Feeder in Naviglio con Colmic PESCA A FEEDER

Feeder in Naviglio – Presenta Angelo Cantoni e Colmic


FEEDER IN NAVIGLIO PAVESE – ORA SI PUO’!

Feeder in Naviglio Pavese? Si, ora si può! Ideale per il pescatore ed anche per l’agonismo, in particolare per l’area milanese, brianzola e lodigiana. Ma non solo con l’apertura della pesca a feeder in Naviglio si apre di fatto la possibilità di avvicinare all’orbita meneghina le manifestazioni provinciali, ma anche regionali. Il Regionale Lombardo Feeder potrebbe finalmente avere quella gara ad ovest che in tanti auspicavano dopo la caduta di Spinadesco. In questo modo potrebbero anche aumentare le iscrizioni. Meglio ancora se poi questo campionato dovesse diventare qualificante ai campionati italiani. Senza parlare in dettaglio di Milano, il cui provinciale feeder si svolge per due terzi in territorio mantovano. A ben duecento chilometri di distanza. Con la possibilità di pescare a feeder in Naviglio si abbatterebbero i costi e non di poco, oltre che far tornare la voglia di pescare agli agonisti.




Il tratto interessato del Naviglio Pavese sarà quello No Kill della Certosa di Pavia. Un campo gara molto conosciuto dai pescatori della zona per aver ospitato centinaia di manifestazioni di pesca al colpo. Provinciali e regionali lombardi in particolare, oltre a tante altre manifestazioni. Un posto che ha fatto la storia della pesca lombarda ed in particolare milanese.

Ultimamente però è stato abbandonato dalle manifestazioni agonistiche di pesca al colpo. Troppi i disagi legati allo scanottamento della roubaisienne. Ad eccezione di chi lo frequenta assiduamente, molti non ne comprenderanno il motivo di questi problemi. Semplicemente la strada adiacente al canale è per metà pista ciclabile. Nonostante sia solo ciclabile solo per metà, i ciclisti dettano legge. I pescatori non devono invadere la carreggiata con canne e guadini. In caso di “incidente” ad essere in torto sarebbero comunque i pescatori. Una problematica che ha spinto le varie federazioni provinciali, in particolare Milano, ad abbandonare il campo gara pavese. Giust’appunto Pavia continua a svolgere qualche evento provinciale o gare sociali.

Altra incongruenza era legata al regolamento locale. Esclusivamente nel tratto No Kill l’utilizzo del pasturatore risultava vietato. Il motivo ancora sconosciuto. Qualcosa però fortunatamente è cambiato. La decisione è stata quella di liberalizzare la pesca a feeder in Naviglio. D’altronde che si peschi con la roubaisienne o la canna fissa oppure con il feeder non cambia nulla. In questo vascone del Naviglio Pavese è vietato detenere il pesce anche solo nella nassa. Il feeder aprirebbe inoltre nuove possibilità di manifestazioni e maggiori pescatori. Una tecnica che vede l’utilizzo di canne a mulinello da 3,30 metri al massimo che non invaderebbero la sede stradale. Insomma, l’impianto della Certosa di Pavia risulterebbe perfetto per le manifestazioni a feeder.

CARATTERISTICHE DEL CANALE

Questo canale che attraversa tutta la provincia di Milano presenta un’altissima popolazione ittica, oltre che un’alta biodiversità. Carpa, carassio, cavedano, scardola, tinca, alborella, pesce gatto, gardon, pigo, barbo comune europeo persico sole, siluro. Qualcuno dice che siano presenti anche esemplari di breme.

La presenza di vegetazione sulla sponda opposta che si sporge sull’acqua e vegetazione subacquea inoltre aiuta molto il pesce. Inoltre da alcuni anni le erbe sul fondale non vengono più tagliate nel tratto centrale. In questo modo il pesce può rifugiarsi e riprodursi senza problemi. Inoltre il basso livello rende difficoltoso il movimento in acqua degli uccelli ittiofagi.

Il Naviglio Pavese presenta una profondità media attorno ai 110 – 120 centimetri. E’ largo circa quattordici metri e presenta una corrente medio – lenta. Ogni anno viene asciugato nel tratto a monte per circa due mesi e mezzo, prima tra settembre e dicembre, poi tra febbraio e aprile. Un problema che non riguarda il tratto No Kill a monte della Certosa di Pavia in quanto l’acqua rimane sempre. La corrente diminuisce, il livello scende di quaranta centimetri, ma la pesca è consentita, oltre che essere più tecnica.

Come si può vedere dalle foto la sponda è molto comoda, con la macchina parcheggiata tre metri alle spalle della propria postazione. Sponda in erba, non ampia ed obbligo di guadino da almeno quattro metri.

