PESCA A FEEDER

Elsa e Browning un binomio assodato


IN ELSA CON BROWNING

Una buona base di partenza per una battuta di pesca è la preparazione meticolosa della pastura. Per questa pescata in Elsa nel campo di gara di Granaiolo (FI), in cui ho insidiato con la tecnica del feeder grossi cavedani, carassi e barbi ho scelto di utilizzare una miscela a base di pane e derivati del mais: la Browning Dutch Danger “Stillwater Surprise”.
Questa pastura si presenta come un mix con un aroma neutro, con un lieve odore di granoturco franto e mollica di pane. La Browning ha infatti pensato questa pastura come “base” da usare cosi come esce dal sacchetto nel caso si vogliano insidiare grossi ciprinidi selvatici, che non sono troppo attratti dagli aromi intensi e spinti, oppure da addizionare con gli additivi aromatizzanti della serie Browning Champion’s Choice Power Additive. In questo caso non ho aggiunto alcunché alla pastura uscita dal sacchetto, ma ho proceduto ad una bagnatura progressiva della pastura con l’aiuto di un trapano. Nell’arco di una ventina di minuti ho raggiunto la consistenza voluta ed ottimale per questo tipo di mix, che è formulato per essere usato in fiumi dalla scarsa corrente, canali o laghi e risulta essere particolarmente assorbente (ca. 500 ml d’acqua/kg). Alla fine del processo di bagnatura la “Stillwater Surprise” si presenta come un composto estremamente soffice e voluminoso (anche oltre 3lt/kg !): l’elevata percentuale di pane e torteau di mais le donano una consistenza “spumosa”, che per essere perfetta, ha bisogno solo di una vagliatura finale, da effettuarsi con attrezzi con maglie di misura non inferiore ai 4 mm. La “Stillwater Surprise” ha al suo interno grosse particles di torteau di mais giallo e rosso, che una volta assorbita la giusta quantità d’acqua assumono una consistenza molto morbida e risulteranno essere dei bocconi succulenti su cui i nostri ciprinidi si tratterranno a banchettare molto volentieri. Per la pescata in Elsa ho scelto di impiegare una canna Browning Sphere Feeder da 12′, una semplice montatura “running rig” ed un cage feeder da 30 grammi. La pesca a Granaiolo si svolge prevalentemente a ridosso della sponda opposta, dove, al riparo della vegetazione riparia stazionano spesso carassi e barbi; le distanze in gioco sono comunque molto contenute : si parla di 25 mt nel punto più largo. Per insidiare questi pesci con la tecnica del feeder è opportuno predisporre una montatura con finale a lunghezza variabile tramite stopper (utilizzabile anche in competizioni con regolamento nazionale), da settare inizialmente sulla 60ina di cm di distanza tra il fondo del feeder e l’amo. Per il terminale opto per un diametro medio, come un buon 0,11 mm su cui lego tramite nodo “Snelling” un amo a paletta del numero 14 o 16 di forma a becco d’aquila; che mi consente di cambiare agevolmente il tipo di esca passando dalla coppia di bigattini, al mais, al lombrico mantenendo comunque ottime capacità autoferranti. Pescando in Elsa dove la profondità raggiunge al massimo il metro e mezzo ed i pesci sono sospettosissimi fare un abbondante fondo iniziale non è una una buona idea: meglio iniziare subito col ritmo normale di pesca, senza eccedere coi tonfi ed i rumori eccessivi e troppo ravvicinati, che rischierebbero di mettere in fuga i pesci senza garantirci concreti vantaggi. Nel cage feeder alterno pastura con una noce di bigattini incollati all’interno, a solo pastura oppure solo bigattini incollati. Le prime catture non si fanno attendere: alcuni barbi e carassi nella prima ora di pesca, poi un calo fisiologico visto l’affollamento del campo di gara. A Granaiolo nel weekend è facile imbattersi nel concomitante svolgimento di competizioni di pesca al colpo, per cui bisogna mettere in conto che i pesci andranno “divisi” anche con gli altri garisti, e che le potenzialità del campo durante i giorni feriali sono molto maggiori. Ma basta cambiare linea ed i furbissimi cavedani, che sono quasi sempre i primi a sopraggiungere e ad ingozzarsi di pastura e di esche iniziano a finire nella nassa. Un grosso esemplare di cavedano (intorno ai 1500 gr.) si dimostra piuttosto reticente ad essere recuperato, ma con la Browning Sphere 12′ non ci sono problemi : questo attrezzo coniuga una precisione di lancio encomiabile ad una capacità ammortizzante insospettabile per un attrezzo leggero ed incredibilmente veloce. Quando il sole è al suo massimo saluto il fiume e me ne torno a casa : anche stavolta Granaiolo non mi ha tradito, con dei prodotti di qualità come le canne Browning ed una pastura a base di pane e mais, dolce ma non spinta come la Browning Dutch Danger “Stillwater Surprise” Granaiolo ci premia anche a feeder, e non solo a roubaisienne o a method.