CARPFISHING

Carpfishing Golden Line – Viaggiare per passione


CARPFISHING CON GOLDEN LINE

La pesca fatta in luoghi lontani ( come laghi all’estero o in Italia ) ha rapito il mio cuore. Il viaggiare, vedere posti nuovi, panorami mozzafiato e stare molti giorni lontani da casa può far riflettere e aprire la mente. Anche la stessa solitudine e la mancanza di abboccate possono essere una cosa positiva, ci si mette in discussione, si pensa alla natura e al fatto di non poterla controllare ne interpretare poichè spesso grandi laghi a differenza di piccoli laghi molto battuti che chiamerò “fisheries”, sono piatti ed anonimi e non si nota nè saltare pesci, nè tantomeno rollate per centinaia e centinaia di metri. Possono essere anche tempestosi e pericolosi con spettacolari temporali di tuoni e fulmini o pazzesche tramontane. Ecco, per me l’essenza della pesca alla carpa è questo ovvero essere totalmente immersi nella natura e cercare di comprenderne le forme ed i movimenti. Ma basta, non voglio annoiarvi. In quest’articolo vi mostrerò come preferisco impostare le mie pescate su nuovi laghi sconosciuti di dimensioni medio grandi.




I LAGHI DA SCEGLIERE (target-spot)

I laghi che scelgo per pescare a carpfishing in tranquillità e fare un bel viaggetto di pesca sono spesso laghi inesplorati o posti che ci sembrano poco battuti. Infatti sia per cave o laghi naturali scelgo nomi poco rinomati e posti anche piuttosto impervi (ad esempio ci sono laghi come il Lago Pistono ad Ivrea che non godono di molta pubblicità aulieutica e le postazioni sono molto scomode da raggiungere e per questo in pochissimi si avventurano nell’impresa), stessa cosa per i laghi esteri. Personalmente schivo i laghi molto pressati e conosciuti e provo la fortuna su laghi meno blasonati ma che possono rivelare spesso qualche sorpresa. Una volta trovato il posto e visionata la morfologia penso se vi possono essere delle carpe o se alcuni temerari come me lo hanno già affrontato. Quindi cerco foto di possibili catture anche se non sempre si trovano perchè molti giustamente non le pubblicano. Se un barlume di possibilità c’è, si prende e si parte all’avventura. Si può avere successo o fare fiasco, ma questo spirito di iniziativa, novità e curiosità spesso anima queste pescate estere / nostrane da un’entusiasmo particolare.

