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Feeder e Carpfishing invernale – Quali esche usare?

ESCHE INVERNALI PER LE CARPE A CARPFISHING E FEEDER FISHING

L’inverno è considerato non a torto il periodo più difficile dell’anno per pescare. Magari a feeder si ha qualche chance in più, ma a carpfishing diventa nettamente più dura. Durante questa stagione molto impervia le cose si complicano decisamente, un momento critico dell’anno che non lascia spazio ad errori. Con l’arrivo del freddo le sponde rimangono meno affollate e solo i più temerari mantengono i ritmi anche in questo periodo; affrontare il freddo spesso diventa una dura sopportazione, e bisogna tenere in calcolo anche qualche sonoro CAPPOTTO! Pescando a carpfishing è spesso dietro l’angolo tra novembre e marzo.

Quando la temperatura dell’acqua si abbassa sotto i 10 °C il metabolismo delle carpe si modifica notevolmente in una sorta di letargo che spinge questi pesci ad essere apatici e a rallentare le proprie funzioni fisiche. Come le baffute, tanti altri pesci di mole inferiore si bloccano durante l’inverno, ed è proprio questo il periodo che ci da un’opportunità in più di aumentare la taglia delle catture diminuendone le quantità. Ora più che mai l’importanza dell’esca è fondamentale, saper affrontare nel modo giusto le nostre sessioni è la chiave per raggiungere ottimi risultati. Per questa stagione puntiamo quindi il dito verso esche piccole che richiedano minimo sforzo da parte dei pesci nell’aspirarle e siano in grado di dare energia e non le inducano a bloccarsi ulteriormente, quindi molto digeribili. Vediamo ora le esche che in questo periodo risultano particolarmente proficue, sia per il carpfishing, sia per il feeder fishing:

I bigattini: le grandi proprietà di questa piccola larva di mosca carnaria sono eccellenti. Questo lo si riscontra spesso osservando gli agonisti di pesca al colpo che in tutte le stagioni riescono ad ottenere risultati sorprendenti. Un’esca che scelgo in ogni uscita è certamente questa. Utilizzo spesso quelli presenti in forma colorata per creare non solo un’attrazione data dal movimento degli stessi ma anche visiva, cercare di incuriosire i pesci specialmente quando l’acqua risulta meno torbida. Per la preparazione di un innesco adatto alle presentazioni con i vermi ci aiuteremo legando al posto del capello una piccola maggot clip, disponibile in varie misure. Questo accessorio molto utile è una delle soluzioni migliori per questi casi. Succede spesso con il clima freddo che rimanendo esposti per molte ore all’aria gelida le dita perdano un po’ il controllo. Se vi riesce difficile aprire e chiudere la maggot clip a causa delle falangi indolenzite, un piccolo trucchetto è certamente quello di utilizzare un piccolo ago da cucire nel cui foro andremo a inserire un filo di nylon molto sottile da 0,20 – 0,22 mm, in cui tramite l’ago andremo a infilare alcuni bigattini. Terminata questa operazione non resterà che collegare il tutto all’anellino del nostro rig.

Le pastelle: le esche morbide sono da sempre una delle migliori “armi” per catturare pesci. Fin dai primi anni dello sviluppo della pesca alla carpa la pastella è sempre stata una tra le esche più usate dai pescatori. Quando le carpe faticano a mangiare, l’utilizzo di un’esca morbida può essere la soluzione giusta per dare uno stimolo alimentare al pesce. Presenti in larga scala, le pastelle sono disponibili di vari tipi e vari gusti. Possono essere già confezionate oppure essere realizzate in casa con vari ingredienti e attrattori. Un modo eccezionale per l’impiego delle pastelle è sicuramente quello di coprire la boiles creandone uno strato morbido sopra che andrà a sciogliersi nel breve periodo anche in acqua fredda lasciando una scia attrattiva molto interessante.

Il mais: durante l’inverno l’utilizzo di grandi quantità di mais bollito non è molto consigliato, però nei pressi dell’insidia o in mezzo al method qualche chicco di mais non è sbagliato, specialmente se viene usato come innesco. Diversamente dal granturco bollito, il mais dolce ( quello in scatola per capirci) è una tra le esche che sono veramente ottime con il freddo. Leggeri, morbidi e succosi questi chicchi in mezzo alla pastura saranno di certo molto graditi. Potremo anche realizzare inneschi di mais dolce mettendolo all’interno di una rete in plastica anti- gambero creando un piccolo boccone.

Il pellet: è risaputo che il pellet è un’esca che anche in acqua fredda svolge la sua azione molto velocemente. Non è sbagliato usarlo in questa stagione, anche se preferisco evitare quelli con alto contenuto di oli di pesce appunto perché poco digeribili. Preferisco quindi spostarmi verso pellet di vario tipo, soprattutto quelli piccoli e con alto contenuto di fibre che, se bagnati con un buon booster, creeranno un tappeto molto attrattivo.

Le boiles: personalmente non uso molto le boiles con il freddo però, a volte, sono inevitabili in quelle giornate calde che portano in movimento gli esemplari di taglia piccola. Utilizzo comunque piccole boiles morbide (dai 10 ai 16 mm) che non contengano oli di pesce o altri prodotti grassi difficilmente digeribili in questo periodo. Lascio quindi spazio alla presenza di buoni oli essenziali che, se miscelati ad un emulsionante, hanno modo di espandersi molto bene anche in acqua gelida. Preferisco rimanere su gusti speziati durante tutto il periodo freddo.

Trovarsi ad affrontare situazioni intriganti, come spesso accade nella stagione fredda, aumenta notevolmente il nostro bagaglio di esperienze, ci da un’opportunità in più di tenere in considerazione alcune piccole accortezze che durante altri periodi a volte tralasciamo. Inoltre essere trasportati da paesaggi sensazionali come le gelide albe invernali o qualche fiocco di neve che si deposita sopra le canne aumenta lo stimolo anche nell’affrontare questa stagione di certo non facile.

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