IN PESCA CON COLMIC

Per parlare del Naviglio non potevamo che chiedere aiuto ad un grande conoscitore di questo corso d’acqua, oltre che grande amico personale e di Fishingmania: Angelo Cantoni. Un agonista di esperienza pluriennale, nato e cresciuto in un paesino vicino a questo canale ed agonista dell’Oltrarno Colmic. I cavedani del “Pavese” non hanno segreti per lui utilizzando la roubaisienne. Da quando ha appeso la “francese” al chiodo per dedicarsi al ledgering, Angelo non era più tornato su queste sponde. Ora finalmente può farlo. E gli sono bastate poche settimane di pesca per capire molte cose del feeder in Naviglio.

Per prima cosa, l’utilizzo del cage. Impossibile da usare nei mesi caldi. Troppo alta la presenza di minutaglia tra alborelle e piccole scardole. La quantità di pesce nel Naviglio Pavese è aumentata a dismisura non venendo più tagliata l’erba. Sicuramente un’ottima notizia. Per questo la scelta è stata quella di evitare l’utilizzo della classica gabbietta e della pastura.

Meglio passare su qualcosa di più nutriente e che selezioni la taglia. Mais, bigattino e pellet da innesco. Il primo ed il terzo come innesco ed il secondo per la pasturazione, da incollato naturalmente. Come pasturatore, il pellet feeder che molto spesso si utilizza in carpodromo. Sono due le tipologie di pellet feeder che propone Colmic. Uno per la pesca con pastura e pellet, l’altro appositamente realizzato per l’incollato. Il suo nome reale è Sticky Maggot Feeder. Un nome che spiega immediatamente il suo utilizzo. Realizzato da Colmic per la pesca al cavedano e barbo, risulta micidiale in ambienti di questo tipo su tutte le specie. In particolare le carpe.

Lo Sticky Maggot Feeder presenta al’interno un piccolo bordo perimetrale per trattenere il bigattino ed impedire che si stacchi nel lancio. Inoltre presenta il corpo forato per far diluire la colla una volta in acqua e rilasciare i cagnotti e l’innesco. Innesco, costituito da mais/pellet che Angelo ha preferito inserire nel Pellet Feeder.

A proposito dell’innesco pellet, la scelta è ricaduta sulle novità 2016 della linea Scrape: le Dumbell e le Mini Boiles. Due opzioni nella versione Lime – Menta e Mais perfette per molte specie nel momento in cui c’è frenesia alimentare ed il classico mais non basta più. La versione da 8 e 10 millimetri, innescata con il classico anellino in gomma è la soluzione ideale.

Per quanto riguarda la canna, Angelo ha portato una canna di potenza come la Next Adventure. Un prodotto particolare che coniuga leggerezza, eleganza e riserva di potenza. A volte potrebbe non essere sufficiente in Naviglio, in quanto sono presenti delle carpe di taglia decisamente Extra, Extra Large impossibili da portare a guadino pescando a feeder. E’ però grazie alla Next Adventure se Angelo è riuscito anche a catturare qualche cavedano sul chilogrammo di peso. Naturalmente la pesca del cavedano in Naviglio ve la mostreremo nel periodo invernale. Ne vedremo delle belle!

Passiamo alla pescata. Alla fine pescare a feeder in Naviglio è molto semplice. La zona di lancio è sempre oltre la tre quarti, il più vicino possibile alla vegetazione subacquea o sotto gli alberi. Più ci si avvicina alla sponda opposta, più aumentano i rischi. La mangiata della carpa è violenta. Non si può abbandonare la canna con l’esca in acqua. Nel caso di partenza è appurato che la stessa canna finirebbe in acqua. Si parla di pesci selvatici, sani e combattivi.

Una volta iniziata la pescata è necessario aspettare almeno una ventina di minuti che il pesce si abitui ad entrare in pastura. Una volta attaccata una carpa è scontato che poi sarà necessario aspettare che il rientri nella propria zona di pesca. Il movimento creato da un pesce da almeno un chilogrammo ed il combattimento prima di venire a guadino disturba gli altri pesci in zona. Non solo carpe enormi e cavedani però. Pescando con un piccolo chicco di mais ed il classico bigattino si può effettuare una pescata di velocità su carassi da 100-150 grammi, carpe da 100 grammi, scardole da 30 a 1500 grammi e pesci gatto fino  200 grammi. In più la sorpresa è rappresentata dalla tinca, presente nel Naviglio Pavese anche di taglia superiore al chilogrammo.

Il Naviglio Pavese alla Certosa di Pavia ben si presta alla pesca a feeder nonostante larghezza e profondità ridotte. Nel periodo invernale lo affronteremo ancora, con un approccio completamente diverso. Che dire se non, bentornato Naviglio!