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Feeder di Capodanno in Naviglio Grande

ULTIMA “FEEDERATA” SUL NAVIGLIO

E’ stato un fine d’anno a dir poco travagliato per colpa delle condizioni meteo davvero proibitive. Po, Adda, Ticino, Brembo, Serio, Bormida, Tanaro ed i vari laghi si sono alzati talmente tanto da effettuare delle piene straordinarie per il periodo. Gli scorsi anni, a cavallo tra gli ultimi ed i primi giorni dell’anno, il problema principale poteva essere, caso mai, quello delle ghiacciate mattutine o della neve, fenomeno il primo capitato poche volte mentre la neve ancora non si è vista in pianura.Le alte temperature hanno però cambiato completamente tutto. E allora il problema si è raddoppiato: oltre a trovare un giorno “asciutto”, la necessita è diventata quella di cercare uno spot in cui poter svolgere una pescata, con almeno qualche cattura. Esclusi i fiumi della zona milanese, l’unico corso d’acqua in grado di offrire una discreta pescosità era ed è tutt’ora il Naviglio Grande. In passato ci eravamo già recati su questo tratto alto di Naviglione, dopo aver battuto le zone di Bernate Ticino e Castelletto di Cuggiono. Come quest’estate, quando con noi ci fu Milo, la scelta è ricaduta su Turbigo CLICCA QUI. Come scrissi alcuni mesi fa, il Naviglio Grande a Turbigo è l’unico posto in cui la portata d’acqua è pressoché costante, senza subire delle asciutte durante autunno e fine inverno. Ed è qua che la “banda” LBF Ticino ha deciso di trovarsi per chiudere l’anno in compagnia: il presidente Fabio Mosele con prole, Roberto Franzosi, Davide Garavaglia e Alessandro Pozzi, con la partecipazione in versione “moschettaro” e addetto al guadino di Agostino Fuccillo. Tutti pescatori della zona che ben conoscono le acque del Naviglio ed i suoi pesci. Le forti pioggia dei giorni precedenti hanno innalzato talmente tanto il livello del Lago Maggiore da obbligare l’apertura pressoché totale delle paratie a valle di Sesto Calende, facendo si che il Ticino arrivasse ad avere una portata d’acqua di gran lunga superiore agli 800 metri cubi al secondo. Non i livelli della Grande Piena del 2000, ma comunque ben sopra alla norma. Nonostante ciò, il livello del Naviglio è rimasto uguale, anche se a cambiare è stata la colorazione dell’acqua, normalmente molto limpida e stavolta leggermente torbida. Una velatura anomala, ma molto apprezzata dai presenti, che ha permesso l’utilizzo di diametri più spessi fino ed oltre lo 0.14 mm e terminali da quasi un metro di lunghezza.Per quanto riguarda gli ami, trattandosi comunque di pighi e cavedani, non si è scesi sotto la misura del 18. Per quanto riguarda i pasturatori c’è chi ha optato per i classici cage da riempire con pastura o cagnotti incollati e chi ha preferito i back – up o maggot feeder da 40 – 50 grammi. Ad inaugurare la giornata è stato Fabio con un bel barbo da un chilo e presunto nostrano, catturato però con una tecnica inusuale per il posto: il method feeder. Si pensava potesse essere la “tattica sorpresa” della giornata, ma è rimasto solamente un caso. Potrebbe però essere un’idea da provare prossimamente in altri posti dove la corrente è più morbida. Cavedani, pighi e gardon. Queste sono state le catture effettuate in circa quattro ore di pesca, prima che il sole scomparisse dietro la fabbrica presente alle spalle della sponda, abbassando di almeno 5-6 gradi la temperatura. Una fine di 2013 comunque soddisfacente, come si può vedere dalle foto, per una sezione che il prossimo anno si amplierà con l’ingresso di nuovi giovani soci, molti dei quali parteciperanno sia al Campionato Italiano individuale che a squadre di pesca a feeder con le proprie società di appartenenza.

COME PESCARE A TURBIGO

Da un certo punto di vista, in questo tratto di Naviglio, la pesca non è molto difficile. Da un altro punto di vista è davvero molto tecnica. Forse con il feeder lo è molto di più rispetto alla classica bolognese. Il problema principale è che nel momento in cui il pasturatore si svuota di cagnotti e/o pastura, esso perde gran parte del proprio peso venendo trascinato verso valle. Questo perché la massa di acqua è talmente ingente che per stare completamente fermi con il solo pasturatore servirebbe più di 80 grammi. In più il pesce è esigente, richiedendo di continuo di essere pasturato; anche pescando a ledgering sarebbe opportuno buttare in acqua palle di pastura o retine di cagnotti. Naturalmente retine che devono essere per forza di cose biodegradabili per non inquinare le acque. In caso contrario meglio utilizzare cagnotti incollati con tanta ghiaia di grosso diametro. In questa situazione abbiamo detto che le dimensioni di ami e finali non avevano gran rilevanza a causa della torbidità dell’acqua. Si è trattato di un caso eccezionale. Magari durante i primi lanci si può azzardare un po’, ma dopo non molto è opportuno assottigliarsi sempre di più ed allungare la lunghezza del terminale.

AUTOVELOX

Per chi volesse recarsi a Turbigo, attenzione all’autovelox fisso, tarato a 50 km/h, posizionato sulla discesa appena prima di Turbigo, sulla strada che dall’uscita della Superstrada della Malpensa porta verso il paese.

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