LE SESSIONI SUI GRANDI LAGHI

La pesca su questi grandi bacini si effettua quasi sempre con l’aiuto di un’imbarcazione, un’ecoscandaglio, dei segnalini e tanta pazienza. Infatti queste sessioni di pesca sono abbastanza lunghe al punto che personalmente spesso sto fuori casa dalle 6 alle 9 notti e su bacini di grosse dimensioni arrivo anche a restarci fino a 15 – 19 notti. Tutto ciò perche se non si hanno abboccate bisogna prendere e spostarsi di continuo, cercare il pesce effettuando una pesca nomade e con poca attrezzatura. Non mi comporto quindi da campeggiatore o carpista fisso, ma da “cacciatore ” mobile e alla ricerca di carpe, possibilmente grosse. Per questo è importante ridurre all’osso l’attrezzatura e avere una mente molto aperta e duttile, non fissarsi sulle cose ma essere sempre pronti a cambiare. Come nello spirito del viaggio e della scoperta una volta arrivato sul lago se gli spot non rendono continuo a spostarmi. I carpisti più anziani ed esperti sanno interpretare al meglio questi grandi laghi e i possibili spostamenti delle grosse carpe, le zone di stazionamento e passaggio. E’ in questi casi che si mette in pratica il proprio senso dell’acqua. Oltre a questo, sicuramente ci può aiutare come già detto un buon ecoscandaglio per vedere i fondali, le temperature ed un battiscopio, per vedere sui bassifondali se si capisce una possibile presenza di carpe (sgrufolate, cozze rotte, habitat che possono sembrare ideali per le carpe etc.). Come esche ho sempre con me una buona quantità di boiles ( da 30 a 80 chili a seconda della lunghezza della sessione, anche di più se necessario), un po’ di tigernut ( una quantità nell’ordine di un secchiello da 15-30kg) e del mais misto ad altre granaglie (vedi ceci, nyger, bacche varie per un totale di circa una cinquantina di chilogrammi). Queste ultime di solito le utilizzo i primi giorni che pesco sui nuovi spot insieme alle palline. Questo ultimo mix di “particle” non lo uso sempre ma, a seconda della stagione, di come mi ispira il lago e di come trovo i fondali su cui calare gli inneschi (se pesco su grandi platou o su bassofondali che si allargano fino a 350 – 400 metri è piu possibile la presenza di pesce bianco). E’ sucesso tuttavia che la pesca partisse lentamente e che le carpe presenti fossero un po’ apatiche. Ho quindi utilizzato il mais, il pellet o addirittura sfarinati per portarmi sotto del pesce bianco. Questo incuriosice e mette in movimento anche le carpe. Il pesce mangiando e digerendo le nostre pasture lascia dei sali biliari e delle feci sui nostri spot che attraggono anche le grosse carpe. In questi casi di pesca “mista” uso inneschi generosi (omini 25-22mm o doppi inneschi da 24mm), altrimenti la partenza inaspettata può sempre avvenire. Sugli inneschi solitamente evito le boiles singole e di piccolo diametro affidandomi ad inneschi grossi e montaggi robusti, ami del n°1-2, montati con un fluorine del diametro 0,60 mm o combi – rig formato da fluorine 0,60 mm più un piccolo spezzone di treccia da 30 libbre. Tutto ciò per essere sicuro che, anche in caso di sfregamenti o disturbi, non si rompa o ingrovigli il terminale, tenuto piuttosto lungo da 35 a 50 centimetri. Se sono presenti gamberi non indugio a usare reti e guaine termorestringenti.

L’EMOZIONE DELLA CATTURA

Quando si riesce ad interpretare un nuovo lago e si ha la pazienza di aspettare un’abboccata magari per giorni, una cattura è una grandissima emozione. Un lago, piccolo o grande che sia, può trasmettere emozioni incredibili ma se non lo si ha mai affrontato prima si ha quella sana “agitazione” dovuta a una nuova cattura. Nel momento della partenza e del recupero della carpa (specialmente se si tratta di un bel pesce) si hanno quasi le palpitazioni e si provano forti emozioni. Chi non ha questa passione non lo può capire. Molti pensano che sono sciocco a passare tanto tempo in riva aD un lago o fiume a pescare, ma questo non mi importa perchè queste sensazioni ed emozioni sono uniche e non sono paragonabili a nulla. Ritengo che il carpfishing in questi posti sia una cosa molto intensa e spirituale, che sia una scelta di vita per la quale si fanno moltissimi sacrifici e si dedica la propria vita alla pesca, tralasciando e trascurando alle volte (specialmente se si è “malati”) moltissime cose. Nel momento del rilascio si chiude un cerchio ed è come salutare un vecchio amico che si spera un giorno di incontrare nuovamente e poter salutare con affetto. Ogni luogo che ho frequentato mi ha lasciato qualcosa e, non voglio sembrare esagerato, ma ho lasciato sempre un po’ di cuore in ogni posto. I laghetti comodi e vicini a casa sono ottimi per pescare, ma i grandi laghi con i loro paesaggi incredibili e le loro grosse carpe trasmettono un’attrazione ed emozioni che mi martellano tutto l’anno e per anni tanto che mi spingono a tornarci di volta in volta.

Questa è la magia che può trasmettere il viaggio e la pratica di questa pesca, unica nel suo genere.

Testo e foto di Marco Bertello – Golden Line