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Che Spinadesco! 10 e lode!

Ebbene si, avete letto proprio bene. Spinadesco dieci e lode per la pescosità. Un po’ meno è il voto per il colore dell’acqua,  molto scura, quasi a sembrare stagnante da mesi e mesi, ma l’importante è prendere i pesci. In questo periodo critico per la pesca, che si vede costretta a sperare prima di tutto che gran parte dei suoi agonisti dell’Emilia possano finalmente trovare un po’ di tranquillità dopo i gravi danni del terremoto e poi a fare i conti con un calendario in continua evoluzione. Il terremoto, come tutti saprete ha colpito il cuore della pesca, se parliamo dei campi gara: Cavo Lama, Acque Alte, Bondanello, Ostellato, Fiuma, Fissero, Canal Bianco. Gran parte degli impianti che a giugno – luglio normalmente ospitano decine e decine di gare tra provinciali, regionali e trofei di Serie A. La tendenza sembrerebbe quella di spostare gran parte delle gare nell’odiato-amato Spinadesco, in quel canale Navigabile che divide i pescatori. Spinadesco con poco pesce ma vicino a casa, Spinadesco con poco pesce ma lontano, Spinadesco pescoso e vicino. Per quanto mi riguarda mi schiero da quest’ultimo partito: pescoso, o almeno accettabile, e vicino. Sono impazzito? No, molti di voi mi conoscono e ben sapete come sono solito andare controtendenza e criticare molte scelte. Stavolta no, non critico chi ha deciso di spostare regionali e serie A1 a Spinadesco e molto probabilmente diversi provinciali. Per chi dice che il Canale Navigabile è un canale morto io rispondo con una sola frase: ANDATE IN FONDO A VEDERE LE FOTO.

Due settimane fa ero andato sul canale cremonese a feeder divertendomi; al provinciale a squadre di Piacenza i pesci erano stati presi; gli amici di LBF Calendasco la scorsa settimana si erano divertiti; mio padre in roubasienne sabato i pesci li aveva presi. Direi che sono indizi sufficienti per chiamare Simone e dirgli:

Io: “Simo, martedì sei già impegnato con me per andare a Spinadesco”.

S. : “Spinadesco? Teo ma sei sicuro?”

Io : “Tranquillo, ci divertiamo, ti ho mai deluso?”

S: “Va bene Teo, che Spinadesco sia!”.

Partenza ore 8.30 da Milano, colazione, tappa al negozio Silver Fish di Corsico di Andrea Caruso per prendere le esche e poi via alla volta del campo iridato nel 2008. Ore 11 siamo all’altezza della lapide, all’inizio del campo gara. Io con le canne da feeder, Simone con la roubasienne. Entrambi impostiamo la pescata a 13 metri circa e bastano soli cinque minuti prima che il mio amico e socio incanni la prima breme. Uno a zero. Ma dura poco, con 15 grammi di pasturatore, caricato con la EFG 120 della Marukyu, innescando due cagnotti bianco il cimino della mia Balzer Zammataro MasterPiece II vibra ed è anche per me la prima breme. Sarà così per tutto il pomeriggio, tra breme di taglia media tra 150 grammi e sei etti, diverse carpette che ci è stato detto essere state seminate alcune settimane prima insieme ad altri ciprinidi ed un paio di carassi da più di un chilo. Diversamente dal passato, il canale è sempre stato in continuo movimento, con la corrente che ha obbligato Simone a montare un galleggiante superiore ad un grammo e mezzo e a rimproverarsi di non aver portato con sé una veletta. Abbiamo tentato pure di pescare all’inglese, ma la forte corrente rendeva il tutto molto difficile. In sintesi, una giornata perfetta in un campo gara che presto sarà chiamato ad un tour de force. Forse in gara la pescosità sarà minore, anzi sicuramente lo sarà, però che il pesce sia presente non abbiamo alcun dubbio. Ci rammarichiamo soltanto di non aver potuto mettere la nassa in acqua in quanto il regolamento del campo gara lo vieta; in ogni un centinaio di pesci in due li abbiamo fatti e allo stesso tempo ci siamo presi anche un bel sole, alla faccia dei nostri amici ancora pallidi!

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