Carpfishing di fretta con Golden Line Golden line

Carpfishing Golden Line – Short Session & Big Carp


CARPE XXL IN BREVE TEMPO CON GOLDEN LINE

Sabato pomeriggio, a casa da solo e non so proprio che fare. Questa mattina ho rollato un po’ di boiles in quanto non avevo in programma di andare a pescare considerato il poco tempo rimasto a mio disposizione.




Nonostante ciò la voglia di tentare a lanciare un’esca è davvero tanta quindi stravolgo tutti i piani e decido per qualche ora di pesa. Quando faccio queste pescate “mordi e fuggi” di qualche ora la mia attrezzatura viene ridotta ai minimi termini ed è composta da una sola canna.

Porto con me un picchetto per il sonar, un borsone porta minuteria ed esche. Il guadino e il materassino li trovo già in cava. Sono indeciso su che tipologia di esche portare con me da utilizzare come pasturazione sul mio innesco. Scongelo qualcosa? Apro un nuovo sacchetto di “ready”?

Alla fine porto con me due manciate di palline fatte la mattina, ancora fresche, ma sicuramente attrattive e un sacchetto di Honey Cream bianche targate Golden line. Questa è la linea flash (quella economica) che per pescate veloci trovo ottime e con cui ho sempre avuto ottimi risultati. Con questo mix di esche cerco un bel contrasto di colori con le mie Self made.

Arrivo sul posto e pianto il picchetto. Ho deciso di mettermi in una postazione facile da raggiungere con l’auto e lontano dagli altri pescatori per non arrecargli disturbo. Monto il mio finale su un Rubber chain di Golden line con clip a perdere ed un piombo piatto di 70 gr, visto il rig molto corto e con amo minuto, su cui verrà presentata una poppy bianchina Golden Line carp products.

La pop up da 16 mm si alza 2,5 cm dal fondo bilanciata dal peso della girella e di un piccolo piombino spaccato poco prima dello snodo tra fluorocarbon e trecciato. Lancio su uno spot valido, uno dei primi che avevo trovato quando ho scandagliato tutta la cava ad inizio stagione cercando di capire e trovare buoni punti.

Sebbene conoscessi questo piccolo hot spot non ci ho quasi mai pescato; si trova sulla riva opposta a 6-7 metri da un albero sommerso e ad un metro circa da un macchinario usato d’estate per ossigenare l’acqua.

Lancio ad un metro a sinistra dell’ossigenatore ed a circa 50 centimetri da riva in 2 metri d’acqua, sotto il canneto che ora in questa stagione è alto ed impenetrabile dalla riva opposta. Metto in tensione il filo, sento il fondo, un piccolissimo tiro sul fondale, sento ghiaia e ciottoli come previsto e poso la canna dove aver messo il tendi lenza da circa 10 grammi ed aver lasciato il filo non in forte tensione.

Lego la canna, frizione quasi serrata, sono in pesca. Faccio il giro e pasturo sopra le mie self e Honey, lanciandole a mano da dietro al canneto; ne risulta una pasturazione larga in una porzione di circa 3-4 metri quadrati.

Prendo il materassino ed il guadino, torno in postazione e dopo aver messo in ordine le poche cose portate mi sistemo nel porta rigs un po’ di terminali lasciati fuori dall’ultima pescata. Sebbene sia relativamente vicino alla canna in pesca, ho acceso la centralina e la tengo sul tavolo davanti a me.

L’attesa non dura molto, dopo solo mezz’ora sento ripetuti e continui bip, mi precipito sulla canna che ormai è già piegata e in tensione sull’acqua, chiudo del tutto la frizione perché il pesce non mi prenda altri metri di lenza rischiando che vada negli ostacoli, la slego, qualche passo indietro e subito al recupero, allentando un pelo la frizione e controllando le fughe del pesce, il quale anche se di piccola taglia è molto combattivo.

Dopo poco porto a guadino una bella regina, sono felice di questa cattura avvenuta in cosi poco tempo. Una foto veloce in autoscatto con il cellulare e subito rilasciata nel suo elemento. Bene ora boiles per pasturare non ne ho più, quindi innesco una nuova poppy Binachina e pesco con il solo innesco sperando sia rimasto qualche pesce in zona.

Ma conosco lo spot e so che è un punto di alimentazione e stazionamento per cui il pesce bene o male c’è sempre in zona, ci staziona e mangia quindi, niente paura. Lancio un pelo più corto di prima e decido di lasciare giù cosi com’è per non fare troppo casino rilanciando; di nuovo lego la canna e mi rimetto in attesa. Arrivano le 19 e mi rimane ancora mezz’ora di pesca prima di tornare a casa.

Ho passato un bel pomeriggio di relax, ho preso una carpa, sono contento, va bene cosi. Proprio mentre penso ciò, una nuova partenza sulla centralina infrange la tranquillità di quel momento e mi fiondo a ferrare in due secondi.

Qui la rapidità è tutto, qualche secondo perso in più e ci si ritrova il pesce nella pianta sommersa a sinistra, cosa purtroppo già successa. Ma dagli errori s’impara per cui ora non mi faccio più trovare impreparato.

Il combattimento è strano, tira “male”, sembra un amur, a strattoni, poi prosegue verso il centro del lago, lenta, ora raffiora per un attimo, il peso c’è, vedo la sagoma nera sotto il pelo dell’acqua e subito capisco che si tratta di una grossa regina del lago, identificata subito dalle grosse pinne e dalla bocca enorme. Ancora qualche ripartenza ben assecondata da una frizione che in combattimento tengo sempre un po’ allentata per abitudine, arriva a guadino, la infilo e c’è!

Wow! E’ immensa e di una bellezza unica, un pesce magnifico, sano e possente. La riconosco subito: è la stessa carpa che ho preso lo scorso anno sempre in questo periodo, fantastico.

Un anno dopo aver la possibilità di riabbracciare questo splendido pesce, che ad occhio e croce è pure cresciuto, fa si che la mia felicità salga alle stelle. Alcune foto per immortalare queste emozioni su di uno scatto e via al rilascio andando in acqua coccolandomela ancora qualche istante prima di salutarla.

Passi Carp Angler