Aspio a spinning sul Po SPINNING

Aspio a spinning nel Grande Fiume


ASPIO A SPINNING NEL GRANDE FIUME

“Ragazzi, ma se vi proponessi un articolo di spinning in barca sul Po? Il periodo è quello buono per poter fare qualche cattura.” Questo è quello che ci ha detto l’amico Stefano Covizzi del negozio di pesca Predatori & Prede di Casale Monferrato. Inutile dire che la nostra risposta è stata immediatamente positiva.




Uscire in barca, che sia in mare o in fiume, è sempre bello. Permette di raggiungere degli spot che a piedi sarebbero impossibili da provare. Inoltre il Grande Fiume presenta diversi predatori che possono attaccare gli artificiali.

Inoltre, il corso medio – alto del Po presenta una biodiversità ulteriormente maggiore rispetto a quella presente tra Cremona e Mantova. Aspio, siluro, perca, luccio. Senza contare poi anche il barbo comune che a volte attacca le esche siliconiche.

Come si può rifiutare una proposta del genere. Aggiungiamoci anche la presenza di Stefano che conosce il Po come le sue tasche. Il gioco è fatto. Non si può non prendere qualcosa.

Perfetto. Si va.

Appuntamento per il primo lunedì del mese di novembre. Un buon periodo considerando che il meteo è stato abbastanza clemente per la fine di ottobre. Tutte le specie prima citate sono pesci che tendono ad essere sempre in attività.

Naturalmente ognuna ha le proprie abitudini. Il luccio si muove di più in questi periodi. Il perca è un pesce maggiormente invernale. Il siluro staziona in fondali profondi e si sposta in superficie con le piene o per cacciare. L’aspio di grosse dimensioni si può catturare con il periodo freddo, mentre quelli più piccoli si muovono anche con il caldo.

Con qualche problema legato al traffico milanese raggiungiamo Stefano sul fiume attorno alle 8.30. Tempo di fare il pieno al serbatoio e mettere la barca in acqua, si può iniziare la pescata. Il fiume è in condizioni spettacolari.

Le piogge del week end non hanno creato problemi in questo tratto. Noi abituati al Grande Fiume nella zona di Piacenza, siamo un po’ spaesati. Il Po risulta molto più stretto e la profondità si attesta su una media di circa due metri e mezzo.

Si passa da tratti a carattere quasi torrentizio con poche decine di centimetri di fondo, a zone con acqua calma e buche da cinque metri. E poi ancora lanche con acqua cristallina, che ci fanno domandare se siamo veramente sul fiume più lungo d’Italia.

Il periodo è quello della migrazione degli uccelli. Nel tragitto verso gli spot da battere notiamo una gran biodiversità “aerea”. Anatre selvatiche, oche, storni e trampolieri vari. Qualche cormorano è presente, ma fortunatamente in numero basso.

Quattro predatori, ma l’obiettivo primario è tentare l’aspio. Un ciprinide maestoso, in grado di raggiungere dimensioni oltre il metro per sei, sette, otto chili di peso. Un predatore giunto in Italia da poco meno di una ventina di anni, che ha trovato un habitat a lui favorevole. La ricerca dell’aspio a spinning è comune ai pescatori. Questo perchè si tratta di una specie molto cercata dagli amanti dello spinning per le mangiate violente. Una volta attaccato di norma non tende a combattere molto. Molto poi dipende dalle condizioni dello spot.

Per insidiare l’aspio a spinning il primo ambiente da considerare sono le prismate o sassaie dove la profondità è superiore ai due metri e la corrente abbastanza forte. L’aspio tende a stazionare all’interno dei sassi, da dove poi esce per cacciare.

La maggior parte delle catture si effettuano proprio in questi posti, specialmente nel periodo freddo. Pescando l’aspio a spinning dalla barca è importante lanciare il più possibile vicino alla riva. Nei primi due metri di recupero ci può essere l’attacco. L’aspio non è una specie pigra. Nuota veloce. Molto veloce.

Nessun pesce che popola il Po può raggiungere la velocità di cacciata dell’aspio. Ecco perchè lo stesso Stefano consiglia di non aver paura a recuperare veloce. A volte è anche meglio, in quanto il pesce non si insospettisce. Ondulanti da almeno 12 grammi e teste piombate con gommine da sei – sette centimetri sono le esche migliori. Quest’ultime in particolare perchè fanno meno vibrazioni ed assomigliano più ad un pesciolino.

Quando si pesca nei tratti larghi, dove la corrente si ammorbidisce, si può passare a dei crank che rasentano il fondo oppure dei rattlin. Con il passare delle ore e l’arrivo del pomeriggio, quando i primi strati di acqua si riscaldano, non è raro trovarli anche in superficie.

Purtroppo per noi il repentino abbassamento di temperatura ha influito negativamente sull’attività del pesce. La temperatura dell’acqua nel corso di pochissimi giorni è scesa di quei tre/quattro gradi sufficienti per rallentare il pesce.

Proviamo a sondare anche i bassi fondali in cerca di luciperca. Le nostre teste piombate montate con gli shad non regalano alcun risultato. Il pesce sembra non avere voglia di mangiare. Ma non è un problema nostro. E’ proprio una giornata storta che, come successivamente abbiamo saputo, non ha regalato catture a coloro che si sono recati in quei trenta chilometri di Po.

Ma noi non demordiamo. Finchè non fa buio, la speranza è l’ultima a morire.

E finalmente, quando il sole inizia a tramontare, Stefano scappotta. A ridosso di una sassaia, con la testa piombata e la gommina, arriva a guadino un favoloso aspio. Un pesce da oltre settanta centimetri. Misura fatta ad occhio visto che non avevano un metro a portata di mano. Un pesce maestoso, che ha combattuto prima di essere guadinato. Foto di rito e di nuovo nel suo habitat. Bene. Il cappotto è salvato. Ora vediamo di prenderne un altro.

Non passa molto tempo che, in una zona ricca di rami in acqua, riusciamo ad attaccarne uno anche noi. L’esca? La stessa di Stefano. Questo significa che in condizioni di apaticità il pesce preferisce esche che emanano meno vibrazioni rispetto ai classici ondulanti, che da sempre regalano catture.

Un altro pesce che non vuole saperne di venire subito in barca. Ci vuole qualche minuto prima di salparlo. E’ leggermente più piccolo del precedente, ma sempre maestoso. Otto ore in acqua e due pesci in mezz’ora. Questa è la pesca. Questo è lo spinning. Questa è la pesca a spinning dalla barca. Bella anche per questo.

Non possiamo fare altro che ringraziare Stefano per questa giornata di pesca che ci ha regalato due stupendi pesci. Un consiglio per chiunque dovesse uscire in barca è quello di munirsi sempre di un guadino gommato per non rovinare il pesce. In più è sempre meglio mettere uno spezzone di cinquanta centimetri di fluorocarbon.