PESCA A FEEDER

Girone Nord Feeder – Difficile gara a Spinadesco


A SPINADESCO LA 3° PROVA DEL GIRONE NORD FEEDER

Siamo arrivati al 26 luglio, data da segnare sul calendario per molti feederisti in quanto si è trattata della giornata in cui i tre gironi qualificatori all’italiano a feeder hanno svolto la terza e conclusiva tappa. Per il Girone Nord, dopo le gare di Adria e Ostellato, come lo scorso anno la gara conclusiva si è svolta sul Canale Navigabile di Spinadesco. Il canale cremonese non è stato molto benevolo, regalando una pescosità decisamente bassa, ma alla fine era una notizia abbastanza scontata questa. Sono mesi che parliamo del Navigabile e sono mesi che continuamo a dire che la pesca è in continua evoluzione. Di certo c’è da dire che molto ha condizionato il pesante caldo delle ultime tre settimane, che ha riscaldato a dismisura l’acqua rendendo decisamente apatico il pesce, specialmente quello di taglia medio – piccola. Non è stata una gara come quella dello scorso anno, tutt’altro. Nel 2014 erano diverse le alternative di pesca, tra cui anche quella al pesciolino, con qualche pesce di taglia in determinati picchetti. Quest’anno il pesce piccola era pressochè assente, ma forse ciò era dettato anche dal fatto che la maggior parte dei presenti avevano deciso fin da subito di tentare di portare in nassa breme, carassi e carpe a partire da un chilogrammo di peso. Ed effettivamente così è stato, ma il campo gara di Spinadesco è risultato ancora molto suddiviso in zone. Il campo di questo Italiano feeder girone Nord ha avuto inizio da Ponte Manola, ovvero dal ponte di Spinadesco occupando tutto il pezzo delle Piantine fino al Ponte di Cavatigozzi, per così dire la quarta zona oltre la sbarra. Come già avevamo constatato in occasione del Regionale Lombardo di pesca al colpo di qualche settimana fa, quest’ultima è stata la zona in cui qualche pesce in più è uscito, anche se sono stati diversi i concorrenti che hanno chiuso la gara con meno di cinque pesci. Diverso il discorso per i primi settori, in cui il pesce è stato decisamente assente e dove le carpe hanno fatto la differenza in tutto e per tutto. Tanti di questi ciprinidi si sono infatti mossi durante questa manifestazione, ma anche questo era un fattore che in tanti avevano già individuato durante le prove. L’unico problema era quello di: 1. Riuscire a trovarle e soprattutto 2. Portarle a guadino. Diverse le carpe tra uno e tre chili che sono state presentate alla pesa, insieme a breme oltre il chilogrammo di peso ed i vecchi carassi di Spinadesco, ma tante sono risultate le carpe attaccate e basta, talmente grosse da rompere anche terminali oltre lo 0.18 mm di spessore. Uno Spinadesco davvero difficile e irriconoscibile rispetto allo scorso anno, ma non è giusto attaccare il campo gara come inadeguato per un gara di questo tipo. Purtroppo la situazione generale non è per niente bella, visto che a Piantamelon il pescato è al di sotto dei due chili per pescatore, Ostellato conosciamo la situazione, in Fissero ci sono pochi pesci e tanti siluri ed i laghi di Mantova non regalano una buona pescosità da mesi.




Dopo tre gare, di cui solo due valide, primo assoluto di questa particolare classifica è risultato Massimiliano Tacchetto del River Club Padova Tubertini, primo di cinque atleti con due penalità ed in testa alla classifica grazie al peso complessivo. Gli altri con sole due penalità sono Moreno Pandini della Castelmaggiore Maver, Cristiano Barbaro del Team Crevalcore, Daniele Goria del CPT Barriera Nizza e Davide Rallo del Fishing Club L. Mella Trabucco. Per quanto riguarda i qualificati alla prima prova della Fiuma del campionato italiano individuale c’è da aspettare ancora del tempo visto che al raduno c’è stata diversa confusione sul numero esatto di qualificati.

Purtroppo anche in questa gara bisogna sottolineare il problema della assenze. Qualcosa non va in questo format, dove si tengono valide solo due prove su tre, dando la possibilità di scartare un risultato. Con questa modalità sono stati in diversi coloro che non si sono presentati alla gara conclusiva di Spinadesco. Il problema è uno solo: perchè organizzare campionati provinciali e regionali senza valore di qualificazione e poi organizzare tre prove di selettiva? Non sarebbe meglio fare come nella pesca al colpo, dove dai campionati provinciali ci si qualifica direttamente alla prima prova eliminatoria e poi alle tre gare del campionato italiano? Mancanza di numeri? Errore. Con l’obbligo dei campionati provinciali, sicuramente ci sarebbe la possibilità di aumentare il numero di partecipanti macinando meno chilometri (ovviamente escludendo i carpodromi).

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