PESCA AL COLPO

Il punto sui giovani con Maurizio Teodoro


Siamo qua al tavolo con Maurizio Teodoro davanti al computer per analizzare le classifiche degli ultimi campionati italiani. Negli ultimi cinque anni sei stato il commissario tecnico della nazionale under 14, portando a casa risultati importanti e andando a podio quattro volte su cinque, conquistando due ori e due bronzi, oltre a medaglie dal punto di vista individuale.

Tra le tue mani in nazionale sono passati almeno una ventina di ragazzi, oltre ad almeno una cinquantina che hai visionato durante gli stages del club azzurro. Dal 2008 a questa parte, molti di questi ragazzi hanno avuto una crescita strepitosa, facendo un salto di qualità significativo e conseguendo negli anni risultati di primissimo piano.

E’ abbastanza immediata la crescita dei ragazzi dopo aver partecipato agli stages di selezione ed esser passati per la nazionale. Ma questo non è soltanto merito del sottoscritto; avveniva in passato quando alla guida della nazionale Ragazzi vi era Franco Bisi. Sono sicuro che allo stesso Franco abbia dato molto orgoglio sapere di ciò, considerando la passione che ci metteva. E allo stesso modo inorgoglisce anche me. Se andiamo ad analizzare la classifica degli italiani under 14 di quest’anno vediamo che i primi classificati sono stati scelti per la nazionale negli ultimi due anni. Veronesi ha vinto ed era nazionale 2012, Aguzzoli è stato in Francia con me e ha sfiorato il podio individuale, Corradi Gianluca è stato nazionale lo scorso anno ed al quinto posto si è classificato Signorin che già da un paio di anni è nel Club Azzurro con ottimi risultati oltre ad essere nazionale 2013. Tutti questi ragazzi avevano già delle grandissime qualità che sono state amplificate dopo tutto il lavoro della federazione. In questo momento ci sono io a gestire questo lavoro e mi riempie di grande orgoglio. Veronesi, campione italiano 2013, è stato con me in Slovenia nell’anno forse più disgraziato per la stagione agonistica italiana a causa del terremoto che ha condizionato tutte le gare, non permettendomi di lavorare al meglio sui ragazzi e, di conseguenza, puntare dritti ad un podio. Se qualcuno pensa che sia una scusa si sbaglia di grosso: vedere i ragazzi in azione solo due volte è un dato di fatto. Francesco quest’anno non è stato scelto in nazionale per una questione che non vado a sottolineare. Posso solo dire che quest’anno c’erano diversi ragazzi meritevoli di vestire la maglia azzurra e ho motivato la mia scelta parlando molto con lui. Questa “non scelta” è stata da stimolo per Francesco, che non ha mollato, si è preparato al meglio e ha vinto il titolo. Ha voluto dare la sua dimostrazione di forza. Francesco (come tutti gli altri ragazzi) nell’ambiente della nazionale ha imparato a non demoralizzarsi, ha imparato che non esiste solamente il campionato del mondo come manifestazione dove dare tutto, ha imparato che ogni gara è importante e bisogna affrontarla al meglio. Così ha fatto e ha vinto l’italiano. Sono contentissimo per lui e so quanto quest’anno se lo sia meritato. Forse i ragazzi non lo sanno, ma io mi informo sempre sul loro andamento durante le competizioni, anche se sono passati di categoria.

Secondo è arrivato Aguzzoli, nazionale ai mondiali 2013 nei quali si è comportato benissimo, sfiorando il podio individuale. Il terzo sul podio è un altro ragazzo che ha pescato per me in nazionale in Slovenia, Corradi Gianluca. Al quarto posto si è classificato il fratello di quest’ultimo, Corradi Cristian, che è giovanissimo e sarà sicuramente una promessa per il prossimo anno. Infine Signorin, azzurro in Francia, bravissimo a concludere il settore della domenica al secondo posto durante i mondiali e che ha sfiorato il podio italino con un primo ed un terzo di settore. Piazzamenti notevoli. E qui stiamo parlando solo dei primi cinque. Scorrendo la classifica arriviamo alla decima posizione dove troviamo Zagli Andrea, anche lui giovanissimo ma molto promettente. Appena dopo Ferrazzo Giacomo, anche lui nazionale quest’anno. Insomma, ci sono diversi ragazzi molto piccoli e che sono un sicuro “investimento” per il futuro.

Passiamo di categoria. Negli under 16 vediamo delle belle notizie. Al secondo e terzo posto due nazionali del passato e a scorrere altri tuoi ragazzi che hanno fatto sempre fatto bene.

