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Feeder salato ad Acciaroli con Colmic e Giancarlo Asquitti

FEEDER IN MARE CON COLMIC E GIANCARLO ASQUITTI AD ACCIAROLI

Dopo una fantastica stagione agonistica con l’Oltrarno Colmic passata tra fiumi, laghi e canali, è tempo di cambiare un po’ ambiente e tentare fortuna nelle acque salate. In mare ogni periodo può essere buono per differenti tipologie di pesci e questi giorni in cui il freddo non è proprio pungente, passare qualche ora dalla diga di qualche porto è la scelta migliore per scaldarsi un pochino e provare ad insidiare pesci di scogliera o zone limitrofe come cefali, triglie, saraghi e magari anche orate. Spot prescelto per questa mattinata di pesca a feeder in acque salate è stato il porto di Acciaroli, ridente località campana situata a pochi chilometri da Castellabate e famosa per essere la location di alcuni film tra cui Benvenuti al Sud. Il porto che ci ha “ospitato” è un porto turistico con ormeggiate barche di piccola dimensione. Il fondale non supera i quattro metri di profondità e le tecniche più utilizzate oltre al feeder sono la bolognese e la canna fissa, anche se non mancano pescatori che adoperano la roubaisienne quando le condizioni lo permettono, considerando tra l’altro la banchina larga.

Giornata a dir poco fantastica sotto l’aspetto meteorologico, con un magnifico sole quasi primaverile ad accompagnarci nelle ore di pesca. Lo stesso purtroppo non si può dire della giornata piscatoria, con catture ben al di sotto delle aspettative rispetto a quello che di solito offre la location. Dopo aver individuato la zona di pesca che a mio avviso sarebbe potuta essere l’ideale per calare il pasturatore, inizio a montare la mia attrezzatura, rigorosamente targata Colmic: una Next Adventure da 3,90 mt ed una Next Adventure da 12 piedi con casting 90 grammi. Entrambe le canne sono state montate con pasturatori block end da 20 e 30 grammi, mentre come terminale ho preferito rimanere abbastanza ultra light con un metro e mezzo di fluorocarbon King Colmic da 0.10 mm, abbinato ad un amo del 18. Considerando la solita diffidenza dei pesci di mare, mi è sembrata saggia la decisione di sfruttare la bobina montata con un sottile trecciato ed abbinato ad un quiver da 1 oncia in fibra di vetro per ovviare alle sensibilissime toccate delle mormore e dei cefali che popolano la zona.

Come già detto giornata difficile per la pesca a causa della bassa marea che ha influenzato il pesce nelle prime ore di pesca, impedendo di fatto di vedere alcuna mangiata. Solamente dopo un paio d’ore, attorno alle 10, un impercettibile movimento del vettino mi ha fatto portare a riva la prima mormora della giornata. Un buon segno per la pescata, al punto che da li a poco si sono iniziate a vedere strani movimenti che purtroppo non hanno portato i risultati sperati. Considerando l’assenza della marea mi sono permesso di abbassare ulteriormente la grammatura del pasturatore, scendendo fino a 10 grammi, per cercare di rallentare la caduta verso il fondale e diminuendo ancora lo spessore di terminale ed amo. Idea più che azzeccata visto che appena il pasturatore tocca il fondale la canna si piega. Uno dei tanti cefalotti di Acciaroli si è lasciato ingannare dalla mia modifica. Nei minuti successivi anche altri cefali di piccola – media taglia vanno a fare compagnia alle altre catture in nassa. Ci sorprende tutti però la cattura di un’insolita aguglia da circa una trentina di centimetri che, viaggiando più in profondità del normale, si lascia ingannare dall’innesco. Probabilmente le temperature non ancora così basse fanno si che qualche aguglia continui a girare nel sottoriva. La giornata continua con un susseguirsi di alcune catture, anche se non sono quelle che mi aspettavo. Poco male, il cappotto è stato comunque salvato e qualche pesce è stato catturato dall’alba al tramonto. Molto caratteristici gli ultimi minuti di pesca all’imbrunire, con le luci del porto e le luminarie da Natale che fanno da cornice ad una magnifica giornata di pesca passata in compagnia di ottimi amici. Sicuramente il porto di Acciaroli non è per niente semplice da affrontare, ma questo è un valido motivo per ritornarci una seconda volta, magari con qualche nuovo prodotto da feeder targato Colmic.

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