Bait Tech Envy Green ed Envy Method Mix Milo pesca

Bait Tech – Scopriamo le Envy Green ed Envy Method Mix


BAIT TECH ENVY GREEN ED ENVY METHOD MIX

Con l’inizio dell’autunno cambia il panorama che ci circonda, passando dagli splendidi colori tipici della stagione estiva ai meravigliosi colori caldi della stagione autunnale, per passare poi gradualmente ai freddi colori invernali. Così come è naturale l’avvicendarsi di questi cambiamenti, allo stesso modo il panorama agonistico della pesca sportiva muta colore. Il cambio stagionale porta alla fine delle competizioni in acque libere, un po’ per il calo dell’attività dei nostri avversari pinnuti, un po’ per il peggioramento delle condizioni metereologiche che spesso rendono impraticabili i campi gara. La nostra attività di pescatori sportivi, però, non si assopisce affatto e ci porta, nonostante il freddo che arriverà, a fare le solite levatacce domenicali. Le competizioni agonistiche non si arrestano, mutano come le stagioni e si passa dai vari campionati in acque libere a quelli in acque private, nelle “commercial fisheries” come dicono gli anglosassoni o nei “carpodromi” come diremmo noi. Proprio da questo che vi ho raccontato poc’anzi prendo spunto per introdurvi ad una serie di articoli dedicati alla pesca nelle fisheries nostrane, nello specifico in quelle laziali, che a breve ospiteranno tra i più importanti avvenimenti agonistici del settore. Facciamo però un passo indietro. Prima di parlare di questi impianti, vorrei descrivervi passo passo alcuni dei prodotti di casa Bait-Tech, commercializzati in Italia da Milo, che è possibile utilizzare con profitto in questo tipo di acque. Il primo prodotto che vi voglio descrivere, nella linea delle pasture della casa inglese, è la “Envy Method Mix” un fishmeal di colore nocciola e di granulometria sottile, disponibile anche nella versione verde “Envy Green”, entrambe confezionate in pacchi da 2 chili. A dispetto del nome che può far pensare ad un mix per la pesca a method, è un prodotto a tutto tondo, sicuramente ottimo per il method ma egregiamente valido sia per il feeder tradizionale che per il lancio di bocce di pastura utilizzando il galleggiante. È composta da farine di pesce, il fishmeal, che le conferisce un notevole potere legante, bilanciato ed equilibrato però dal potere meno addensante delle oleose farine derivanti dalle pellets di canapa e dalle pellets di halibut. Quindi a seconda della bagnatura che le conferiremo, avremo un mix più tenace che riesce a tenere bene il telaio del Method o, in un block end, a resistere alle forti correnti per un lungo periodo. Con una media bagnatura il mix risulta meno compatto e più “veloce” emettendo una gran quantità di piccole particelle che risalgono la colonna d’acqua e in questo caso più adatto alle acque ferme e all’uso del cagefeeder, nel qual caso possiamo sopperire alla mancanza di particelle di maggiore granulometria aggiungendo una manciata di esche come bigattino morto, pellets o vermi tagliati. In definitiva è un ottimo mix, e non a caso ho voluto descriverlo per primo poiché è la mia prima opzione quando c’è da affrontare un nuovo ambiente. E’ un prodotto efficacissimo sia per carpe e ciprinidi in generale, che per breme e blicchette, gardon, cavedani e, come vi abbiamo mostrato in un precedente articolo, anche per le savette, se ben additivato con liquidi o flavours è eccellente anche per insidiare i barbi. Un mix all-round da portare sempre dietro.




Un saluto a tutti voi cari lettori

Per Fishingmania Rocco Calcagni e Stefano Fratangeli

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