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Cantoni vs Caruso, colpo vs feeder

Angelo Cantoni: rappresentante Colmic per Lombardia ovest e Piemonte, agonista in Serie A1, una partecipazione al Club Azzurro Seniores, vincitore dell’edizione 2011 dell’International di Umbertide.

Andrea Caruso: uomo immagine Colmic per il feeder, componente nazionale feeder 2012, medaglia di bronzo individuale al campionato del mondo feeder 2012, titolare del negozio Silver Fish a Corsico.

Teatro della sfida : Quintino Sella, cavedani e barbi.

Era da diverso tempo che avevo in mente di fare una piccola sfida tra la tecnica che per anni rappresenta la classe regina della pesca e quella che sta emergendo come la novità destinata a soppiantare il colpo. Mah, forse sto esagerando con quest’ultima frase, però è vero che molti agonisti stanno valutando l’ipotesi di passare a fare gare a ledgering, sia per i costi minori, sia per l’attrezzatura ridotta e soprattutto perché si prendono più pesci. Ma è sempre così? Da quello che ho visto durante la sfida che ho organizzato tra Angelo Cantoni e Andrea Caruso sembrerebbe di no. Ma naturalmente tutto è legato al posto in cui si sta pescando.

Angelo lo conoscete ormai tutti, sono ormai due anni che staziona sulle pagine del sito con le novità dello showroom Colmic ed è un caro amico da anni. Andrea lo conosco da meno tempo, ma il rapporto è più che ottimo e su Fishingmania potete trovare una pagina dedicata al suo negozio Silver Fish (che ricordiamo essere specializzato in attrezzatura da feeder, oltre a naturalmente tutte le altre tecniche del colpo). Andrea inoltre è uomo immagine Colmic per lo stesso feeder e organizzare questo piccolo servizio insieme all’amico Cantoni è stato molto semplice. Se teniamo conto che agli ultimi mondiali di specialità si è classificato terzo assoluto, organizzare un’uscita di pesca da pubblicare sul sito era d’obbligo! La scelta del posto dove andare a “pucciare” le lenze è stato abbastanza semplice e soprattutto ben visto da entrambi i pescatori: il Quintino Sella. Un canale a pochi chilometri da casa e soprattutto ricco di pesce. E’ stato veramente un peccato però non poter mettere le nasse in acqua per una foto finale che sarebbe stata a dir poco stupenda, visti i pesci catturati. Ma andiamo con ordine. Ritrovo ore 13.30, dopo aver fatto i permessi per pescare nel tratto No Kill in centro a Novara, di una calda giornata di Agosto. Fortunatamente una leggera brezza ci ha fatto compagnia durante le tre ore di pesca, altrimenti avremmo finito la pescata completamente cotti (cosa che in realtà è successa ad essere sinceri). Roubaisienne per Angelo, canna a feeder per Andrea. Per l’occasione ha utilizzato una delle canne feeder della Colmic: la Method. Una canna questa che per la verità più si adatta a pesche in laghetto piuttosto che in canale a cavedani e barbi, ma viste le condizioni di corrente molto forte, la quale ha obbligato Andrea ad utilizzare pasturatori fino a 40 grammi per cercare di rimanere il più immobile possibile, il suo comportamento in pesca è stato più che buono. Questo canale che prende acqua dal Cavour sempre presenta una corrente sostenuta, ma nonostante ciò pescando in roubasienne si può scegliere tra l’utilizzare vele pesanti fino a dieci grammi per una pesca inchiodati sul fondo e galleggianti leggeri a partire da 4×12, per una pesca a volare a mezz’acqua o nel sottosponda opposta a scardole e cavedani. Scelta quest’ultima che ha caratterizzato la pescata di Angelo, il quale con i cavedani ha un feeling strepitoso; non a caso ha vinto una delle più importanti gare internazionali che si svolgono in Italia e da anni torna a casa con due ottimi piazzamenti da Umbertide. Per Andrea, come già detto, la scelta è ricaduta su dei cage open end da 30 – 40 grammi ed una semplice montatura per la pesca in corrente, innescando solamente dei cagnotti. Visti i pesci presenti i cagnotti incollati l’hanno fatta da padrone, sia per quanto riguarda il colpo, buttati in acqua con la ghiaia, sia per il feeder, inseriti nel pasturatore, naturalmente senza ghiaia. Inutile stare qua a raccontarvi minuto per minuto, cattura per cattura tutto il pomeriggio. Vi annoierei e basta. Dal momento in cui abbiamo messo le lenze in acqua (io compreso, giusto per rompere le scatole ai miei compagni di giornata) il pesce non ha mai smesso di mangiare, tranne rare occasioni in cui si rallentava con la pasturazione. Cavedani, barbi, gardon e la piacevole sorpresa di una tinca da 400 grammi catturata da Andrea. Insomma, veramente un peccato non avere avuto il permesso per mettere in acqua la nassa, giusto per quelle due ore per poter concludere il servizio in bellezza, rilasciando naturalmente poi il pesce. Chi ha vinto? Bella domanda. Se devo essere sincero, non me ne voglia Andrea, darei la vittoria ad Angelo Cantoni. Ma giusto per poco! Diciamo che ha vinto l’esperienza e la passione di Angelo sulla pesca ai cavedani. Potrebbe essere un’idea per un nuovo film: “L’uomo che parlava ai cavedani”.

Proprio l’uscita in terra piemontese è stata anche l’occasione per vedere le pasture che hanno permesso ad Andrea di salire sul gradino più basso del podio e agli altri azzurri di portare a casa i risultati necessari per concludere quinti il mondiale per squadre. Sto parlando della Speedo e della Wonder Black. Due pasture di fattura belga, Champion Feed, distribuite in Italia esclusivamente da Colmic, che ben si comportano quando le breme la fanno da padrone. Pasture che ben si adattano non solo alla pesca a feeder ma anche alla pesca al colpo; d’altronde diversi risultati dell’Oltrarno Colmic si basano su questi prodotti. La Speedo è una pastura che lavora molto rapidamente e può essere utilizzata anche in acque correnti se integrata con terra di fiume. Per la pesca in acqua ferma è necessario miscelarla con altre pasture più leggere della ditta belga. La Wonder Black ha una colorazione molto più scura rispetto alla Speedo ed è stata quella maggiormente utilizzata in quanto risulta ottima non solo per le breme, ma anche per i gardon. Pesci questi che popolavano per il 90% il campo del mondiale, che si è svolto proprio in Belgio.
Per concludere, una giornata di pesca con due campioni di cui continueremo sicuramente parlare ancora, specialmente sulle nostre pagine. Adesso con l’arrivo dell’autunno magari ripeteremo l’esperimento di questa sfida, magari costringendo Angelo ad abbandonare i suoi amati cavedani per dirottarlo su altre specie di pesce, pescando magari con altre tecniche.

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