SPINNING

Foss Fishing con Predatori & Prede


A SPINNING CON PREDATORI & PREDE – SPAZIO AL FOSS FISHING!

Negli ultimi tempi la pesca a spinning sta subendo diverse alterazioni del proprio nome a seconda dei posti nel quale viene svolta. Comuni a tutti sono le terminologie di Street Fishing per le pescate nel bel mezzo dei centri abitati e Rock Fishing in mare dalle scogliere. Ed allora abbiamo pensato anche noi di sviluppare una nuova tecnica di pesca che in Veneto è già praticata: il Foss Fishing! A dir la verità il merito di questa idea è da attribuire all’amico Stefano, uno dei due titolari del negozio Predatori & Prede di Casale Monferrato. Stefano è un grande appassionato di spinning e, bisogna ammetterlo, anche un ottimo esperto. Black bass, luccio, perca, trota, aspi, siluri. Tutto ciò che riguarda i predatori da insidiare con esche artificiali è di sua competenza. Inoltre abbiamo avuto il piacere di avere con noi ad accompagnarci Andrea Capolino, gestore del già recensito lago I Giardini di Terrasa, dedito soprattutto alla pesca ai predatori come black bass e lucci. Ed allora perché non effettuare una pescata anche in Lomellina, dove i fossi abbondano e, a quanto pare, anche il pesce?




Il Foss Fishing si pratica prettamente in stretti canali e fossetti larghi non più di cinque metri, che nel periodo primaverile – estivo vengono utilizati dall’agricoltura per l’irrigazione dei campi. Per questo motivo hanno anche delle portate d’acqua maggiore rispetto al periodo invernale. Come potete vedere dalle foto infatti gli spot che abbiamo battuto risultano molto bassi e con una portata d’acqua limitata, con un minimo di corrente. La vegetazione sulle sponde è molto presente, al punto che risulta essere un ottimo segnale per la presenza di pesce, risultando un sicuro rifugio per tutte le specie. Quando si pratica questa pesca nei fossi è estremamente importante studiare a fondo il corso d’acqua che si vuole battere, cercando di individuare i punti in cui potrebbero esserci degli ostacoli sul fondo ed una profondità maggiore. Di norma il fondale è facilmente distinguibile utilizzando degli occhiali polarizzati, ma quando si fa fatica a vederlo allora significa che si è raggiunto il posto giusto per calare la propria lenza. Sapendo di dover andare a spinning, l’idea è quella di imbattersi in predatori come perca, lucci, siluri magari. Ed invece il bello del foss fishing è che non si sa mai cosa si può attaccare. I predatori come luciperca e cavedani non mancano, ma sono anche tante le carpe di grossa dimensione ed i barbi comuni europei. Due specie quest’ultime che difficilmente si potrebbe pensare di catturare pescando con esche artificiali, ma in realtà non bisogna stupirsi più di tanto. Determinati pesci considerati non predatori, come per l’appunto carpe e barbi, una volta raggiunta una certa dimensione hanno bisogno di un maggiore apporto di proteine. Motivo questo che li spinge a cacciare piccoli avannotti se necessario. Strano? Mica tanto se pensiamo che non è inusuale catturare le scardole pescando con rotanti o dei crank od ancora è possibile catturare i gardon con il vivo mentre si pescano i pesci persici sui grandi laghi prealpini. Ed allora non bisogna stupirsi se la prima cattura della giornata è stata effettuata da Stefano e si trattava di uno stupendo esemplare di barbo comune stimato oltre i due chilogrammi e che si è interessato all’esca siliconica utilizzata. A seguire è stata catturata una bella carpa ed un’altra ha combattuto per alcuni minuti prima di slamarsi. Di norma la pesca in questi ambienti si svolge prevalentemente con esche siliconiche come shad da 5 a 10 centimetri, montati su teste piombate tra i 6 ed i 12 grammi. La pesca è molto semplice: una volta lanciato in acqua, il piombo raggiunge molto velocemente il fondale essendoci non più di 100 centimetri di acqua. A questo punto il gioco sta nel far saltare l’esca sul fondo, imitando un vero pesce in difficoltà. I movimenti devono essere lenti in quanto barbi e carpe non sono dei veri e propri predatori e attaccano solamente quando vedono che hanno delle possibilità. Non a caso la mangiata del barbo e della carpa è stata quasi impercettibile, non c’è stata una vera e propria afferrata. Personalmente quando ho attaccato la carpa ho sentito duro, come se avessi attaccato il fondo, con l’unica differenza che il filo ha iniziato a muoversi. Non molto diverso è il discorso dei perca. La mangiata anche in questo caso non è proprio violenta, ma si capisce molto bene quando sta per mangiare. Prima si sente una tocca, come se si attaccasse una cannetta e successivamente vi è l’attacco vero e proprio, cioè dopo che ha preso in bocca tutta l’esca. Ne ha avuto la prova Andrea che dopo diverse ore di camminata in giro per i fossi lomellinesi, è riuscito a portare a riva e a portata di macchina fotografica uno stupendo esemplare di Lucioperca stimato oltre i tre chilogrammi, forse anche quattro. Il pesce che mancava è che ci voleva proprio in questa uscita a spinning nei fossi.

La pesca nei canali non è affatto semplice come può sembrare. Come sempre quando si pesca a spinning, la parola d’ordine è rischiare. Rischiare di lanciare nel punto più lontano, rischiare a lanciare vicino a degli ostacoli sul fondo, rischiare l’artificiale per riuscire a prendere un pesce. Queste sono le basi del Foss Fishing. Per il resto è sufficiente armarsi di pazienza e muoversi tanto per i canali e per le strade in modo da trovare il posto giusto dove calare la lenza ed effettuare delle catture.

COSA ABBIAMO USATO

Ovviamente tutti i prodotti utilizzati li potete trovare nel negozio fisico di Predatori & Prede a Casale Monferrato od online al loro sito e-commerce www.predatorieprede.it

Come già detto, per quanto riguarda gli artificiali ci siamo avvalsi di shad siliconici; quelli della Savage Gear, chiamati Cannibal Shad, si sono rivelati ottimali, montati ovviamente su testine piombate della stessa ditta. Ma testine piombate anche di altre marche vanno benissimo. I Cannibal sono quelli che hanno dato maggiori risultati in una giornata comunque non molto fruttuosa dal punto di vista delle catture, anche se non sono da sottovalutare gli Impact Fat. Per quanto riguarda le canne è importante che si utilizzino canne robuste in grado di competere con pesci importanti, ma allo stesso tempo molto sensibili in punta per gestire al meglio le esche utilizzate. Per dover di cronaca la canna di Stefano era una Crony Aggress 701 mh, un prodotto presente da Predatori & Prede come molti altri prodotti della ditta cinese Crony.

Non possiamo fare altro che ringraziare tutto lo staff di Predatori & Prede ed in particolare Stefano Covizzi, che è stato così gentile da portarci a vedere qualche nuovo posto top secret e mostrare a tutti gli utenti di Fishingmania come si pratica il Foss Fishing. Prossimamente ci saranno tanti altri nuovi articoli di pesca a spinning proprio grazie a Stefano e a Predatori & Prede che li realizzeranno appositamente per Fishingmania. Voi però non dimenticate di fare un salto sul loro negozio online www.predatorieprede.it