Sessione carpfishing con Golden Line alla ricerca di carpe in posti difficili Golden line

Carpfishing Golden Line – Carpe tra gli ostacoli


CARPFISHING – CON GOLDEN LINE ALLA CATTURA DI CARPE DIFFICILI

Dopo un mese di stop, nonostante il poco tempo a disposizione, con la voglia di andare a pesca che mi pervade, decido di fare un’uscita di una notte secca. A volte tra lavoro e altre passioni che mi occupano il weekend capita che per qualche tempo non riesco più ad andare a pesca. Poi arriva un momento, “IL momento”, in cui senti dentro il bisogno di andare a pescare e niente ti ferma più. E’ un venerdi d’estate, sole, caldo, ma ventilato. Si sta bene, non c’è quel odioso caldo afoso. Mi prendo mezza giornata di ferie, esco dall’ufficio e non nego di essere già proiettato in riva al lago con la mente. Giusto tempo di prepararmi e caricare l’attrezzatura e sono già sul posto. Arrivo con la macchina sulla postazione scelta, scendo e vado ad osservare un po il lago. E’ sempre bello tornare qui, è un piccolo paradiso naturale e ci sono molto affezionato. Sono da solo attualmente sul lago, non ci sono altri pescatori e si respira una aria di tranquillità spezzata solo da qualche salto di carpe. Nonostante abbia poco tempo a disposizione, voglio fare tutto con calma e per bene, non voglio far le corse e tralasciare dettagli importanti, ma sopratutto ho bisogno di relax! Se prendo un pesce bene, altrimenti sono contento lo stesso visto che sono già felice cosi, ad essere a pesca. La postazione scelta è sempre un po snobbata in quanto è l’ultima del lago ed è ricca di ostacoli; è presente un canale che porta in una specie di altra cavetta con poca acqua e rami ovunque, secche, trochi in acqua. Pescandoci davanti bisogna restare molto corti ovvero si tengono le canne praticamente sotto i piedi. E questo è un altro fattore che non invoglia gli altri pescatori a sfruttare questa postazione. Per questo motivo il silenzio e la calma nei movimenti è molto importante ed è fondamentale adottare alcuni piccoli accorgimenti. L’auto viene parcheggiata lontano dalla riva e le porte una volta aperte per scaricare l’attrezzatura preferisco socchiuderle per evitare di fare dei rumori forti che possono insospettire il pesce. Iniziare ad aprire e chiudere le porte è decisamente controproducente quindi ecco spiegato il motivo per cui ho preferito parcheggiare la macchina un po’ lontano dallo spot di pesca. Anche l’ombrello tenda dista almeno una ventina di metri dall’acqua, montato con pochi picchetti, quel tanto per farlo rimanere in piedi e stop. Cammino lentamente, senza fare pestoni o correre e mi avvicino all’acqua il meno possibile. Anche il pod lo posiziono ad un paio di metri da riva con canne basse e massima discrezione; ciò mi permette anche di agevolare le operazioni di recupero del pesce essendo da solo, passando sotto i fili tesi senza fare grovigli con le altre canne. La mia attenzione viene colpita da qualche salto sempre nello stesso punto, in un’altra porzione di lago ed ancor prima di montare il pod decido di lanciare una canna in quel punto, innesco velocemente due “Tiger” su di uno Stiff Rig e sul piombo applico una palla di pastura Golden Magic con all’interno un po di micro pellet al pesce, melassa e aminoacidi liquidi. Faccio il giro della cava, vado sulla riva opposta alla mia postazione, mi faccio spazio tra i canneti, piazzo un marker in un buon punto che dal mio pod non riuscirei a vedere altrimenti; a sinistra un tronco di un albero sommerso, a destra una secca con 30cm d’acqua, al centro il segnalino e davanti ad esso 1,5 metri di profondità e fondale pulito. Innesco una boiles “Ready Mulberry” della Golden Line da 20 millimetri ed una pop up fruttata da 14 mm, sempre su uno Stiff Rig. La pasturazione la effettuo con una ventina di boiles all’aroma Mulberry e 20 boiles Flash Acid Fruit. Prima del lancio inzuppo il mio innesco nel Gelly Dip al gusto Mullberry, una specie di crema appiccicosa e duratura che lo rende più attrattivo. Bene, finchè sto pasturando sopra l’innesco sento suonare da lontano il mio RX e corro subito sul pod facendo il giro della cava: è partita la canna con le Tiger! Filo mollo, swinger giù, recupero e recupero ma putroppo la carpa si è slamata. Peccato, la giornata è lunga ancora.




