PESCA A FEEDER

Barbel Fishing – Barbo, Potenza Raffinata


BARBEL FISHING IN PO

Essendo un grande amante delle acque libere e in particolare dei fiumi, ho la fortuna di avere il fiume Po a pochi passi da casa e da sempre ho orientato la mia tecnica di pesca alla ricerca dei grossi ciprinidi, ovvero le carpe. In questo periodo in cui la situazione, soprattutto al Nord Italia, si sta facendo assai critica a causa del bracconaggio incontrollato in cui stanno sparendo dalle nostre acque centinaia di quintali di carpe, quando ho a disposizione poche ore spesso mi dedico ad un’altra tecnica un po’ più raffinata che mi appassiona molto. Sto parlando della pesca rivolta alla cattura dei barbi. Questo pesce è un’amante delle acque correnti e predilige alimentarsi soprattutto su fondali pietrosi. Il barbo ha la fama di essere un instancabile lottatore e da sempre fa divertire i pescatori fiumaroli che nel tempo hanno sviluppato addirittura tecniche, attrezzature e piccoli particolari rivolti alla pesca di questo ciprinide. Questo genere di pesca solitamente lo pratico sulle grandi sassaie del fiume Po che sono alquanto impegnative (successivamente spiegheremo il perché) ma non nego di aver catturato alcuni barbi anche in zone in cui il fondale è sabbioso o limoso. Avendo da sempre pescato le carpe sui sassi ho imparato a conoscere le conformazioni dei fondali e a sviluppare alcune piccole strategie che possono essere decisive al fine di terminare le nostre sessioni al meglio. Innanzitutto è bene precisare che tra i sassi sono all’ordine del giorno molti incagli e spesso, ahimè, si perdono molte lenze e terminali ed è questo uno dei motivi per qui tanti pescatori abbandonano questi luoghi senza nemmeno saperne le potenzialità. Come dicevamo prima il barbo è un pesce che ama le acque correnti e per attrarlo sulla nostra zona di pesca utilizzeremo metodi che permettano di lasciare una forte scia attrattiva in acqua e di richiamo in grado di portare i barbi ad alimentarsi proprio sulla nostra pastura. Questi pesci sono noti anche per la loro ingordigia infatti spazzolano via tutto ciò che noi lanceremo in acqua e per questo non bisogna aver timore di gettare qualche manciata in più di pastura. In poche parole più ce n’è, più ne prendono!




Ma andiamo al concreto. Come molti sanno nelle tecniche di pesca al barbo si usa il feeder che non è altro che un pasturatore ma, come detto prima, sui sassi se ne perdono parecchi e quindi, con quello che costano, sono in pochi a potersi permettere certe spese ogni volta che si va a pesca anche per poche ore. Per ovviare a questo non piccolo problema sono giunto a una soluzione: quella di costruirli in casa! Un po’ di pazienza e buona volontà ed il gioco è fatto!

Pasturatori fai da te

Per creare degli ottimi pasturatori dal costo di pochi centesimi saranno sufficienti materiali di uso comune come: qualche metro di rete metallica da giardino (quella da mettere attorno ai vasi da i fiori per intenderci) qualche elastico ottenuto dal taglio di una camera d’aria da bicicletta e qualche pezzo di piombo che io generalmente ricavo dal taglio di tubi da idraulico, quelli per l’acqua. Tutto questo verrà realizzato con l’aiuto di cesoie. Al fine di realizzare un accessorio adatto al nostro tipo di pesca sarà fondamentale conoscere bene l’attrezzatura che utilizziamo, quindi la grandezza dei serbatoi sarà adeguata al tipo di canna che si andrà ad usare. Generalmente per prima cosa taglieremo una lunghezza pari a 15 cm di rete e larga 6 cm ,successivamente si andrà ad arrotolare il pezzo di rete metallica in modo da ottenere un serbatoio di forma cilindrica e con 3 elastici ottenuti dalla camera d’aria andremo a tenere stretto il tutto affinchè il cilindro non si apra, gli elastici saranno disposti alle due estremità e uno al centro. A questo punto non resta che andare a tagliare una piccola striscia di piombo aiutandoci con le cesoie, anche qui il peso sarà proporzionato alla canna, andremo poi a far passare il piombo entro i 3 elastici in modo che rimanga fermo e saldo attaccato alla reticella, e il gioco è fatto! Il pasturatore è pronto da montare sulla lenza.

