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Bentornata Isola Serafini!

ISOLA SERAFINI TORNA A REGALARE CATTURE

Isola Serafini. Uno dei posti più famosi d’Italia. In tanti vengono a pescarci. Non solo da Lombardia e Piemonte, ma anche da regioni molto più lontane come Toscana e addirittura Lazio. Un posto che fino a quattro anni fa circa era meta fissa di tutti i lombardi ed emiliani che volevano catturare pesce nel periodo invernale. Il Po ad “Isola” garantiva un’altissima percentuale di catture tra barbi e breme, oltre a qualche aspio che attaccava i cagnotti. Bolognese o ledgering non era importante. La pescosità risultava elevata in entrambe le tecniche. Poi qualcosa è cambiato nel corso dell’ultimo triennio. Il pesce pian piano è diminuito sempre di più al punto che i cappotti erano superiori alle giornate con catture.

Gran parte della colpa è sicuramente dettata dalle piene che il fiume ha fatto nel periodo tra ottobre e dicembre. Piene che hanno tenuto alto il livello del fiume anche nelle settimane successive. Un po’ di colpa è anche da attribuirsi ai lavori che si stanno svolgendo alla diga ed alla conca di navigazione. Ciò ha portato molto movimento e, probabilmente, ha spostato il pesce. Inoltre un tempo Isola Serafini era divisa in due parti: Po vivo e Po morto.

Nella prima parte, quella in prossimità di Monticelli d’Ongina, la corrente è sempre stata molto sostenuta. Dall’altra parte spesso le paratie erano tenute completamente chiuse determinando condizioni di acqua ferma: il cosiddetto Po Morto. Una situazione che rendeva possibile anche la pesca con l’inglese. La domenica prima di Natale abbiamo deciso di riprovare a fare un giro in questo vecchio spot, basandoci sulle notizie di alta pescosità sull’Adda ed in Po Vivo.

Il posto è rimasto, bene o male, invariato. La sponda sempre molto difficoltosa da scendere a causa della presenza di grossi massi. Rispetto agli scorsi anni si può facilmente notare come venga meno battuto dai pescatori. La sporcizia portata dal fiume è alta, ma soprattutto è alta la vegetazione che blocca diversi passaggi prima aperti. La differenza sostanziale è però il fiume che non risulta più senza corrente, ma “vivo” in tutti i sensi.

Grazie alla costante apertura di due paratie la corrente è decisamente sostenuta per i primi quindici metri da riva. Tende a rallentare, fino a fermarsi, man mano che si procede verso la sponda opposta in cui è presente un ampio sabbiale. Se prima erano altissime le catture di breme, con esemplari anche oltre il chilogrammo e mezzo, nella nostra sessione di pesca sono arrivati a guadino solamente barbi tra il chilo e mezzo ed i due chilogrammi. A dir la verità la pescata non è stata affatto semplice. Il problema iniziale è stato quello di riuscire a trovare un modo per posizionare l’attrezzatura.

Si è rivelato ottimale l’utilizzo di un panchetto leggero a quattro gambe, facilmente posizionabile in quasi tutte le postazioni. Successivamente abbiamo dovuto capire su quale distanza pescare. La corrente vicino a riva è davvero sostenuta in quanto la sponda destra crea un ampio curvone. Inoltre è proprio sottoriva che il fiume ha sempre scavato, depositando sedimenti verso la riva opposta.

Pescare in piena corrente obbliga l’utilizzo di pasturatori over 100 grammi. Noi ci abbiamo provato, non con poche difficoltà, ma risultati non ne abbiamo avuti. Per riuscire a prendere qualche pesce è stato obbligatorio allontanarsi da riva fino ad una ventina di metri. Una zona dove il pasturatore a saponetta da 65 grammi cadesse nella zona dove la corrente tende a rallentare ed il fondo a salire.

Dando una pancia di canna, pescando quindi con il metodo bow, è stato possibile catturare sei barbi. Potrà sembrare un caso, ma dopo una mattinata senza alcuna mangiata, i pesci sono stati catturati nelle ore più calde della giornata, tra le 13 e le 15.

Sembra che il pesce sia tornato anche in questo vecchio campo gara che ormai da anni non viene più utilizzato a causa della pericolosità della sponda nello scendere verso l’acqua. Considerando la quantità di gente che “affolla” le sponde e le spiagge di tutto il corso del Po e dell’Adda attorno ad Isola Serafini, il vecchio Po Morto potrebbe ritornare in auge per chi non sapesse dove andare a calare la propria lenza. Il fiume continua ad essere in condizioni ottimali per la pesca e allora perché non approfittarne in questi giorni? Non dimentichiamo poi che con l’arrivo del freddo potrebbero entrare in movimento anche i grossi barbi oltre i quattro chilogrammi di peso, dopo la “marmellata” di barbi fino a tre chili delle ultime settimane.

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