Anche in questo caso non posso che essere contento. Usellini è un ottimo pescatore ed una sicura promessa che non può che far bene in futuro, considerando quanto è seguito da Simone Donetti e dalla società in cui si trova ora (Sommesi Hydra ndr), la quale sta lavorando benissimo con i giovani. Ma un orgoglio mio personale è aver dato uno stimolo a Luca (Armiraglio ndr) a ricalcare la passione agonistica di suo padre Giancarlo. Quando l’ho scelto in squadra è stato per le doti tecniche che gli ho subito riconosciuto e che ha migliorato ed affinato in questo ultimo anno. Il secondo gradino del podio è il risultato dei dodici mesi post nazionale. Se lo scorso anno non avesse avuto quella bravura dimostrata nell’unico stage e se non fosse stato scelto per andare in Slovenia, forse non avrebbe avuto alcuno stimolo a migliorare. Questo non posso saperlo, ma so di certo quanto abbia giovato al ragazzo l’esperienza azzurra. Quest’anno ha fatto un’annata strepitosa, andando a vincere anche con la propria squadra il Campionato Regionale Lombardo. A mio avviso questo salto di qualità è stato determinato sia dal lavoro della federazione, sia dal mio lavoro. Si, perché lavorare con i ragazzi può sembrare semplice, ma in realtà è forse più difficile che stare con i più grandi. Io mi auguro vivamente di avergli dato lo stimolo giusto e che abbia una carriera agonistica fantastica. Sono proprio contento e sono certo che la scelta che ho fatto con il mio staff nel 2012 sia stata la mossa giusta. Bravo Luca!

Al terzo posto si è classificato Gianmaria Ghisini. Ha vinto il campionato del mondo a Pisa finendo terzo sul podio individuale. C’è poco da dire con un palmares così. Gianmaria è un ottimo pescatore e si ripropone anche nella categoria superiore. Poi c’è Paglia. Massimiliano è un vero e proprio talento situato in una società fantastica dove gli vogliono bene e fanno di tutto per farlo crescere al meglio. A differenza di molti altri ragazzi lui è proprio talento, in quanto non ha una base tecnica come possono averla altri ragazzi con i genitori agonisti. Stesso discorso per Marchetti Maicol che, svelando alcuni segreti, alcuni anni fa fu il mio cruccio non essendo riuscito a portarlo ai mondiali a causa della presenza di altri ragazzi meritevoli. In quell’occasione avevo parlato con il suo accompagnatore e con lui stesso ed ero molto dispiaciuto per non averlo portato in nazionale. Era un ragazzo davvero bravo e degno di indossare la maglietta dell’Italia. Non ha mollato e sta avendo degli ottimi risultati, nonostante abbia la “difficoltà” di lontananza, chiamiamola così, abitando nel Centro – Sud. Poi ci sono Lelli, Salvi, Liverani, Acquati, Tamagnini, Tabasco. Di quest’ultimo si può fare una menzione particolare avendo vinto in passato due campionati italiani consecutivi. Lo seguo molto come seguo tutti i ragazzi, informandomi sul loro andamento ogni domenica.

Passiamo agli under 18, ultima categoria che puoi analizzare in quanto negli under 23 non c’è ancora nessun ragazzo che è passato da te.

In questa categoria troviamo giovani che sono stati nazionali nei miei primi due anni da ct come Zagli, Lorenzetti e Missaglia. Sono particolarmente affezionato a questi ragazzi perché è stato praticamente il mio primo anno, quando in Portogallo giungemmo terzi. Andare a podio all’estero vi garantisco non è affatto facile ed equivale ad una vittoria. Non ci sono delle pesche semplici, molte sono completamente diverse da quelle che abbiamo in Italia e ti misuri con le altre nazionali partendo da zero. Naturalmente i locali hanno sempre un leggero vantaggio, anche se guardando il passato non è sempre così in quanto ci sono stati casi in cui i padroni di casa hanno buttato letteralmente al vento questo vantaggio. Zagli è uno dei migliori pescatori in circolazione. Ques’ultimo, insieme a Matteo Lorenzetti, lo portai in nazionale da giovanissimo, quando ancora non aveva compiuto i 13 anni. Mi dispiace per Arturo Missaglia che è arrivato ai piedi del podio e che, anche nel suo caso, portai da piccolissimo al mondiale. Un dato di fatto è che sui primi quattro della classifica generale, in tre sono passati dalla nazionale. Ciò deve dare stimolo a tutti gli altri, perché fare parte della nazionale e di uno stage ti fa crescere, soprattutto dal punto di vista comportamentale e mentale.

Vorrei sottoporti ad una questione a cui bisognerebbe dare un occhio di riguardo: 24 concorrenti nell’under 18, 31 nell’under 16 e 38 ragazzi nell’under 14. Considerando il passato quando in due sole categorie si faceva il tutto esaurito con 230 presenze totali, senza contare tutti quelli che rimanevano fuori dai campionati provinciali, non pensi che la pesca stia passando un periodo di crisi dal punto di vista delle categorie giovanili?

