Barbi a spinning SPINNING

Barbi a Spinning – Tutto vero!


BARBI A SPINNING – STRANO MA VERO

Un tempo preda preferita del ledgering, quando ancora non si chiamava feeder, il barbo “nostrano” regalava emozioni nei pomeriggi dopo scuola. Era sufficiente un pasturatore artigianale, mille lire di cagnotti e l’alternativa ai libri di scuola era servita. 




Poi venne lo spinning ed il simpatico barbuto cadde nel dimenticatoio insieme a carpe, tinche, carassi e quant’altro. Passarono gli anni e la mia passione per i predatori si consolidò sempre di più.

Nel frattempo arrivò il barbo europeo che si unì ed ibridò il nostro malcapitato verdone. Il risultato è questa nuova specie dalla taglia e forza esuberante, ma soprattutto con una spiccata attinenza alla predazione.

E così pochi anni fa la prima cattura totalmente inaspettata. Poi un’altra ed ancora una cercata e così via fino a poter annoverare questo ciprinide tra i pesci insidiabili a spinning.

Definirlo predatore mi spaventa ancora un po’.

Questo fascio di muscoli e barbigli inizia la sua diffusione dal fiume Po agli affluenti ed ai corsi d’acqua minori. Ed è proprio in questi ultimi che preferisco insidiare il nuovo “predatore”.

Zone dove i pescatori a feeder non vanno e non danno ai pesci il vizio del cagnotto, lasciando spazio aperto alla fantasia di questi ciprinidi che si avventano su tutto ciò che imita al meglio la loro dieta quotidiana : piccoli pesci!

L’ azione di pesca è lenta e a contatto con il fondo. Si hanno ottimi risultati sia con le esche classiche come rotantini ed ondulanti, che con le più evolute esche siliconiche a mio avviso le migliori per questo tipo di pesca.

Shad o worm da bassfishing compatti da 6 ai 10 cm montati su teste piombate di buona qualità con ami dal 1 al 1/0 e dal peso variabile a seconda dello spot da affrontare. Indicativamente dai 3,5 grammi per rogge dalla medio bassa portata. Fino ai 7 grammi per quelle zone con buche profonde o corrente sostenuta anche nei corsi d’acqua più importanti.

Il recupero è lento, a piccoli saltelli in modo tale da lavorare negli ultimi 30 cm d’acqua. Zone molto valide sono le forti correnti, dove ai margini amano sostare gli esemplari più grossi.

Qui l’azione di pesca è tutt’altro che soporifera.

Questi pesci hanno una presa decisa e solida. Le fughe che ne seguono sono qualcosa di unico.

Non abbiamo parlato appositamente di ultralight in quanto non è questa la strada giusta per affrontare questi pesci poderosi. Non bisogna lesinare né sulla qualità degli ami, né sul carico di rottura del trecciato in bobina (range di sicurezza 20lbs).

In particolare questa è un’accortezza da considerare negli spot con presenza di ostacoli sul fondo. Un finalino in fluorocarbon 0.35/40 mm eviterà di rompere a causa degli strusciamenti contro gli ostacoli per liberarsi dal nostro amo.

La canna dovrà essere pronta e reattiva, con una potenza intorno ai 20 grammi di casting. Personalmente utilizzo una Black Weapon Revenge di Herakles 7’2” ¼ ¾ oz che mi permette di percepire al meglio le tocche, ma allo stesso tempo di contrastare le fughe e le testate con la massima tranquillità anche di esemplari oltre i 4 kg di peso.

I colori delle nostre gomme non sono una prerogativa fondamentale per questo predatore (ci sono cascato ancora, non riesco a chiamarlo più in altro modo) in quanto ho avuto buoni risultati sia con le classiche colorazioni scure (marroni, neri), sia con le più esuberanti firetiger, rosa e arancione fluo, bianchi ecc.

Insomma, sicuramente non uno dei pesci più timidi e maliziosi in circolazione. Un cavallo di battaglia i Ghost Shad di Herakles nella misura 7,5 cm.

E il bello qual è? Che si pesca 365 giorni all’anno! Ovviamente rispettando i periodi di frega.

In foto un paio delle mie ultime catture e di alcuni ragazzi del P&P Spinners.

Per Fishingmania – Stefano Covizzi