PESCA A FEEDER

Esclusiva – Intervista a Steve Ringer dopo Olanda 2015


INTERVISTA A STEVE RINGER – CAMPIONE DEL MONDO A SQUADRE 2015

Immediatamente dopo la vittoria a squadre nel campionato del mondo terminato appena una settimana fa, abbiamo contattato ancora una volta Steve Ringer, uno dei punti fermi della nazionale inglese di Tom Pickering che lo scorso anno ha vinto anche il titolo individuali. Gli abbiamo posto alcune domande sul mondiale svoltosi in terra olandese e molto gentilmente ci ha risposto.




1. Prima di tutto complimenti per il terzo titolo consecutivo di campione del mondo (contando i due per squadre e quello individuale). Ti possiamo chiedere di spiegare agli utenti di Fishingmania come ha impostato questo Campionato del mondo il Preston Innovations Team England? Ci puoi anche spiegare come hai pescato nella due giorni di gare?

Abbiamo impostato la pescata su due linee: la prima a 25 metri e la seconda a 39 metri. Per quanto riguarda la linea corta, abbiamo preferito rimanere ad una distanza maggiore rispetto alle altre squadre in quanto durante le prove avevamo constatato che il pesce nel sottoriva risultava abbastanza spaventato, spostandosi di conseguenza più lontano da riva. Sulla linea corta, durante i dieci minuti di pasturazione pesante, abbiamo effettuato una pasturazione consistente con circa un paio di chili di terra di somma al cui interno abbiamo aggiunto 100 ml di fouilles, 100 ml di caster e la stessa quantità di vermi tagliati per creare una sorta di area ben pasturata. La linea lunga ha determinato una pesca molto più di ricerca, dove le poche mangiate possibile risultavano estremamente importanti per l’esito finale della gara. Considerato il fatto che le mangiate erano davvero poche, la scelta della pastura è ricaduta sulla Sensas Magic a cui abbiamo aggiunto un dolcificante per aumentarne il potere attrattivo. Il nostro obiettivo era quello di cercare di prendere un pesce di taglia pescando sulla linea corta, come una breme o un grosso persico, una specie di jolly utilissimo per le sorti del settore. Così è stato in occasione della prima prova quando io ho catturato una breme ed un persico alla corta distanza mentre la stessa cosa l’hanno fatta nella seconda prova Adam Wakelin, Mick Vials e mio fratello Phil con la cattura di una grossa breme.

Per pescare alla lunga distanza ho utilizzato la mia 12-13 Tournament da 12 piedi con un mulinello 4012 TDR su cui ho montato del trecciato dello 0.10 della Guru, il Pulse8 ed uno shockleader da 10 libbre Tournament ST. Per quanto riguarda i pasturatori mi sono avvalso dei Nisa open end in plastica di piccola dimensione da 44 grammi. Finale dello 0.128 di Drennan, su cui ho montato un amo del 16 della serie 18 di Tubertini. Per quanto riguarda la distanza corta ho preferito accorciare la canna utilizzando la 11 piedi della Tournament, sempre con il mulinello 4012 e lo stesso trecciato in bobina, abbassando ad 8 libbre il filo per lo shock leader. Il pasturatore utilizzato è sempre stato un Nisa open end di plastica nella dimensione piccola, ma in questo caso da 28 grammi. Per quanto riguarda amo e finale, non ho cambiato rispetto alla linea lunga.

Gara 1 – Nella prima ora ho catturato due gardon sulla lunga distanza per un totale di mezzo chilogrammo di peso. Successivamente un persico sempre sui 500 grammi ed una breme attorno al chilogrammo ed un piccolo gardon. Pesci questi che sono stati sufficienti per vincere il settore con soli 2.060 grammi.
Gara 2 – Ho passato le prime tre ore praticamente in cappotto senza vedere nemmeno una mangiata, prima di riuscire a catturare un gardon ed un persico in tre lanci. Successivamente sono riuscito a catturare una skimmer (piccola breme) da circa 350 grammi per un totale complessivo di otto etti che sono risultati sufficienti per chiudere il settore in seconda posizione.

2. Quante volte siete andati in Olanda a provare il campo gara?

Come squadra siamo andati un paio di volte prima della settimana mondiale. La prima volta per due giorni per dare una veloce occhiata e capire quale attrezzatura portare. Poi la seconda volta è stata per un periodo di sei giorni in occasione dell’incontro internazionale nel mese di giugno. Lo stesso incontro a cui abbiamo partecipato anche negli ultimi due anni e che ci ha permesso di avere maggiore conoscenza del posto. C’è da ammettere però che la pesca è stata più difficile rispetto alle altre gare a cui abbiamo partecipato.

3. Cosa ne pensi del Canale di Terneuzen? Guardando le classifiche finali, la pescosità non è sembrata molto buona. Forse non era un campo gara adatto per questo tipo di competizione?

