CARPFISHING

Carpfishing – Metodo Stick


METODO STICK

L’approccio con lo stick ha acquisito sempre più popolarità. Questa tattica di presentazione, che consente di accompagnare l’innesco con della pastura è particolarmente in voga e costituisce una metodologia vincente di ultima generazione. Nella rete tubolare idrosolubile possono essere inseriti ingredienti di varia natura che dovranno essere preventivamente inumiditi per poterli comprimere al meglio. Occorre confezionare lo stick in modo assolutamente compatto. Un apposito strumento, il “Plunger” (attrezzo specifico di casa ESP/Drennan), permetterà di realizzarlo affinché risulti “duro”. Così fatto, lo stick assolve in toto la sua funzione, andandosi a disgregare solo quando si sarà depositato sul fondo. Con questo sistema non avremo la necessità di inserire una componente legante come ingrediente. A questo punto, analizziamo distintamente le fasi che permetteranno di realizzare “salsicciotti esplosivi” ad hoc.




1) La lunghezza dello stick varia a seconda delle esigenze, dai mini di appena 3-4 cm a quelli che possono ricoprire quasi interamente il terminale da10-15 cm. E’ ovvio che questi ultimi non si addicono per raggiungere le lunghe distanze. Con il pestello ESP si potrà compattare a regola d’arte la pastura; su questo attrezzo di facile utilizzo vi è una scala graduata con la quale sarà più semplice preparare diversi sticks uguali tra loro. Soprattutto potremo realizzarne in modo celere un certo numero aventi, in linea di massima, la stessa dimensione (risparmiando tempo utile). Andremo prima di tutto a riempire il tubo su cui è avvolta la retina idrosolubile, inserendo la quantità di pastura desiderata. Agli sfarinati di vario genere, di media grossa granulometria, farciti con dei micro-pellettati da 1-2-3 mm, possiamo aggiungere delle micro-granaglie, opportunamente asciugate prima di essere inserite. Per rendere il composto ancora più attrattivo è meglio inumidire i componenti con olii, andando ad aggiungere volendo anche qualche ml di CSL. Il tutto andrà poi bagnato, ma con pochissima acqua; nonostante ciò, la mistura di ingredienti dovrà rimanere sostanzialmente asciutta.

2) In seguito si rende necessario comprimere il contenuto all’interno del tubo, utilizzando il pestello. Poi, si procederà alla chiusura definitiva dell’estremità libera della retina solubile mediante un semplice nodo.

3) A questo punto non resta che infilare il terminale all’interno dello stick, servendosi del X-Long Bait Stick Needle (ESP/Drennan): un ago specifico lungo 12 cm.

Piccoli Accessori Indispensabili

Una volta fatta fuoriuscire l’asola dal “salsicciotto” di pastura, è vantaggioso collegarla ad una girella con manicotto o ad un moschettone. Queste quick change swivels consentiranno di ricaricare il finale, eventualmente dopo una cattura, con un altro stick in modo semplice e rapido. Per massimizzare il tempo a disposizione risulta conveniente preparare diversi stick prima della sessione, così da sviluppare un’azione di pesca ancora più dinamica ed efficace. Con lo stick, essendo aerodinamico e sostanzialmente leggero sarà possibile raggiungere distanze estreme. In più, l’impiego dello stick darà un’altra garanzia: difficilmente il terminale potrà ingarbugliarsi durante la fase di lancio. Nel caso in cui non si inglobi la punta dell’amo nello stick e buona norma “coprire” l’amo con schiuma in pva per evitare che lo stesso uncino, nello scendere sul fondo, possa andare ad impigliarsi ad un ostacolo (filamenti d’erba, ecc). Quando si “opera” con lo stick è più funzionale optare per un terminale in fluorocarbon che non sia troppo lungo.

Variabili

Una volta che lo stick si sarà disfatto, lo strato di pastura andrà a coprire una parte del finale rendendo l’inganno meno percettibile, per una presentazione capace di far cadere in trappola anche le più difficili. In certe situazioni critiche, l’inserimento di alcuni bigattini nello stick costituisce una variabile da prendere in considerazione, a patto però che non ci siano nei paraggi dei pesci minutaglia. Tali esche vive, a loro volta, in mezzo alla pastura, contribuiranno a spargerla soprattutto accentueranno gli input attrattivi intorno al boccone vincolato al capello. In commercio si trovano stick mix pronti all’uso già umidificati, tuttavia li sconsiglio in quanto la maggior parte di essi hanno un contenuto rilevante di sostanze conservanti. E’ sempre meglio personalizzare gli stick, tenendo sempre in debita considerazione che il nostro intento con questo metodo sta nel condizionare positivamente i pesci con un minimo di pastura. Per ottenere stick irresistibili, caldeggio l’aggiunta di Pellets Morbidi di Casa Bait Tech, e utilizzandoli magari in combinazione con la SPB – Milo: pastura morbida al mais. Questi “ritrovati” evoluti teneri, oltre a conferire quel quid in più dal punto di vista attrattivo faciliteranno l’operazione di compattatura. Una volta caricato sul terminale il “candelotto di pastura”, ci sta alla perfezione un’ultima “pompata”, andandolo a bagnare con l’additivo liquido pva friendly Super Smog. Approfondendo metodi di adescamento all’avanguardia ed in continua evoluzione si contribuirà sicuramente ad arricchire il proprio bagaglio tecnico.

Convinzione e sperimentazione alla lunga pagano sempre.