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Bait Tech a Ceprano – La Regina del "Piano"

SUL LIRI A CEPRANO CON BAIT TECH

In quest’articolo vi presentiamo uno dei posti più gettonati e frequentati dai pescatori nella provincia di Frosinone, il campo gara di Ceprano, sul Fiume Liri. Il tratto del corso d’acqua in questione si snoda proprio nell’abitato della ridente cittadina ciociara, facile da raggiungere e comodamente fruibile. La riva destinata alla pesca è di origine antropica, sistemata a gradinate con gabbioni metallici riempiti con massi, l’ultimo livello è percorribile con l’auto e questo permette di averla proprio dietro la postazione scelta. Il corso d’acqua presenta, in questa zona, una larghezza non superiore ai 20 mt con profondità tra i 2 e i 3 metri, la corrente è praticamente assente tranne nei momenti di manovra idraulica che le dighe a monte giornalmente effettuano. Visto il periodo, ormai giugno inoltrato, e la frequenza delle gare nel fine settimana scegliamo di fare una pescata infrasettimanale ed allo stesso tempo cogliamo l’occasione di testare gli ultimi prodotti Bait-Tech, da poco ricevuti. Nello specifico gli “Slow Sinkers Sweet Corn” della linea Incredible Edibles, una linea di esche studiate espressamente per le acque commerciali, poiché biodegradabili al 100% e quindi utilizzabili in tutte le fisheries; benché nate per l’utilizzo in queste situazioni ci hanno dato ottimi risultati anche in questa sessione in acque libere. Affianco allo Sweet Corn abbiamo utilizzato le “Carp & Coarse Soft Hook Pellets” da 6mm, pellet morbido da innescare direttamente sull’amo, progettati per adattarsi ad ogni tipo di pesca, sono addizionate con gelatine e fishmeal per un facile utilizzo, che mi hanno regalato la cattura più importante della giornata. Decidiamo di impostare la pescata a Method Feeder e a Pellet Feeder e come attrezzature si opta per delle 10 piedi light, visto il posto e la presenza di pesci molto divertenti da catturare. Per entrambi la scelta della pastura è ricaduta sulla Big Carp Method Mix Krill & Tuna della Bait-Tech, ottima in ambienti come questi in cui il padrone di casa è il barbo. Come azione di pesca ho scelto il method, mio fido amico nella quasi totalità delle uscite, mentre Stefano ha deciso di utilizzare il pellet feeder con bigattino incollato e chiuso con un tappo di Krill & Tuna. Le prime tocche non si sono fatte attendere e il primo ospite a farci visita è stata nientemeno che una bella trota iridea, ascoltatemi bene, caduta sul method feeder che avevo innescato con uno Incredible Edibles al gusto vaniglia. Nello stupore abbiamo proseguito e le catture si sono susseguite a buon ritmo, con carassi, altre trote e tantissimi barbi di varie misure, dai venti centimetri ai quasi cinquanta. Nell’utilizzo degli incredible edibles, i quali ci hanno regalato tutte queste catture, ho notato innanzitutto che non perdono consistenza durante l’utilizzo. Ne ho utilizzato uno solo durante tutta la giornata, quindi ci consentono di risparmiare anche sul numero di esche da usare, inoltre tendono ad assumere il colore della pastura, un altro punto a favore per il loro acquisto. Quasi sulle battute finali decido di utilizzare i nuovi pellets morbidi alla fragola, che quasi avevo dimenticato, visto il gradimento verso l’imitazione di mais. Siamo di fronte ad un pellet morbido da innescare direttamente sull’amo, un po’ delicato ma che se confezionato con cura nel method da ottimi risultati. Delicatamente lo innesco su un amo senza ardiglione, un Preston PR27 n° 14 e con cura lo nascondo all’interno del method. A ridosso della riva opposta noto un po’ di attività in una zona d’ombra, decido immediatamente di lanciare. Attendo la discesa del method, tendo la lenza e aspetto il fato. Piccoli movimenti della vetta mi avvertono che qualcosa sta gustando la pastura, attendo ancora e poi la partenza, ferro e …. liscio!!!! Vi ometto gli accidenti ma potete benissimo immaginarli. Ripreparo il tutto e rilancio nello stesso punto, nel frattempo l’ora di pranzo incalza e si decide di cominciare a riporre tutto a posto e, ovviamente, per ultima la canna, che lascio in pesca. Fra una sistemazione e l’altra lancio lo sguardo al vettino, una volta, due volte e zac, vetta piegata verso il fiume e pesce in canna. Qualche giro di manovella più tardi vedo comparire una silouette danzante in acqua, una danza particolare, che da anni non mi capitava di vedere più nei luoghi che mi hanno visto crescere e diventare adulto. A cadere sulla mia esca, non potevo crederci, era stata lei, per me la Regina delle acque del Piano, la signora in veste dorata, la Tinca. Quasi incredulo, in questa giornata a sua volta bizzarra, un antico ricordo stava materializzandosi nelle mie mani. Seppur piccola, non più di trenta centimetri, un grande ricordo è tornato ad essere realtà!

Un saluto a tutti voi cari lettori

Per Fishingmania Rocco Calcagni e Stefano Fratangeli

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