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Convegno Fipsas – Gli alloctoni possono essere una risorsa


CONVEGNO FIPSAS – ALLOCTONIA’ – POSSIBILE RISORSA?

La Fipsas (Federazione Italiana della Pesca Sportiva e delle Attività Subacquee) e il mondo della pesca ricreativa si riuniscono a Ferrara, sabato 12 dicembre, alle 14, nella Sala Plenaria di Ferrara Fiere e Congressi, all’interno della 5a edizione del “Carp Show & Specialist”, per parlare dei due temi più caldi e delicati degli ultimi anni che riguardano questo settore: l’alloctonìa e il bracconaggio. Lo faranno con il convegno “Alloctonia: quando può essere una risorsa. Una corretta gestione anche come lotta al bracconaggio”.

Al convegno interverranno: Claudio Matteoli, Presidente Fipsas; Maurizio Natucci, Presidente Settore Acque Interne Fipsas; Marco Trombini, Presidente della Provincia di Rovigo; Andrea Marchi, Sindaco di Ostellato; Luisa Turci, Sindaco Novi di Modena; Alessandro Pagliarini, imprenditore; Ciro Esposito, Presidente Federazione Italiana Produttori Operatori Agricoli Pesca Sportiva; Carlo Romanò, ittiologo responsabile del servizio Pesca nella Provincia di Como; Laura Pisano, Segretario Alleanza Pescatori Ricreativi. Saranno presenti: la senatrice Mariateresa Bertuzzi, Capogruppo PD in COMAGRI 9, l’onorevole Diego Crivellari (PD) membro della Commissione Trasporti e componente del Forum sulla Pesca, Alan Fabbri capogruppo lega nord in Regione Emilia Romagna. Il moderatore dell’incontro sarà Riccardo Galigani, icona della pesca sportiva e volto tra i più noti della tv di settore.

Insieme ad ittiologi, nomi storici della pesca italiana, esperti in legislazione e autorità istituzionali, politiche e federali si parlerà dell’attuale situazione nelle acque italiane, in rapporto alla presenza di specie ittiche non autoctone che, non solo non hanno comportato danni all’ecosistema, ma in alcuni casi sono diventate parte fondante di nuovi equilibri, capaci di rivitalizzare ambienti in difficoltà, apportando addirittura un indotto economico affatto trascurabile. L’altro tema sarà il bracconaggio; negli ultimi 5 anni, infatti, i fiumi del centro nord e in particolare l’areale padano, sono stati oggetto di un bracconaggio strutturato su scala industriale che, secondo le stime dell’Università di Ferrara, solo nel 2014 ha prelevato oltre il 30% dell’intera biomassa presente.