mesi di asciutta per la realizzazione dei lavori legati all’importante evento svoltosi nella periferia nord ovest della metropoli lombarda. Una volta tornata l’acqua il pesce è tornata a popolare in pianta stabile tutti 100 chilometri del Naviglio Grande e Naviglio Pavese, senza contare poi Martesana e Villoresi. La Darsena di Porta Ticinese è diventato una delle zone più bella della città e l’idea che potessero asciugarla completamente (di nuovo) era poco credibile, per evitare tra l’altro che il letto della Darsena cadesse in degrado. Addirittura la pesca era tornata in centro città con un’eccezionale Milo Day Madonnina di fine novembre. Ed invece abbiamo creduto ad una favola, una favola troppo bella. I Navigli milanesi sono tornati asciutti. Motivazione? Ufficialmente sembra che tutto ciò sia stato fatto per evitare di togliere acqua ad un basso Ticino, a causa della siccità che imperversa nel Nord Italia da ormai tre mesi. In realtà è una motivazione sicuramente fittizia, in quanto l’acqua che viene assorbita a Golasecca dalla Presa Villoresi, ritorna in Ticino a Pavia. Altra motivazione vuole anche che siano necessari dei lavori di ristrutturazione delle sponde in alcuni tratti della provincia milanese. Insomma, considerando che ormai vengono deviati dei grossi fiumi e realizzati dei grattacieli, non crediamo che fosse così difficile effettuare delle piccole barriere e restringere di quei pochi metri l’alveo del Naviglio. Oppure abbassare il livello idrico per mantenere un minimo deflusso vitale, come dovrebbe essere per legge non italiana, ma addirittura mondiale in modo da salvaguardare la fauna ittica. Ecco, la fauna ittica, la vera e propria vittima della decisione di togliere l’acqua ai Navigli. Cavedani, pighi, savette, scardole, carpe, gardon, barbi, alborelle, triotti, vaironi, persici reali, lucci, luciperca, cobiti, tinche, carassi, siluri. Una quantità altissima di specie ittiche portate alla morte, tra l’altro in coincidenza con l’arrivo del gelo che ha portato le temperature ben al di sotto dello zero termico ghiacciando completamente le pozze di acqua rimasta. Ancora una volta tutto il pesce è stato abbandonato, con buona grazia delle associazioni animaliste che poco hanno fatto per evitare l’ennesimo massacro di pesce, come se sotto la superficie dell’acqua poco importa cosa c’è. Fortunatamente ci sono dei volontari che ogni volta vanno sia nel Naviglio Grande, che Pavese, che nei fossi attorno alla città di Milano che prendono proprio acqua dalla rete dei Navigli. Ad inviarci alcune foto degli ultimi recuperi dei “sopravvissuti” sono stati alcuni volontari. Armati di pazienza, secchi e buona volontà, da quando è stato abbassato il livello hanno battuto diversi tratti dei corsi d’acqua andando a recuperare il pesce (vivo e morto purtroppo) e rilasciandolo in quelle rogge in cui l’acqua rimane tutto l’anno grazie alle vaste falde acquifere presenti nel sottosuolo di Milano. Solamente in un piccolo canale situato a Gaggiano, periferia ovest milanese, nella sola giornata di venerdì sono stati salvati da morte certa circa 80 chilogrammi tra cavedani (anche di grossa taglia), savette (quasi scomparse in tutto il Nord), barbi nostrani, pighi, vaironi, alborelle e gardon. Non si conta quanto pesce sia andato a morire non solo per mancanza di ossigeno, ma anche per predazione da parte degli uccelli ittiofagi o di bracconieri che hanno approfittato dell’asciuta per entrare nelle pozze e fare razzia di pesce. La domanda a questo punto è una sola: si riuscirà in futuro ad evitare tutto questo? A nostro avviso, è molto difficile. Vi lasciamo alle immagini che purtroppo parlano da sole. Unica fortuna che ci siano persone come Giancarlo, Adriano ed Andrea e altri volontari che si impegnano per recuperare e salvare quanto più pesce possibile.