PESCA A FEEDER

C.I.I. Feeder – Inizio in una Fiuma bella ma molto difficile


ITALIANO INDIVIDUALE FEEDER 2015 IN FIUMA

Il 30 agosto per molti feederisti era una data segnata con il cerchietto rosso sul calendario, in quanto corrispondeva con la 1° prova del Campionato Italiano Individuale di pesca a feeder. Una gara a cui hanno avuto accesso solo 180 concorrenti degli iniziali oltre trecento che hanno partecipato ai tre gironi qualificatori tra i mesi di maggio e luglio. Il campo gara di questa prima prova quest’anno è stata la Fiuma sui campi gara di Mandria Vecchia e Mandria Nuova. Molto apprezzabile e, si potrebbe dire, anche azzeccata la scelta di destinare tutti i chilometri dei due campi gara a questa manifestazione, disponendo i concorrenti saltando una pedana. Una scelta perfetta per questa tecnica, considerando le difficoltà dello scorso anno e la costante presenza della corrente, oltre ad essere un’idea per cercare di aumentare la pescosità. Come prevedibile, è stata una gara molto tecnica, difficile e sofferta sia dal punto di vista della pesca da affrontare, sia per quanto riguarda le temperature roventi che già a partire dall’inizio gara superavano i 27° C raggiungendo alle due del pomeriggio addirittura i 35° C. La Fiuma si è presentata in condizioni favolose, diversamente da quanto molti si aspettavano, specialmente considerando le prime gare che si sono svolte in questa primavera quando i cappotti fioccavano letteralmente per la pesca al colpo. Per tutto agosto l’acqua ha corso, con una corrente decisamente sostenuta stabile per una pesca con pasturatori tra 30 e 60 grammi. I carassi hanno sempre risposto molto bene a tutti i pescatori che sono andati a provare, con le carpe e le breme a fare da intrigato contorno. Unica “pecca”, se così vogliamo chiamarla, un’altissima presenza di pesci gatto di taglia compresa tra cinque e venti grammi che sembrano aver letteralmente colonizzato tutto il canale. Questa massiccia presenza di “Ictalurus melas”, il pesce gatto nostrano con la pancia gialla, sembra essere dovuta ad un’operazione attuata alcuni anni fa con l’obiettivo di combattere il gambero rosso della Louisiana, specie infestante dell’area. Le “palle” di mini pescigatto presenti negli ultimi due anni sono aumentati di taglia, al punto da attaccare alle esche dei pescatori con continuità. E’ così è stato anche durante le gare di prova, oltre che in occasione di questa prima prova. Come detto erano 180 i presenti, anzi, 176 visto che sono risultati quattro postazioni vuote che hanno regalato a qualcuno un po’ più di spazio per pescare. Pescatori provenienti da nord a sud d’Italia, da Torino fino a Napoli che non hanno voluto mancare a questa importante e prestigiosa manifestazione. La gara ha avuto dei risvolti decisamente interessanti, con la pesca che è risultata davvero molto difficile e dove è stato necessario cercare di interpretare al meglio la pescata. I carassi non sono mai stati costanti tutte e cinque le ore e solamente in pochi hanno individuato la metodologia giusta per riuscire a dare una certa continuità alle mangiate selezionando anche la taglia. Ci sono state però zone in cui il carassio è stato presente abbastanza in continuità, ma purtroppo di taglia troppo piccola per riuscire a portare a casa un buon risultato. In altri settori invece sono stati catturati anche carassi fino al mezzo chilo di peso e chi ha messo in nassa almeno quattro o cinque di quei pesci è riuscito a posizionarsi nelle prime cinque posizioni. Questa pescata, che ha visto anche la cattura di alcune breme tra 100 e 400 grammi, si è svolta quasi prevalentemente sulla sponda opposta, in prossimità delle cannette dove il pesce è sembrato rintanarsi. Diversamente dai giorni di prova, quando sembrava delinearsi una pescata sulla metà canale, il pesce si è spostato verso l’altra riva, disturbato forse dall’alta presenza di agonisti. In pochi casi però la pescata ai carassi ha portato alla vittoria del settore, visto che a far la differenza è stato il pesce di taglia e con pesce di taglia si parla di carpe e grosse breme. Questa impostazione si sapeva che avrebbe condizionato molti settori ed effettivamente così è stato. Solo chi è riuscito a portare in nassa almeno un pesce di grossa taglia, sommato al misto carassi, è riuscito ad entrare nei primi posti della classifica. Ci sono stati anche casi in cui chi ha vinto ha pescato esclusivamente la carpa o la breme. C’è stato chi ha catturato quattro o cinque carpe per vincere con sei o nove chilogrammi, c’è stato invece chi ha effettuato una pescata di breme e carpe immediatamente nel sottosponda o meglio, davanti ai propri piedi e forse ai limiti del regolamento da quanto ci è stato riferito (forse nemmeno consentito dal regolamento, ma nessuno ha fatto reclamo, quindi va bene così…). C’è stato poi chi, con ottime capacità, è riuscito a guadinare anche delle carpe di taglia over 7 chilogrammi. A dir poco strepitoso il peso effettuato dai primi tre assoluti con 26 e 25 chilogrammi a testa. Andrea Giannini, toscano della Lomcer, ha vinto il proprio settore con ben 26250 grammi, Maurizio Quattrini della Pol.4 Ville Secchia Colmic con 26110 grammi, Michele Capoccia della Lenza Emiliana Tubertini con 25mila punti. A seguire il ct della nazionale feeder Maurizio Setti dell’Alto Panaro Sensas Stonfo con quasi 16 chilogrammi, Marco Mazzetti del Lenza Club Mogliano Preston con 12700 grammi e a seguire tutti gli altri con almeno otto chilogrammi di peso. Solamente in un settore sono bastati poco più di tre chili per conquistare la vittoria. Una media pescato comunque decisamente buona con 900 chilogrammi di pesce catturato ed oltre cinque chili per concorrente. Una gara che ha visto anche la “caduta” di nomi eccellenti dell’agonismo feeder, tra cui alcuni partecipanti all’ultimo Club Azzurro e Stopper Feeder e ex nazionali. Adesso ai primi ottanta classificati tocca la trasferta in terra umbra nel nuovo (per molti) campo gara del Lago di Corbara, dove la pescata sarà decisamente differente rispetto alla Fiuma. Basta carassi da catturare in corrente da 40 grammi con pastura, mais e cagnotti, ma breme e gardon. Appuntamento quindi tra un paio di settimane con la seconda prova, dove la metà dei presenti avrà diritto ad accedere alla finalissima in due gare di Peschiera del Garda nella meravigliosa cornice del Mincio.




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