Esche e pasturazioni

Dopo aver creato i nostri pasturatori è necessario riempirli ,e cercherò di spiegare con cosa generalmente preferisco pescare. Per avere successo in questo tipo di pesca è necessario conoscere ciò che più piace e attrae questi pesci, partiremo con il presupposto di avere esche dall’immediata attrattività e quindi che ci offrano l’opportunità di entrare in pesce quasi subito. Il metodo migliore sono certamente gli sfarinati che soprattutto in acqua corrente sono in grado di sciogliersi bene e di diffondere le particelle attrattive nel migliore dei modi. Al barbo generalmente piace grufolare tra i sassi in cerca di qualche vermicello, crostaceo e piccoli molluschi. Esistono in commercio tante varietà di pasture progettate e adatte a pescare in fiume, e devo dire veramente molto efficaci, io generalmente mi trovo bene con alcuni tipi di pasture Bait-tech. La mia passione per le cose fatte in casa mi ha portato ,specialmente quando ho un po’ di tempo libero, a crearmi le pasture miscelando vai ingredienti che si trovano in commercio, e comunque ingredienti semplici ed efficaci di ottima digeribilità che portano il pesce ad alimentarsi continuamente attorno alla zona di pesca. Tra i vari esperimenti che faccio e il libero sfogo che do alla mia fantasia generalmente inserisco nei miei sfarinati il fioccato di mais, il pane grattato, varie dimensioni e tipi di pellet (3,6,8 mm) al pesce o al gambero, crusca, farina gialla , una manciata di formaggio e un pizzico di sale. Alle mie pasture piace aggiungere mais bollito e tiger tritate, mais dolce e canapa bollita interi. Come detto prima i barbi sono grandi amanti delle larve e dei piccoli vermi, quindi aggiungo sempre un po’ di bigattini generalmente colorati e dei casters (non sono altro che le larve dei bigattini pronte a schiudersi e a diventare mosche). Per avere la massima resa della pastura amo utilizzare alcuni stimolatori d’appetito e amminoacidi liquidi che vado ad aggiungere in dosaggi minimi. Queste piccole nozioni sono ciò che più spesso utilizzo nella creazione delle mie esche, e per creare una pastura da fiume semplice efficace e dal costo limitato tutto questo è la base e il fondamento, ma ognuno di noi è libero di dare spazio alle proprie idee e ricercare quale pastura è più adatta al tipo di acqua a cui ci troviamo di fronte; al fine di costruire una sessione di pesca ottima sono veramente molti i particolari da considerare, ma conoscendo il barbo che è un pesce dalla quasi costante ricerca di cibo sicuramente si presenterà sui nostri inneschi se il luogo di pesca sarà adatto.

Inneschi e terminali

Al fine di avere un’ ottima presentazione del nostro terminale e avere la massima resa è bene sapere che tra le pietre il finale è facilmente può venire tagliato, quindi consiglio di utilizzare materiali abbastanza robusti. Generalmente lego i miei ami con nylon o talvolta fluorocarbon di diametri che si aggirano attorno allo 0,30. Come dicevo uso nylon o fluorocarbon proprio per evitare che l’esca si vada a nascondere troppo tra i massi, e questi materiali essendo rigidi impediscono in parte questo fattore. Parlando di inneschi in fiume utilizzo molto il pellet (per facilitare le cose prendo quelle già bucate) con diametri che variano da 10 a 16 mm, piccole boiles anch’esse da 8-10 mm oppure qualche chicco di mais. Rispetto alla classica pesca del barbo che spesso vengono innescati direttamente sull’ amo i bigattini o il mais io uso esche un po’ diverse per fare si che i piccoli pesci mi disturbino il meno possibile e cercare di fare centro solamente sul pesce che cerco. Affrontare il fiume non è cosa facile, conoscere i giri d’acqua, il fondale, le profondità, le temperature sono cose che spesso influenzano le nostre battute di pesca, il segreto per fare centro è provare e riprovare, variare e cambiare i vari metodi è fondamentale, ma ancora più fondamentale è non demordere e mai arrendersi. Con costanza e fiducia in quello che si fa prima o poi i risultati arriveranno!

A cura di Simone ferrari