CARPFISHING

Caprfishing – Ore piccole


CARPFISHING DI FRETTA

Con il termine fare le ore piccole di solito intendiamo dormire poco e restare svegli durante le ore più tarde della notte, bene, per un attimo distacchiamoci dal reale significato di questo termine. Avere poche ore a disposizione da dedicare alle nostre passioni è sicuramente ciò che accomuna la maggior parte delle persone e soprattutto la grande maggioranza dei carpisti che ha un lavoro più o meno impegnativo o una famiglia o come nel mio caso studia e quindi va a scuola ed è spesso costretto a tralasciare il proprio passatempo per i vari impegni quotidiani. Infatti è proprio di questo che vorrei trattare, ovvero secondo il mio punto di vista ultimamente si sta fornendo un’immagine molto scostata del carp fishing, e troppe persone stanno rinunciando ad avvicinarsi a questa bellissima tecnica proprio perché spaventati da una descrizione di questa disciplina che viene presentata nella maggior parte dei casi come qualcosa di estremo e che solo pochi possono permettersi avendo un enorme quantità di tempo o disponendo solamente di attrezzature da capogiro. Per fortuna la realtà delle cose è ben diversa infatti solo pochi hanno la fortuna di avere una quantità esagerata di tempo da dedicare al proprio passatempo, la restante parte degli appassionati solitamente ha vari impegni giornalieri (lavorativi,familiari o scolastici) e questo se anche apparentemente sembra un problema effettivamente non lo è, basta semplicemente agire in modo corretto e le soddisfazioni e i risultati non tarderanno ad arrivare anche in pochissime ore e talvolta anche in pochissimi minuti! Detto questo vorrei parlare del mio caso che spero possa essere di riferimento a tante persone appassionate di carp fishing; essendo un ragazzo non ancora patentato e avendo giorno per giorno diversi impegni scolastici, chi mi conosce bene sa che non potrei mai per nulla rinunciare alla mia passione per nessun motivo, questo mi ha portato a elaborare un metodo di pesca che si stacca molto dal vedere montata una tenda o una branda equipaggiata di sacco a pelo, ma che mi ha portato a ridurre tutta la mia attrezzatura disponendo solamente di uno scooter 50 cc per poter raggiungere i miei spot, che generalmente non distano molto da casa e sono facili mete raggiungibili in poco tempo,normalmente le “piccole acque”; per cui la maggior parte dei pomeriggi o degli orari vicini alla serata della mia settimana li passo con delle potenti canne telescopiche che racchiudo all’interno di una piccola, leggera e comoda sacca,al cui interno faccio entrare i picchetti che sono molto più versatili e maneggevoli di un rod pod, una sedia adatta a poche ore e uno zainetto o una borsetta con dentro le cose indispensabili per la giornata, senza mai dimenticare il materassino a tappeto e ben imbottito (quando parto in scooter il materassino a “barchetta”o”culla è troppo invadente).




