PESCA AL COLPO

Intervista a Tommaso Usellini, campione italiano under 16!


Come tutti voi saprete, nel week end appena trascorso si sono assegnati diversi titoli italiani di pesca al colpo tra cui anche quelli giovanili. Tra i nuovi campioni italiani c’è anche un giovane ragazzo di 16 anni che è cresciuto sulle sponde del Sesia, Tommaso Usellini.

Tommy da alcuni anni è nell’elite della pesca giovanili ed è sicuramente una promessa per il futuro, grazie anche agli insegnamenti del suo “maestro” Simone Donetti. Dopo essere stato campione provinciale di Milano e campione regionale con il Barbo Trabucco di Cormano, dal 2013 è passato alla Sommesi Hydra in una squadra giovane per partecipare al Campionato Regionale Lombardo. Gli abbiamo fatto qualche domanda sul suo week end di gare.

Complimenti Tommy! Dopo i campionati Regionale Lombardia e Provinciale di Milano finalmente l’alloro più importante, il titolo di campione italiano, una maglia difficile da conquistare. Raccontaci il tuo week end di gare, partendo dalle prove dei giorni precedenti.

Grazie mille. E’ proprio una bella soddisfazione. Già dal venerdì durante le prove abbiamo visto che i pesci rispondevano alla pasturazione di cagnotti in colla e per questo motivo abbiamo deciso di impostare tutta la gara del sabato. Mattina del sabato in cui l’Arno si è presentato con una corrente un po’ più sostenuta rispetto a venerdì, motivo per cui ho iniziato la gara con un galleggiante da 20 grammi, alimentando solamente con incollati ed innescandone 5/6 su un amo del n. 8/10. Dopo la prima ora i pesci sono diventati più sospettosi, quindi ho preferito alleggerirmi fino ad 8 grammi. Una mossa azzeccata visto che il ritmo è tornato quella della prima ora, senza mai diminuire fino alla fine della gara. Finisco la gara facendo l’assoluto con ben 40 chilogrammi di peso. Visto il risultato della prima prova ho preferito non cambiare niente nella gara della domenica, ripetendo esattamente le stesse cose e migliorando addirittura il peso finale facendo ancora una volta l’assoluto con ben 43,280 grammi.

Non c’è che dire. Due gran belle pescate a confermare quanto sia difficile l’Arno specialmente dal punto di vista della tenuta fisica. Ad essere sincero, c’era qualcosa che ti preoccupava nell’affrontare l’Arno?

Effettivamente l’Arno è un fiume veramente difficile dal punto di vista sia fisico che mentale. Mi preoccupava molto il campo di gara visto che era la prima volta che ci pescavo, mentre diversi degli altri ragazzi lo avevano già visto e ci avevano già pescato negli scorsi anni durante il mondiale a Pisa. Una paura che alla fine si è rivelata infondata visto il risultato finale.

Un paio di anni fa in Fiuma hai sfiorato il podio e ricordo di averti visto molto giù di morale poco prima della premiazione. Sei dell’idea che ti abbia fatto bene una “sconfitta” di questo tipo?

Eh già. In Fiuma avevo proprio sfiorato il podio di pochissimo e mi è davvero dispiaciuto, ma quel genere di sconfitte mi hanno insegnato molto per gli anni a venire, specialmente a non arrendermi mai perchè la gara dura tre ore. Un’eternità. Se credi in quello che fai prima o poi sarai ripagato non solo nella pesca, ma anche nella vita.

Obiettivi futuri?

Per il futuro ho in mente solo di andare bene a scuola, che è la cosa più importante e di continuare con la pesca che è una passione fantastica in grado di darmi grandi soddisfazioni.

Vuoi dedicare la vittoria a qualcuno o ringraziare qualcuno per questo risultato?

Assolutamente si. Voglio ringraziare due persone. La prima è mia mamma che mi ha dato la disponibilità non solo economica per fare queste gare importanti. E poi il mio grande amico Simone Donetti che oltre a portami a queste gare, grazie alle sue conoscenze mi ha permesso di arrivare dove sono ora. Infine c’è una persona a cui vorrei dedicare questa vittoria ed è mio padre, che è mancato qualche tempo fa e purtroppo non è qui a festeggiare con me.

Grazie Tommaso per il tuo tempo a rispondere a queste domande ed ancora complimenti ancora. Spero di poterci rivedere al più presto per una pescata assieme e soprattutto di vederti indossare un’altra maglia azzurra (non solo di campione italiano) in futuro.