PESCA AL COLPO

Una Fiuma povera per l’inizio della Serie A1


INIZIO SOTTOTONO PER LA A1 IN UNA FIUMA POVERA E DIFFICILE

Al Campionato Provinciale di Milano di una settimana fa, a causa della bassa pescosità, in molti pensavano che fosse stata posizionato appena prima del Trofeo di Serie A1 di pesca al colpo appositamente per preparare il pesce ad una competizione di livello maggiore, per far si che oggi si potessero divertire. Ed invece cosa si trova? Una Fiuma completamente ferma per oltre due ore e mezza ed il livello più basso di almeno un metro rispetto al normale. Una situazione dettata dal maltempo scatenatosi qualche giorno prima e della paura di alluvioni nell’area emiliana. Un allerta che potremmo definire molto discutibile considerate le belle giornate degli ultimi due giorni ed il Po in piena, ma assolutamente non straordinaria. Già a partire dal primo maggio le notizie non erano affatto buone, con la pescosità quasi vicina allo zero che metteva già in previsione una gara in cui per vincere sarebbero bastati al massimo quattro – cinque pesci o una delle bremone della Fiuma. Ed effettivamente così è stato. Le poche breme portate alla bilancia hanno fatto molto la differenza e in molti settori la vittoria è andata a chi è riuscito a catturare una decina di pesci tra le ore 10 e 13 di oggi 4 maggio. In molti casi la differenza è stata fatta da chi ha deciso di partire fin dall’inizio con la canna all’inglese, pescando distante dalle cannette al massimo un metro. A dir la verità, in alcuni casi anche chi davanti alla propria postazione non aveva le cannette ma una “spianata”, è riuscito a vedere qualche mangiata portando in nassa dei carassietti. Per quanto riguarda la roubaisienne, per qualcuno è stata la tattica vincente per spigolare quei pochi (pochissimi a dir la verità) pesci necessari per riuscire a salvare il piazzamento. Ad ogni modo la tattica vincente si può dire che è stata nell’80% dei casi la “britannica”, se utilizzata nella giusta maniera. Nella poca pescosità, anche saper pasturare con una certa frequenza ha dato i suoi risultati, dando maggiore importanza alla pastura piuttosto che ai cagnotti. Il controsenso vuole però che, nonostante fosse consentito il ver de vase, i carassi preferivano attaccare un boccone che presentava oltre a due – tre fili di ver de vase, anche un cagnotto, vivo o morto a seconda delle situazioni. Un fattore che dimostra quanto il pesce comunque abbia voglia di “ciccia” e che quindi abbia fame. E’ stato comunque desolante camminare per il campo gara vedendo catturare non più di dieci pesci in tre zone da sessanta agonisti ognuna; alla fine è significativa la media pro capite di 800 grammi. Insomma, della gara ci sarebbe poco da raccontare se non le solite cose: non si è capito niente della pesca da fare. Roubaisienne? Buona per cercare qualche pesce all’inizio e, se non si crede nell’inglese, morire a 13 metri. Canna all’inglese? Chi era davvero capace a pescarci ha fatto risultato, per altri (ebbene si anche in Serie A1) solamente una tecnica diversa dalla canna ad innesti. Bolognese? Al provinciale milanese in diversi ci avevano pescato, con le condizioni attuali serviva poco o nulla e solamente un 5% l’ha preparata senza usarla. Fouilles? Bella domanda. Chi lo ha messo in pastura ha visto qualche mangiata in più dettata anche dalla presenza di alborelle in alcuni casi. Chi non lo ha usato ha preso lo stesso i pesci. Di ver de vase e cagnotti già ne abbiamo parlato. Anche stavolta il verme ha garantito diverse catture.




Della gara in sé abbiamo parlato, arriviamo al dunque. Quest’anno il livello della Serie A1, diventata il secondo campionato a squadre per importanza, è davvero alto, come non accadeva da tanti anni, ma anche in una Fiuma come questa non sono mancate le sorprese con squadre destinate a combattere per la promozione arrancare nella seconda pagina della classifica. A vincere questa prima tappa in terra reggiana, issandosi di conseguenza in testa alla classifica progressiva è stata la squadra pavese dell’Acqua Azzurra Team Milo con 9 punti a pari merito con la Nuova Lloyd Colmic, seconda solo per i risultati peggiori. A confermare l’ottima impostazione di gara della società brianzola il sesto posto in classifica della squadra B con 13 punti. Sul gradino più basso di questo virtuale podio troviamo la società de Le Groane Maver con dieci penalità, che per un attimo ha accarezzato la possibilità di fare due trofei di giornata consecutivi tra Provinciale di Milano e Trofeo di Serie A1.

Da sottolineare l’ottimo lavoro dell’organizzazione da parte della società Il Vairone Maver nonostante non si trattasse di una competizione a cui partecipano per differenze geografiche. Oltre a controllare in modo impeccabile il regolare svolgimento della gara, sono stati rapidissimi nel stilare le classifiche assieme al Giudice di Gara nazionale Fernando Landonio, al punto che non erano ancora presenti i pescatori alla pubblicazione di tutte le classifiche, di settore e di giornata.

Vorremmo spendere le ultime parole sulla nuova modalità di premiazione, da molti definita una vera e propria buffonata. Le prime squadre classificate non ricevono più nessuna targa di riconoscimento ma, in compenso, vengono spesi dei soldi per realizzare delle insulse medagliette di latta senza valore da consegnare ai primi tre di settore. Insomma, non solo l’eliminazione dei premi di settore come gli scorsi anni lascia scontenti praticamente tutti, ma la consegna di questa “medaglie” lascia ancor più perplessità su queste nuove modalità, facendo anche si che al raduno siano presenti sempre meno pescatori. Che sia stata forse una mossa per “velocizzare” il ritorno a casa degli agonisti una volta finita la gara?

Il prossimo appuntamento sarà al Cavo Lama l’8 giugno, sperando che questa volta il canale non presenti problemi e sia pescabile, differentemente da quanto successo per il Regionale Lombardo, con la prima prova rinviata a causa dell’abbassamento di livello e l’aumento della corrente del Cavo.

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