Torno a finire di calare le canne: una la posiziono nell’ansa circolare che viene a formare quasi una piccola cava che è collegata da un canale alla cava principale, qui innesco due micro pop up gusto monster crab e indian spice misura 10mm su un D-rig bilanciate a 6-7cm dal fondo, nessuna pasturazione, solo un po di method che avevo avanzato da prima e basta. La terza canna è la mia preferita, un po’ per lo spot dove andrà messa che mi ha sempre regalato belle soddisfazioni, un po’ per l’approccio che uso sempre in queste circostanze. Innesco una boiles self made da 25mm composta da Birdfood Mix di Golden Line tagliato con krill e glm, aromatizzato ostrica e arricchito con melassa e additivo aminoacidico. Piazzo l’innesco a centro canale e a metà della sua lunghezza, il fondale mi sembra “mollo” ma piu che mollo sabbioso direi, l’innesco precedentemente ammollato nel gelly dip monster crab mi permette di “tenerlo profumato” e indenne da fondali poco puliti, senza ghiaia. Pasturo sopra l’innesco con un misto di tre tipi di boiles tra cui le medesime self all’ostrica, un po di boiles self fatte con mix pronto al pesce non aromatizzate e le Ready Golden Line gusto Crab; metà delle stesse le taglio a metà, questo fa si che nei paraggi dell’esca non ci sia un solo tipo di esca presente, perchè troviamo delle boiles da 24 millimetri intere, delle boiled da 20 millimetri e delle boiles che sono state spezzettate. Un ottimo banchetto, ma più nel dettaglio ho puntato a non insospettire il pesce fornendo cibo di un peso specifico vario. Pasturo largo nel giro di 3 metri dall’esca, mentre sopra l’esca e in tutta l’area adiacente pasturo con micro pellet al pesce, circa un kg e ben distribuito.

Ottimo, sono in pesca. Intorno alle ore 19 passa a trovarmi il gestore del lago e mentre siamo vicino alla riva a fare due chiacchiere una delle canne alla mia destra inizia a dare dei movimenti facendo suonare il rod pod. Mi alzo di sobbalzo dalla sedia, vedo che lo swinger sale di nuovo ed è il segnale che è ora afferrare e tentare di portare a guadino il pesce. Ferrata decisa e potente e tenendo la frizione “chiusa” sento in canna tutto il peso del pesce che fà piegare all’inverosimile la mia canna. Due, tre testate e subito si dirige verso il tronco sommerso, come prevedibile. Faccio due passi indietro sulla riva, un giro di mulinello ed inizio a tirare. La canna è tutta piegata, ma il nylon non sembra avere problemi e, nonostante sia teso come una corda di violino, resiste ottimamente. Scavalco una canna e porto il pesce a nuotare in un’area più sicura, ma non è finita. No, perchè effettua una ripartenza e guadagna filo verso il largo, potente e continuo. Arriva a guadino dopo un combattimento mozzafiato, in spazi ristretti pieni di ostacoli. Portata sul materasso, è un pesce immenso con una bocca enorme e sana. Il D-Rig ha fatto perfettamente il suo dovere allamando questo stupendo ciprinide alla perfezione. Qualche foto di rito e via al rilascio in acqua ad accarezzarlo ancora per qualche attimo, prima di salutarlo e lasciarlo libero. Uno stupendo pesce, una grossa carpa regina e sono al settimo cielo. Le prime ore di buio sono state “disturbate” da qualche bip del rod pod, ma è stato attorno a mezzanotte che i segnali sono stati più decisi e che mi hanno convinto ad uscire dalla tenda e controllare più da vicino le canne. Con le frizioni quasi chiuse non si sentono grandi partenze, ma una delle canne tentenna quindi qualcosa attaccato ci dovrebbe essere. La slego e faccio due passi indietro prima di fare una decisa afferrata. Questa volta la canna si piega, ma sono obbligato a concedere qualche metro di filo per evitare di spaccare tutto. Tira, tira e tira verso il centro lago, ma finalmente si fa vedere. Una carpa? No, è uno meraviglioso storione che già avevo catturato qualche mese prima e che ha deciso di tornare a farmi visita, apprezzando le mie esche Golden Line. Che bello! Recupero un po’ quasi convinto di poterlo salpare ed invece decide di fare un’ultima repentina partenza a destra infilandosi nel canale e continuando a portare fuori filo. Sembra impossibile fermarlo e inconsciamente decido di scendere in acqua per avanzare qualche metro in modo da superare l’angolo con i rovi e recuperare il pesce più agevolmente. Un’azione che non mi ha dato però i risultati sperati in quanto accidentalmente la frizione si chiude proprio mentre il pesce continua a tirare di lato. Con la canna impugnata solamente con una mano in quanto con l’altra tento di rimanere stabile in acqua, il nodo sul filo cede ed il pesce se ne va con un po’ di metri di filo. Questa volta vince lui, mentre io rimango di sasso in mezzo all’acqua di notte, una canna in mano ed il filo polverizzato dandomi la colpa per aver perso questo stupendo acipenseride.

Per Golden Line e per Fishingmania, Luca Passilongo