Agire in modo corretto

Spesso cercare capire qual è il metodo giusto da adottare in determinate situazioni, magari di fronte a un canale o un fiume è ciò che ci lascia un po’ perplessi su tante cose; è importante sapere che per catturare in tempi ridotti nulla è dato al caso ed è tutto frutto di sacrifici, quindi qualsiasi preda è totalmente meritata. Una delle prime cose fondamentali è cercare un luogo che dista a pochi minuti da casa e facilmente raggiungibile; essendo la pasturazione preventiva ciò che ci sarà più d’aiuto ad avere successi, secondo i propri impegni personali è bene stabilire orari in cui far trovare il cibo alle carpe, e durante la settimana finito il lavoro, tra un turno e l’altro o comunque in qualsiasi orario si possa avere un minimo di tempo libero far trovare qualche manciata di esche in acqua servirà a dare fiducia alle nostre amiche, facendogli capire che quella zona è per loro un luogo dove potersi cibare facilmente. Generalmente uso pasturare durante tutto l’arco della settimana, tutti i giorni o in giorni alterni getto una dose non troppo abbondante di esche miste(granaglie, boiles di vari diametri e pellet) in modo da attirare tutte le taglie senza cercare di selezionare il pesce. La settimana successiva mi faccio trovare sul luogo di pesca con la mia attrezzatura che preparo la sera prima e con estremo silenzio calo i miei inneschi senza fare nessun rumore che possa insospettire i pesci, ma che a loro sembrerà una normalissima pasturazione giornaliera in cui troveranno ciò di cui cibarsi e se tutto andrà per il verso giusto dopo pochissimo tempo ci troveremo a combattere con qualche carpa che si è lasciata ingannare dalle nostre insidie. Solitamente cerco di adottare soluzioni alternative che mi facciano risolvere la pescate velocemente, ovvero generalmente una delle tecniche che prediligo per i tempi ristretti è certamente il method, una serie di farine miscelate che impasto con l’acqua del luogo di pesca e a cui aggiungo qualche sostanza amminoacidica e attrattiva che poi vado ad attaccare al piombo, indipendentemente che sia in-line o in deriva. Esistono tanti tipi di zavorre di varie forme e dimensioni e in questo caso preferisco utilizzare un modello con alette o fatto a forma di molla di modo che l’impasto rimanga attaccato al piombo anche nel caso in cui si necessiti di fare un lancio medio-lungo . i mix e le pasture si possono trovare in commercio già complete di tutto e pronte da impastare oppure si possono creare in casa secondo le proprie teorie e la propria fantasia. Se le lenze in acqua ci rimangono per un lasso di tempo brevissimo dobbiamo sfruttare tutte le nostre chance e a questo proposito uso esche rapidissime, come può essere il method ma come ne esistono tante altre, per esempio il pellet ,che sono disponibili in vari diametri e gusti,potendo essere già forate e pronte all’innesco, sono di certo un tipo di esche che si scioglie molto rapidamente rilasciando le sue proprietà attrattive in acqua, innescando il pellet dovremmo ripetutamente recuperare le lenze e innescarne uno nuovo perché già sciolto e spesso questo può essere una forma di disturbo per il pesce, che sente il rumore del piombo che più volte cade in acqua, a tutto ciò esiste un rimedio ed è veramente qualcosa di favoloso! Sono state create delle retine di plastica nate inizialmente come soluzioni anti gambero nate per ricoprire l’esca e proteggerla, esse sono simili a quelle per fare i sacchettini in PVA,ma che appunto non si scioglieranno in acqua perché create in materiale plastico, sono molto utili non solo per il loro scopo primario,ma avendo un po’ di fantasia potremo creare delle esche uniche nel proprio genere che ci potranno far fare la differenza in qualsiasi luogo e situazione; inseriamoci il pellet,il mais dolce,pezzi di pesce,gamberetti, mollica di pane… e tanto altro ancora!con questo metodo ci si può sbizzarrire a creare cose diverse dal normale e che non usciranno dalla retina ma rilasceranno i propri apporti nutritivi rimanendo per lungo tempo innescati sul nostro amo.

Chi troppo vuole nulla stringe!

Seguendo le parole di un antico proverbio vorrei far capire di non essere egoisti, perciò se si vogliono avere sempre risultati costanti è bene accontentarsi, e sono consapevole che se durante il lasso di pochissime tempo ho la fortuna di catturare e posare davanti all’obbiettivo un bel pesce devo accontentarmi e non cercare di catturarne altri anche se ho la certezza della loro presenza nel settore di pesca, e per quanto può essere bello e piacevole sentire i propri avvisatori impazzire dalle molteplici partenze e fare altrettanti combattimenti, il guaio viene dopo! Tutta la fiducia che abbiamo conferito alle carpe durante la settimana non sarà più la stessa, nelle giornate successive i pesci diventeranno più malfidenti e ci penseranno due volte prima di alimentarsi in quella zona e a nostro dispiacere ci saranno momenti in cui non vedremo nessun segnale di attività sullo spot e nella maggior parte dei casi se ci chiediamo il motivo è esattamente questo! Quindi sapersi accontentare è fondamentale.

Un metodo vincente(e alternativo)!

Con quello che sto per citare vorrei essere d’aiuto soprattutto ai ragazzi che come me ancora studiano, ma che allo stesso tempo hanno l’irrefrenabile passione per il carp fishing. La mia soluzione per avere risultati ottimi sia a scuola sia in termini di catture è quella di studiare mentre pesco, infatti come dicevo precedentemente avendo una discreta autonomia e disponendo si uno scooter per andare a pesca, al termine della scuola mi reco con cartella, libri e quaderni in riva a un fiume o a un canale e viste le tecnologie del giorno d’oggi di poter avere dispositivi acustici che ci segnalano l’abboccata del pesce, riesco a dedicarmi allo studio all’aria aperta che riesce molto meglio di quello che si fa a casa, infatti per quanto riguarda questa tecnica quando si hanno le canne in posizione non resta altro che aspettare il fatidico bip e nel frattempo mi dedico a eseguire i compiti e a studiare per il giorno successivo, e se alle mie parole inizialmente storcerete il naso vedrete come i risultati cambiano in fretta; a casa ci sono molte più distrazioni( computer,televisione ecc) che ci potranno far perdere la concentrazione, a pesca invece l’unica cosa che ci potrà distrarre per un attimo sarà il suono di un avvisatore che impazzisce! Con questo vorrei sia essere d’aiuto sia dare un consiglio a tutti i ragazzi che spesso si trovano in conflitto con i genitori per le uscite e che hanno difficoltà nel programmare le pescate per l’impegno dello studio. Come avrete ben capito il detto:”prima il dovere e poi il piacere” non è sempre valido o per lo meno non nel mio caso!

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Per Fishingmania Simone Ferrari