Carp stalking in fiume CARPFISHING

Carp Stalking – Una nuova concezione di pesca alla carpa


A CACCIA DI CARPE SELVATICHE CON IL CARP STALKING

Negli ultimi tempi sempre più persone pensano che la pesca alla carpa sia solo una pesca di attesa, magari della durata di qualche giorno, mettendo in pesca più canne, montando una tenda ed utilizzando tecnologie come segnalatori elettronici, centraline e barchini per pasturare su lunghe distanze. La pesca per il mio modo di vedere può essere fatta in modo più semplice e più povero: preparando le pasture in casa e facendo bollire le boiles ed il mais. Oggi vi parlo della tecnica del “Carp Stalking”. Questa tecnica è differente rispetto al classico carpfishing visto che consiste nella continua ricerca del pesce in posti più selvaggi rispetto ai classici fiumi dalla grande portata. Ma effettivamente come funziona? È molto semplice. E’ sufficiente uno zaino nel quale inserire dei piombi, le esche, fili e ami oltre ovviametne a canna e guadino. Essendo una tecnica di ricerca che si avvicina molto allo spinning ed alla mosca necessitiamo di materiale leggero ma performante, che ci permetta di pescare in spot molti infrascati, poco conosciuti e molte volte molto scomodi.




DOVE
Il Carp Stalking è una tecnica che predilige piccoli corsi d’acqua, cave o laghetti ricchi di ostacoli visibili o non visibili. Insomma, meno battuto è il posto prescelto, più la nostra possibilità di abboccate è maggiore.

QUANDO
Solitamente viene effettuato nei periodi di primavera o estate quando le carpe sono molto attive. Ovviamente uno degli momenti migliori è quello del crepuscolo. E’ quando il sole inizia a calare che inizia il vero e proprio show di questi stupendi ciprinidi in prossimità della riva ed in superficie. Proprio al tramonto le carpe iniziano una danza a galla, fatta di continui salti e bollate. Veder saltare un pesce da oltre dieci chili è un qualcosa di quasi unico nelle acque interne.

COME
Semplicemte dobbiamo camminare lungo il corso del fiume nel modo più silenzioso possibile. Il pescatore per questo tipo di pesca deve trasformarsi in un “Pescatore Ninjia”, se vogliamo utilizzare un termine simpatico. Nessun rumore, grande attenzione a dove si mettono i piedi e sangue freddo. Una volta individuato il luogo di pesca in cui stazionano le carpe, che solitamente corrisponde ad alberi sommersi o grandi erbai nei quali possono grufolare indisturbate, è d’obbligo essere già pronti per lanciare l’esca.

MATERIALE NECESSARIO
Il carp stalking è una pesca semplice. Per la buona riuscita servono una buona canna con un libraggio superiore a 1,75 lb, un mulinello caricato con un buon filo da 0,30 mm, un qualsiasi finale per carpe ed un piombo leggero sia per non disturbare le carpe e anche per il fatto che l’acqua dove faremo la nostra battuta è ferma. Altro materiale molto utile possono essere un paio di occhiali polarizzati per vedere i pesci muoversi tranquilli in acqua, una bottiglia d’acqua e qualche esca.

IN PESCA

Personalmente preferisco le confluenze dei fiumi per la pesca stalking in quanto le carpe sono solite stare in acque calme, protette da ostacoli sommersi. Oggi vi parlo del fiume Trebbia alla confluenza con il Po. Un posto difficilmente accessabile a tutti in quanto ci si arriva solamente dopo una camminata di oltre una ventina di minuti. Motivo questo che scoraggia tanti ad arrivarci anche se si tratta di una delle zone più pescose di tutto il bacino del Po. Proprio questo fatto di essere un’area altamente selvaggia, con pochissimi passaggi, aiuta il pesce ad essere ancor più selvatico possibile. Inoltre non bisogna dimenticare che è soggetta facilmente ad andare sott’acqua durante le piene sia del Trebbia, che del Po. Allo sbocco del torrente che scende dagli Appennini liguri si viene a formare una “morta”, ovvero una zona in cui la corrente è praticamente ferma, nella quale si possono praticare diverse tipologie di pesca, dal carpfishing allo spinning, passando anche per la mosca. Proprio grazie alle piene ci sono aree ricche di vegetazione ed ostacoli sommersi che risultano ottimali per lo stazionamento di grosse carpe, grossi barbi, siluri, perca ed aspi. Come già detto, obiettivo di giornata sono state le carpe di dimensione extralarge che popolano l’area. Per cercare di aumentare le possibilità di cattura ho utilizzato del mais alla vaniglia, pasturando con un piccolo quantitativo di pellet per fare una sorta di fondo. Questo però non è stato fatto solamente in una zona sola, bensi in più punti in quanto ho fatto una pesca di movimento, inseguendo i grossi branchi di carpe cercando di non disturbarle. Non sempre possono andare a buon fine queste sessioni di pesca che durano dai sessanta ai centottanta minuti, ma non è stato il mio caso. Fortunatamente le mie battute di pesca hanno sempre portato ad almeno una cattura, come potete vedere nelle foto qua a lato, che naturalmente è stata sempre rilasciata con le dovute cure del caso.

Testo e Foto di Marco Bosini