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I ragazzi della Leonessa Brescia al Mondiale: Matteo Bordiga

Sono poche le società di pesca che decidono di lavorare con i giovani, facendoli crescere e dando loro fiducia nelle competizioni a squadre. La Leonessa Colmic di Brescia è una di queste poche società che da molto importanza al settore giovanile al punto che in pochi anni ha portato diverse presenze in campo internazionale con i propri ragazzi convocati dalle nazionali giovanili di pesca al colpo e, di conseguenza, partecipanti al campionato del mondo.

Partecipazioni che hanno portato anche ad un oro mondiale a squadre con Matteo Bordiga in Portogallo nell’edizione svoltasi in Portogallo nel 2009. Per il 2013 Matteo sarà ancora un componente della nazionale di pesca al colpo, questa volta nella categorie under 23 e, per quella under 18 sarà presente Filippo Beltrami, un’altra giovane promessa che in occasione degli scorsi campionati italiani ha portato a casa la medaglia d’argento di vice campione italiano. Li abbiamo intervistati per conoscerli un po’ meglio.

 

 

MATTEO BORDIGA

Passiamo ora a Matteo Bordiga, ormai un veterano alla sua terza partecipazione mondiale.

Ciao Matteo, grazie anche a te per la tua disponibilità. Hai 21 anni, quindi hai ancora un paio di anni nelle categorie giovanili e sappiamo che peschi per la Leonessa Colmic di Brescia. Quando hai iniziato a pescare per la prima volta e quando ti sei dato all’agonismo?
Ho iniziato a pescare all’età di 5 anni. I primi anni di pesca mi sono cimentato principalmente nella pesca alla trota, soprattutto nei torrenti della valle Sabbia o in laghetti artificiali vicino alla mia città. In quegli anni penso di aver sperimentato tutte le tecniche di pesca alla trota: infatti ho pescato prima a spinning e a mosca, poi ho iniziato a pescare con le esche naturali, utilizzando una teleregolabile nei torrenti e pescando a bombarda e a piombino nei laghetti. Mi sono avvicinato alla pesca al colpo all’età di circa 11 anni, ed inizialmente ho fatto un po’ fatica, poiché vengo da una famiglia di non pescatori motivo per cui ho dovuto comprare tutta l’attrezzatura un pezzo alla volta sacrificando tutti i miei piccoli risparmi! A quell’età ho conosciuto Sergio, che ha iniziato a darmi una grossa mano prestandomi la sua attrezzatura per molte gare e, soprattutto, accompagnandomi sempre a tutte le competizioni. Sono certo che senza questo suo indispensabile aiuto non avrei mai partecipato a gare così importanti! La prima gara a cui ho partecipato è stata una gara sociale della mia società, in un laghetto chiamato Giardinetto vicino a Brescia, ricordo che bisognava pescare dei piccoli carassi con la roubasienne alla massima lunghezza consentita (che a quel tempo era 14,50 mt) con una lenza con 2-3 metri di bandiera. Purtroppo la canna era molto pesante, troppo per la mia giovane età al punto che, nonostante vedessi molte mangiate, non riuscivo mai a ferrare in tempo concludendo la mia gara in cappotto. Ricordo che ci rimasi molto male!!
La prima gara di livello nazionale a cui ho partecipato è stato un campionato italiano nel Cavo Lama all’età di circa 12 anni. Si trattava di una delle prime gare a cui partecipavo; andai al provare il venerdì precedente alla gara ma, essendo poco esperto, il sabato non riuscii a montare in tempo tutta l’attrezzatura e le lenze che avevo preparato non erano ben tarate. Il risultato ovviamente non fu buono. Finita la gara rimasi sul canale fino alla sera per rimontare tutto. Alla seconda prova ero riuscito a montare tutto molto tempo prima che iniziasse la gara. Ero pronto per pescare e per fare bene. Ed effettivamente alla fine feci veramente bene, concludendo terzo battuto solamente da due ragazzi che avevano catturato delle grosse carpe.

