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Bracconieri sul Canal Bianco – Quintali di pesci morti nelle reti

BRACCONAGGIO SUL CANAL BIANCO

La pesca sportiva, un’attività per cui solo una settimana fa in occasione del trofeo Van Den Eynde sono arrivate a Loreo oltre 600 persone, è stata messa a dura prova da un grave episodio di bracconaggio. Nei due chilometri del tratto loredano di Canal Bianco in località Chiatte appositamente riservati alla gara, venerdì sono state rinvenute tre reti di complessivi 450 metri rigonfie di quintali di pesci morti. Distribuite in circa 150 metri dell’area gara per non essere portate via dai dislivelli della marea, le reti erano state fissate da sponda a sponda raccogliendo un gran numero di pesci.
È prontamente intervenuta la polizia provinciale, il tutto mentre centinaia di pescatori sportivi stavano provando il campo di gara in vista delle prove del campionato italiano che si tiene tra ieri ed oggi e che ha rischiato di saltare proprio per questo motivo. Ad accorgersi delle reti fissate sotto il livello dell’acqua sono stati gli stessi pescasportivi.
Alcune delle reti sono state agganciate dalle lenze durante le prove a box e ciò ha chiarito una condizione che fin da subito è parsa torbida agli esperti del settore. Infatti un tratto di canale noto per essere molto pescoso, e proprio per questo tanto apprezzato dal settore, è parso strano che durante le prove di giovedì e venerdì la pesca fosse risultata così povera e in alcuni casi nulla.
Inutili i divieti di pesca e l’istituzione da parte della Provincia di zone di pesca no kill, così come il fatto che l’area presa di mira fosse stata riservata alla manifestazione; incuranti dei veti i malviventi hanno calato le reti, forse col favore delle ore notturne.
Tanto si è fatto e si continua a fare per rilanciare il Delta, zona apprezzata dai pescasportivi che a centinaia in più occasioni anche di recente si sono dati appuntamento. Solo nel 2014 l’indotto che è ruotato attorno alla pesca sportiva in Italia sia stato di milione di euro. Ma se il pesce a quintali viene portato via da coloro che si fanno beffa delle norme, il futuro vede il rischio di altre zone in cui il pesce per questi motivi non c’è più. E a quel punto chi sceglierà più di investire in questi luoghi?

Fonte – Il Gazzettino

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