Hai perfettamente ragione e dividerei la risposta in due: sia parlando dei numeri di cui tu parli, sia parlando dal punto di vista della qualità. Partiamo da quest’ultimo punto. Certamente siamo andati incontro ad un periodo di crisi per diversi fattori; le gare sono sempre più costose e richiedono un grande impegno. Questo però è dettato dal fatto che il livello tecnico medio dei ragazzi si è alzato notevolmente in quanto molti ragazzi partecipano a Club Azzurro e Campionato Italiano, oltre naturalmente alle competizioni a squadre. Rimanendo sempre nell’ambito della “qualità”, bisogna sottolineare come l’Italia sia divisa in due, con la maggior parte dei pescatori al Nord, dove peraltro è concentrata la stragrande maggioranza dei campi gara. Se devo essere sincero sarei molto curioso di sapere cosa ci possa essere al di sotto dell’Umbria e sarebbe bello se si potesse fare qualcosa per vedere all’opera i ragazzi delle regioni del Centro e del Sud, magari organizzando delle manifestazioni in campi gara di quelle zone.

Parlando dal punto di vista dei numeri è un problema non indifferente. Prendendo come esempio il provinciale di Milano, in passato ricordo che vi era un livello altissimo, oltre 30 concorrenti e con diversi ragazzi che hanno partecipato a delle edizioni del campionato del mondo. Adesso la situazione è cambiata, con il provinciale che a fatica raggiunge le dieci unità e molti ragazzi appartenenti ad un’unica società. Ecco, io credo che bisognerebbe pubblicizzare molto di più l’attività giovanile a livello mondiale ed italiano perché le riviste specializzate danno poco spazio. I signori che gestiscono queste cose preferiscono dare più spazio agli adulti piuttosto che alle attività giovanili. Un ragazzino che va a pescare è un patrimonio importante e deve sentirsi, diciamo, coccolato, essere considerato importante. Se invece vede che di lui non gliene frega niente a nessuno, allora sarà più facile che smetta di pescare. Io gradirei che le riviste specializzate, con meno puzza sotto il naso, andassero un po’ di più a parlare con chi conosce i retroscena e i sacrifici che vengono fatti dalle famiglie per portare i ragazzi a pescare e a fare le gare a questo livello, che ci ha portato tantissime medaglie negli ultimi vent’anni, senza continuare a dare risalto solo ed esclusivamente alla nazionale maggiore che hanno già i loro migliori. i ragazzi convivono con le difficoltà dello studio, che naturalmente deve arrivare per primo o dell’impossibilità di muoversi da solo. Bisogna fare promozione. Non dico partendo dalle scuole, perché sarebbe pura utopia, però almeno dare maggiore visibilità a personaggi che sono stati dei maestri per questi ragazzi come Bisi e come me anche. E devo ringraziarti Matteo perchè tramite Fishingmania cerchi sempre di dare spazio alle attività giovanili, interessandot spesso sull’andamento di Club Azzurro, campionati italiani, provinciali e mondiali. Inoltre in questi ultimi anni mi hai cercato spesso per avere il mio parere su queste competizioni e sulle nazionali che sceglievo. Sono contento di poter dare il mio contributo a risaltare questi ragazzi. Spero che in futuro sia ancora così. Non cambiare mai la politica del sito sulle attività giovanili!

Beh, è un piacere sapere che il mio e nostro lavoro viene apprezzato. Non preoccuparti, in futuro cercheremo di dare sempre maggior risalto alle attività dei giovani, contando anche sul tuo aiuto che è veramente prezioso. Siamo felici di poter collaborare con te. Questa lunga intervista/analisi direi che è quasi arrivata alla sua conclusione. Per terminare, vorresti ringraziare determinate società che credi stiano lavorando nella direzione giusta con gli under 18?

Assolutamente si. Ad essere sincero è un discorso vecchio e vorrei svelare un aneddoto. Io personalmente sono sempre stato aiutato a partire dalla Cannisti Taliedo, prima di passare alle società forti tra cui Longobardi e Lenza Emiliana, prima di mollare ad alto livello per un discorso di stimoli. Queste società vanno ringraziate perché a modo loro cercano di aiutare i ragazzi. E andrebbero ringraziate tutte quelle società che ho conosciuto nell’arco degli anni da commissario tecnico. La Pescatori Padovani, la Salso Marlin, la Casumaresi, ultimamente la Sommesi si sta muovendo nella giusta direzione e poi ancora il Barbo a Milano. C’è da ringraziare tutti i componenti di queste società in quanto spesso sono persone che non hanno alcun legame di parentela con i ragazzi a portare questi a pescare, prendendosi l’impegno di seguirli e dedicargli gran parte del proprio tempo per insegnargli le cose basilari e migliorare. E seguire un giovane non si tratta affatto di tempo perso. Se il ragazzo viene seguito bene non tradirà mai la fiducia riposta in lui, regalando solamente soddisfazioni