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Bracconaggio Mantova – Tornano i predoni dell’acqua


CONTINUA IL BRACCONAGGIO DEI FIUMI NEL MANTOVANO

L’ultimo blitz risale a metà novembre quando gli agenti della polizia locale e provinciale e gli operatori del servizio Igiene degli alimenti di origine animale dell’ Asl con un’incursione a Squarzanella avevano messo in fuga un gruppo di bracconieri, costringendoli ad abbandonare un’ingente cattura. Ora, con le temperature più miti è ripartita la pesca di frodo lungo i fiumi, Mincio e Po in particolare, ma anche i canali. Nella giornata di martedì, a seguito di segnalazioni, da pomeriggio a notte fonda si sono susseguiti interventi di appostamento lungo il Mincio. Tre in tutto – a Mantova e Governolo, e lungo il Po, a Sermide – i blitz messi a segno dal servizio di vigilanza del Parco e degli agenti ittico venatori della Provincia con l’ausilio delle guardie Fipsas e, in uno dei tre casi, anche della Polizia di Stato. Ora sono in corso le attività di indagine sulle targhe delle auto e dei furgoni che sono stati trovati sulle aree golenali o sulle rampe d’accesso ai corsi d’acqua. I bracconieri li hanno abbandonati e sono fuggiti a bordo di imbarcazioni. La prima segnalazione è arrivata alla Provincia nel pomeriggio e riferiva di movimenti a Governolo, lungo il Mincio. Le altre due invece sono arrivate nella serata. A Mantova le guardie del Parco hanno chiamato la Polizia di Stato per la presenza di un’auto sospetta in zona Vallazza, nei pressi del forte di Pietole. Lungo il fiume Po invece gli agenti della Provincia sono intervenuti a Sermide, lungo la presa del canale di bonifica, a valle della centrale termoelettrica. Per le guardie del Parco del Mincio si tratta di tre diversi segnali che la “guerra del pesce”, trafugato nelle acque di fiumi e canali con tecniche di pesca proibite, è ripartita, puntuale come ogni anno al termine della stagione invernale. «Questo – spiega una nota del Parco – fa scattare l’allerta e induce gli enti, il Parco e la Provincia in particolare, a richiedere la riattivazione dei presidi interforze concordati gli scorsi anni con la Prefettura allo scopo di prevenire il fenomeno e disincentivarlo. Ma anche con l’obiettivo di poter operare con mezzi e strumenti adeguati all’individuazione e al fermo dei responsabili». «Il patrimonio ittico del Mincio e dei laghi è una cassaforte di tesori per i bracconieri che agiscono prelevandone quantità inaccettabili e allarmanti – è il commento del presidente del Parco, Maurizio Pellizzer – contrastare il depauperamento di questa risorsa diventa una necessità se non si vuole correre il rischio di assistere a un progressivo peggioramento della vitalità degli habitat». Gli fa eco l’assessore provinciale Maurizio Castelli. «È stata richiesta alla Prefettura, sempre sensibile a questo tema ambientale, la riattivazione delle iniziative di coordinamento e di intervento per garantire la sicurezza e il rispetto del patrimonio ambientale mantovano, pesce compreso»




Fonte – Gazzetta di Mantova