Qual è il tuo campo gara preferito, quello che meno ti piace, la tecnica che prediligi e il pesce che pià ti piace pescare?
Procedendo con ordine, non ho un campo gara preferito perché mi piace pescare in qualsiasi posto, naturalmente l’importante è che si prenda molto pesce. Dal punto di vista paesaggistico non ho dubbi nel dire che il più bello sia il Mincio a Peschiera. Il colore dell’acqua è semplicemente fantastico! Mi reputo un pescatore abbastanza polivalente e mi piace molto pescare all’inglese pesci di discrete dimensioni come le breme, soprattutto perché per catturarle è necessario essere molto precisi con la pasturazione. Motivo questo che mi fanno dire che è la breme il pesce che preferisco insidiare maggiormente. Si fanno dei buoni risultati solamente se si riesce a dare il massimo nella pasturazione.

Facci un breve riassunto del tuo palmares.
Nel 2006 campione provinciale di Brescia e decimo assoluto al campionato italiano giovani.

Nel 2009 terzo assoluto al club azzurro under 18 e campione del mondo a squadre under 18 al mondiale svolto in Portogallo.

Nel 2010 secondo classificato assoluto al 25° Memorial F. Pasinetti, vincitore del club azzurro under 18, terzo assoluto al campionato italiano individuale under 18 e componente della nazionale under 18 ai mondiali in Fissero.

Nel 2012 nono assoluto al campionato italiano under 22.

Nel 2013 terzo assoluto al club azzurro under 23 e convocato in nazionale.

Per te è ormai la terza esperienza mondiale se non sbaglio. In quale categoria pensia che sia stato più difficile essere convocato e perché?
Si è il mio terzo mondiale. La categoria in cui è stato più difficile esser convocato è sicuramente l’under 23, poiché il tasso tecnico che è stato raggiunto in questa categoria è veramente altissimo. I ragazzi sono veramente molto preparati e molti di questi partecipano ai campionati a squadre più importanti d’Italia ottenendo anche ottimi risultati. Il lavoro svolto dalla federazione in questi ultimi anni secondo me è stato veramente utilissimo per tutti i ragazzi; negli anni sono state fatte numerose attività che hanno fatto crescere molti giovani pescatori come, ad esempio, gli stage di selezione per la nazionale o la scuola di pesca federale, che si teneva ad Umbertide, sotto la guida del grandissimo Franco Bisi.

L’under 23 arriva da due mondiali difficili, pensi che ci sia maggiore pressione su di voi?
Non lo penso assolutamente perché sono convinto che la nostra nazionale possa vantare uno staff tecnico veramente eccezionale. Ci sono veramente poche nazionali giovanili che vengono seguite da campioni di fama internazionale come la nostra, tutto questo è un ulteriore stimolo per fare meglio. Inoltre la pesca è uno sport in cui la sfortuna, a volte, gioca dei brutti scherzi.

Come giudichi la squadra? Quali sono i punti deboli e quelli forti a tuo avviso?
Penso che la nostra squadra sia estremamente competitiva, e soprattutto formata da pescatori polivalenti oltre che da ragazzi veramente stupendi. Questo ultimo aspetto, a mio avviso, è molto importante perché è necessario avere un gruppo molto compatto per affrontare un mondiale in un posto a noi sconosciuto. E’ necessa
rio il contributo di tutti durante la settimana del mondiale per ottenere un bel risultato e capire la pesca vincente il prima possibile.

Qual è il tuo obiettivo nella pesca?
Penso che il mio obbiettivo sia molto simile a quello che spinge un qualsiasi pescatore a partecipare a una competizione ovvero vincere il più possibile. Mi piacerebbe soprattutto riuscire a vincere un altro titolo mondiale, perché è il risultato più emozionante che si possa ottenere.

Vuoi ringraziare qualcuno per essere arrivato dove sei arrivato?
Beh, le persone da ringraziare sarebbero un’infinità! In primis devo ringraziare la mia società che ha sempre fatto tutto quello che poteva per aiutare i ragazzi nelle competizioni. Un altro grande ringraziamento va fatto all’instancabile Sergio Maifredi, che sicuramente è stata la persona che ha maggiormente creduto nel settore giovanile, investendo molto tempo e risorse per seguire i ragazzi. Ben poche società possono vantare una figura che apporta un simile aiuto! Devo anche ringraziare il mio sponsor tecnico, la Colmic, che mi aiuta sempre a prepararmi al meglio per le competizioni più importanti e infine la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto economicamente e moralmente durante tutti questi anni.

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