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In Adda con Acqua Azzurra e Milo

A PESCA IN ADDA CON I PRODOTTI MILO ED IL NEGOZIO ACQUA AZZURRA

L’Adda nel corso degli anni abbiamo imparato a conoscerla sempre di più, specialmente nel tratto immediatamente a valle del Lago di Como, sia sui campi gara di Lecco, sia a Trezzo d’Adda, sia in prossimità dell’abitato di Spino d’Adda. Posti ricchi di pesce, ma con una condizione dell’acqua completamente diversa da quella che si può ritrovare nel tratto di fine percorso. Si intendono naturalmente gli ultimi chilometri prima della foce in Po, a partire dalla cascata di Pizzighettone. Un tratto che fino a tre anni fa vedeva una presenza costante di pescatori provenienti da ogni parte del Nord Italia, dal Piemonte alla Toscana, che spesso ripiegavano sull’Adda quando il Po ad Isola Serafini non era pescabile. Barbi e breme erano e sono le specie predominanti in questa zona, le quali hanno sempre richiesto un alto quantitativo di cagnotti e pastura. Servivano inoltre canne decisamente robuste, al punto che molti negozi di pesca non vedevano l’ora che arrivasse il periodo invernale per riuscire a vendere bolognesi e canne fisse da fiume. Le cose sono però poi cambiate quando il Parco dell’Adda ebbe l’idea di chiudere l’accesso alle sponde alle macchine. Multe su multe per chi si avventurava sull’argine dell’Adda o lasciava parcheggiata l’auto in zone vietate, senza naturalmente sapere di essere in contravvenzione. Un problema andato avanti per alcuni anni finchè quest’anno il Parco ha fatto dietrofront, riaprendo l’accesso ai pescatori. Ma dopo tanti anni di abbadono, il pesce sarà presente oppure no? Per rispondere alla domanda ci ha pensato l’amico Paolo Grignani che negli ultimi giorni di caldo di settembre ha pensato di farci un giro assieme ad alcuni soci della propria società, la Acqua Azzurra Bassa Lodigiana Team Milo. Paolo non è nuovo alle nostre pagine e molti di voi se lo ricorderanno per essere il titolare di un importante negozio di pesca situato a Villanterio, nel pavese, il cui nome è Acqua Azzurra. Un negozio ricco di prodotti che tratta un gran numero di tecniche a partire dalla pesca al colpo, il vero e proprio cavallo di battaglia, ma anche tanta pesca a feeder e trota lago, oltre allo spinning e tutto ciò che serve per la pesca al siluro. Vista la posizione, è situato ad una ventina di chilometri dal Po ed a meno di trenta chilometri dall’Adda. Ecco allora che Acqua Azzurra diventa uno dei negozi più adatti per le pesche “gravose” in fiume, dove è d’obbligo avere a disposizione un’attrezzatura necessaria per tirare i grossi barbi europei che popolano quelle acque. Detto ciò, non servirebbero tante parole per capire che il pesce nel tratto terminale dell’Adda è ancora molto presente, è sufficiente guardare le foto. La protagonista di giornata è stata la bolognese, anche se uno dei presenti ha pensato di buttare giù una canna anche con il pasturatore. Si potrebbe pensare che quest’ultimo abbia portato la maggior parte delle catture, ma così non è stato perché la cara e vecchia bolognese è ancora in grado di regalare grandi emozioni e soddisfazioni. Naturalmente tutti i prodotti utilizzati in questa giornata di pesca sono stati quelli targati Milo, che è una delle aziende maggiormente presenti nel negozio Acqua Azzurra per ovvi motivi di sponsorizzazione della società di pesca al colpo e feeder.

Trovandosi in condizioni ottimali per la pesca, l’Adda negli spot occupati non presentava una grande profondità, più o meno compresa tra due e tre metri. Condizione questa che ha permesso l’utilizzo di una canna bolognese non più lunga di sette metri, ideale per gestire i barbi presenti in questa zona. Pesci di taglia non esagerata, ma abbastanza grossi per mettere comunque a dura prova tutta l’attrezzatura. E’ stata l’occasione per mettere in azione una delle Bolognesi Red Fifty Milo appartenenti per l’appunto alla linea Red Fifty, quella del cinquantesimo anniversario di Milo, su cui è stato posizionato uno degli ultimi mulinelli 2015 di Milo, il Sif 35. Poca profondità, ma corrente abbastanza sostenuta anche a causa del livello del fiume in calo dopo alcuni giorni di pioggia che avevano sporcato l’acqua. Per questo motivo è stato necessario utilizzare dei galleggianti Clarius di Milo di grammature comprese tra 8 e 12 grammi. Prima ancora di mettersi in pesca Paolo & co. hanno effettuato una massiccia pasturazione sia con cagnotti che, soprattutto, con pastura optando per una classica di casa Milo ovvero la Special Barbo mischiata con la Special Mincio. Due pasture storiche dell’azienda milanese che non tradiscono mai le attese quando si pesca in acqua corrente, grazie soprattutto al forte aroma di formaggio e la presenza al suo interno sia di pane che di crisalide. I barbi, si sa, sono pesci combattivi, che tendono a tirare fin dal primo momento che si attaccano all’amo. Essendo dotati di un apparato boccale molto robusto, in grado di aprire diverse tipologie di amo, risulta necessario armarsi di conseguenza. E’ stata l’occasione giusta per mettere in mostra i Drennan Wide Gape del 14, un amo dal filo molto forte, forgiato, dalla punta rientrante ed affilata chimicamente. Un amo che presenta il gambo corto e storto per evitare le slamature di pesci di taglia. Inutile dire che i terminali utilizzati non abbiano avuto delle dimensioni molto sottili, ma di almeno 0.14 – 0.16 millimetri. La maggior parte delle catture portate in nassa era costituita da barbi di dimensione variabile tra poche decine di grammi ed un chilogrammo di peso, una taglia bene o male giusta per il periodo di fine estate. Salvo forti piogge che portano ad un aumento del livello del fiume, è da questo momento in poi che inizia la vera e propria stagione dei “big” in Adda e Po da catturare sia con la bolognese, che con la tecnica del feeder.

Tutti i prodotti citati nell’articolo li potete trovare presso Acqua Azzurra a Villanterio sulla statale della Valtidone. Per maggiori informazioni consultare anche http://www.acquaazzurranews.it/

TUTTE LE FOTO – CLICCA QUI

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