SPINNING

Esox Idroscalo Mediolanorum


LUCCI D’IDROSCALO

Il mese di gennaio è l’ultimo in cui è possibile andare a “caccia” di lucci, dopo di che inizierà il periodo di chiusura per la frega del più maestoso dei predatori. L’amico Mario del blog walkingontheriverside è tornato nel vicino Idroscalo dopo la fruttuosa uscita a persici di qualche settimana fa ed ha constatato la presenza anche di alcuni lucci, di taglia non troppo grossa, che popolano le acque del “Lago di Milano”. Ecco il suo racconto:




Domenica, giornata biblica del riposo. I giorni di pioggia incessante e di umidità al limite nei quali l’ uso degli scarponi da montagna e dei Timberland impermeabili sono stati d’obbligo per non imbarcare acqua hanno permesso uno spiraglio di luce per una puntata di pesca in un luogo vicino. Ho pensato bene quindi, non potendone più di calzature impermeabili di infilarmi gli stivali verde mimetici da pesca. E quale luogo migliore per pescare, mentre i fiumi sono in piena ed escono dagli argini con il fango limaccioso che non vede l’ora di farti cadere? Naturalmente l’ Idroscalo!

Certo, con le strade che abbiamo, piene di buche, di avvallamenti e, di squarci e di tombini in preda a raptus di identità che sembrano sorgenti d’acqua calda abissali sarebbe necessario un vero fuoristrada. Ma la voglia di bagnare la lenza è tanta dopo una settimana di astinenza che ci si prova anche con una normale Grande Punto con l’ acqua che arriva al radiatore e schizzi d’acqua sollevano grandi nubi di condensa a contatto con la marmitta incandescente…scene da film! Detto questo, arrivato al parcheggio verso le 07:00, orario d apertura dell’ Idroscalo non c’è anima viva. Monto l’ attrezzatura ed inizia la caccia. Umidità al top ed anche l’Idroscalo sembra aver subito la forza della pioggia mentre i fungi sono diventati i padroni del terreno. Il movimento è poco, dopo diversi lanci solo qualche pesciolino viene a farmi visita ma tutto cambia quando intravedo una sagoma chiara su di un letto di foglie scure adagiate sul fondale. Ha due pinne sull’ anteriore ed un muso allungato. E’ un luccio, ed in pochi secondi mi balena l’ idea di lanciare l’esca proprio su quella sagoma. Uno, due, tre, quattro rimbalzi ed ecco che l’ombra inversa, fusiforme si fa avanti, con uno scatto azzanna l’ esca ed il combattimento ha inizio. Tira testate a destra ed a manca, cerca di arrivare in superficie per scuotere la bocca e liberarsi dallamo ma prontamente abbasso la canna e gli tengo il muso in acqua. Per ben tre volte parte fulmineo verso un groviglio di rami sommersi ma chiudo la frizione e gioco di canna. L’ unico pensiero che mi salta in mente è come salparlo dato che quando vado a spinning matematicamente mi dimentico il guadino.Decido allora di scendere e prenderlo con una presa che non avevo mai provato prima utilizzabile con gli esocidi e che non rischia di danneggiare il pesce, la presa opercolare. Ed eccolo finalmente, in tutta la sua splendente maestosità. Effettuo scatti veloci e brevi per azzerare lo stress ed il pesce è di nuovo in acqua. Da notare sono i pori mandibolari che, collegati direttamente alla linea laterale, aiutano il pesce nel percepire i movimenti. Breve riossigenazione ed ecco che si dilegua confondendosi con il fondale.

Certo è che essendo il mio primo luccio anche se non di dimensioni eccezionali è stata, almeno per me, una bella cattura, soprattutto con la lenza di nylon dello 0.23 millimetri. Solo in seguito mi sono reso conto che i denti del predatore avrebbero potuto tagliare il filo lasciandogli l’esca in bocca, ma a pensarci bene, anche non avendo avuto l’ attrezzatura adeguata come avrei potuto non cogliere l’ occasione? D’ altronde se si ha fiducia nell’attrezzatura e nelle montature il provar non nuoce, anzi! Naturalmente con la presa opercolare alla Mr. Canadian sono riuscito a farmi lasciare anche un piccolo regalo. Nei primi 15 minuti di pesca sono riuscito già a “fare la giornata” posso quindi chiudere le canne ed andare a casa ma decido comunque di continuare facendo qualche fotografia e cercando qualche altro pesce. Poche mangiate nelle ore successive e l’ unica degna di nota è di un bell’esemplare in misura di persico reale che non ha resistito su di una bella esca gommosa, neanche fosse stata una caramella Haribo! Altri due o tre black bass ed alla fine posso ritenermi soddisfatto. In conclusione della giornata ci tengo a citare una poesia del poeta Gino Benedetti che ho trovato incisa su un monumento sul lungolago di Desenzano del Garda:

Ringhiere di lago….
C’è un luccio incantato
Fra le alghe,
nell’ acqua specchiata
immobile pietrificato.
Argenteo
Nobile pugnale,
il luccio sogna

Potete vedere tutte le foto dell’uscita di Mario su WALKINGONTHERIVERSIDE.BLOGSPOT