Si la pesca era molto difficile ma sono sempre stato dell’idea che in una gara di pesca se una squadra ha degli elementi importanti anche sulla sponda può portare a casa una medaglia. Onestamente credo che le tre squadre che sono salite sul podio hanno capito come pescare nella giusta maniera nei due giorni di gara. Idealmente si, ci sarebbe dovuta essere più pesca trattandosi di un campionato dlel mondo, ma è comunque stato il posto giusto per un mondiale, il quale è risultato anche molto combattuto. Chi ha capito la pesca ha preso i pesci e ha portato a casa un buon risultato.

4. In questa edizione del Campionato del Mondo si sono presentate diverse squadre agguerrite. Alla fine abbiamo trovato in alto squadre non favorite alla vigilia come Francia o Portogallo. Cosa ne pensi di queste due formazioni e delle altre nazioni? Il livello del campionato mondiale di feeder sta salendo sempre di più rispetto al passato?

Ho sempre detto che ci sarebbe stata una squadra che ci avrebbe sorpreso tutto e quest’anno è stata la volta della Francia. Penso che tatticamente siano stati davvero eccellenti nei due giorni di gara e meritano il loro posto sul podio. Il Portogallo, da quello che mi è stato riferito, era molto ottimista sulla propria scelta di pesca e ha impostato la gara sul pesce grosso. Questa tattica di gara non ci è mai sembrata la scelta ideale per puntare all’oro ed effettivamente così si è rivelata, però gli è stata sufficiente per conquistare il titolo individuale. Per quanto riguarda il livello del campionato penso che sarà sempre più alto ogni anno e le squadre acquisiranno sempre maggiore esperienza sia per quanto riguarda i pescatori, sia per quel che riguarda lo staff tecnico. Tutto questo è sicuramente un bene per il futuro di questa competizione.

5. A tuo avviso la vittoria in Irlanda è stata più semplice da conquistare rispetto al titolo vinto in Olanda? E poi, il Team England ha pescato con meno pressione rispetto al passato, quando eravate obbligati a vincere?

Penso che in Irlanda sia stato un po’ più semplice in quanto era una pesca più facile da svolgere, con molta più pescosità. Quest’anno è stato un campo gara molto più tecnico e nonostante si avesse un piano di squadra, bastava sorteggiare un picchetto sbagliare per stravolgere tutta l’impostazione. Quindi in sintesi direi che quest’anno è stato molto più difficile ripetersi in quanto c’erano veramente pochi pesci da catturare. Per quanto riguarda la pressione non credo che qualcuno ne abbia avuta in squadra, mentre c’era molta più pressione in Irlanda prima di vincere la nostra prima medaglia d’oro.

6. Anche quest’anno sei andato molto vicino a conquistare il titolo mondiale (e lo stesso si potrebbe dire per tuo fratello Phil), ma essendoci due settori per zona si è arrivati nella situazione di ben otto agonisti con sole tre penalità. Cosa ne pensi di questa scelta di dividere le cinque zone in due settori?

E’ una domanda molto difficile a cui rispondere. Personalmente preferisco il settore lungo in cui ci si scontra con tutte le nazioni. E’ ciò che accadeva fino allo scorso anno in Irlanda. Dal punto di vista della classifica a squadre, i settori corti impediscono di scontrarsi con tutti e, di conseguenza, di togliere punti ai diretti avversari in almeno tre settori su cinque come accaduto a noi quest’anno. Sul fronte individuale i settori corti portano all’eliminazione di un picchetto esterno, il che potrebbe essere sia un bene che un male per la classifica finale.

7. Qual è il segreto dei successi del Preston Innovations Team England?

Direi il duro lavoro ed un commissario tecnico di altissimo livello come Tommy Pickering. Tom sa organizzarci davvero bene durante le prove, andando a provare ogni aspetto possibile di pesca. Inoltre credo che come squadra siamo molto professionali per il modo in cui abbiamo impostato le nostre sessioni di prove con l’obiettivo di essere sicuri di raggiungere il massimo da tutti. Solo lavorando molto si può escludere ciò che non va bene e trovare la giusta impostazione di pesca. Detto questo penso che la cosa più difficile sarà quella di rimanere sempre in alto alla classifica nel corso dei prossimi anni.

8. Hai utilizzato alcuni prodotti della tua linea, la Ringers, in questi campionati del mondo?

No, non era un campo adatto a quel tipo di prodotti.

9. Per concludere, quando inizierete a preparare il campionato del mondo del 2016 in Serbia?

Se conoscessimo la sede definitiva del mondiale credo che Tommy avrebbe già pianificato tutto il viaggio. Per noi la Serbia dista ben 20 ore di viaggio, quindi non sarà un campo gara facile da andare a visionare spesso. Detto questo, una volta che il campo gara sarà confermato, vedremo di organizzare un viaggio per andare a visionare il campo prima della settimana di prove ufficiali. La Serbia sarà un posto nuovo per noi in quanto è un campo gara in cui non abbiamo mai pescato prima, diversamente da quanto successo invece in Irlanda e a Terneuzen e di cui avevamo già diverse informazioni in merito.

Foto copertina di Flagman.kiev.ua