PESCA AL COLPO

Intervista a Massimo Ardenti, 3 volte campione del mondo Veterani


MASSIMO ARDENTI RACCONTA TUTTA LA SUA SODDISFAZIONE PER IL MONDIALE VINTO

Nessuna nazionale italiana ed europea in generale nell’ambito della pesca al colpo è mai riuscita a fare ciò che i nostri veterani hanno realizzato nell’arco degli ultimi cinque anni: tre ori, un argento ed un bronzo a livello di squadre, senza considerare anche le medaglie individuali. Una nazionale composta da pescatori che dopo aver fatto la storia nella categoria senior, la stanno facendo anche negli over 60. A guidarli in questo vero e proprio cammino trionfante c’è sempre stato un solo commissario tecnico, il 56enne Massimo Ardenti. Il nostro ct quest’anno ha avuto la fortuna di guidare la propria nazionale sul fiume di casa, nella città dove è nato e di vincere la medaglia d’oro. Una fortuna capitata a pochissimi, tra cui Jacopo Falsini che nel 2000 conquistò il titolo a squadre ed individuale sull’Arno a Firenze. Pochi minuti dopo la certezza della vittoria, abbiamo trovato Massimo Ardenti davvero stravolto per la settimana appena conclusa e soprattutto dopo aver atteso per interminabili minuti il risultato dell’ultimosettore, quello che avrebbe deciso il mondiale e gli abbiamo fatto alcune domande.




Prima di tutto complimenti per la vittoria Massimo. Bisogna dirlo, la vecchia guardia non delude mai! Negli ultimi cinque anni avete vinto tre ori, un argento ed un bronzo. Non è stata però una passeggiata o sbaglio?

Non sbagli affatto. E’ stata durissima. Onore agli inglesi che non muoiono davvero mai. Si può dire che loro sono cattivi, sportivamente parlando però sono sportivissimi e sono molto bravi. Sapevamo che la pesca in Tevere che avremmo affrontato sarebbe stata favorevole alle loro caratteristiche. Nella prima prova abbiamo fatto un capolavoro tattico ed oggi abbiamo ripetuto la stessa pescata però c’è stata una situazione un po’ anomala. Questo perché l’acqua è andata a crescere invece che calare e questo ci ha portato ad un approccio diverso. Ieri abbiamo menato forte, mentre oggi abbiamo cercato di contenere gli inglesi.

Avevate già capito durante le prove della settimana quale sarebbe stata la vostra impostazione per le due gare o avete preferito andare più ad intuizione, specialmente considerando che ogni settore era diverso dagli altri?

Onestamente abbiamo fatto la stessa condotta di gara. Nel settore di Natale Bagarello la condotta alla fine ha portato all’impoverimento quasi totale della pesca in generale, mentre invece nel settore di Galigani, il quale ha portato un bellissimo secondo posto di settore, la pesca è durata fino alla fine. Certo, un po’ di rammarico per Riccardo perché nonostante la meravigliosa gara da lui effettuata, è stato battuto di soli quaranta grammi su oltre quattro chili di pescato. Alla fine però la nostra condotta ci ha pagato al 100%. Il problema principale era dovuto agli inglesi, che hanno goduto sicuramente di un fine zona che gli ha portato un primo di settore e poi sono stati bravi, bisogna riconoscerlo. Alla fine dei conti sperare che gli avversari non siano validi è davvero poco sportivo. Oltre agli inglesi c’era anche la Francia che al di là delle aspettative andava maluccio e bisogna ricordare che schierava un signore che all’anagrafe fa Fougeat e che nella sua carriera ha conquistato il mondiale seniores individualmente ed è la storia della pesca francese. Vedere certi campioni all’opera penso abbia fatto molto bene non solo a tutto il movimento, ma anche al campo gara.

A proposito del campo gara, una scelta molto azzardata quella di mettere Roma come sede di un campionato del mondo di pesca al colpo, ma Roma è una città meravigliosa e come lo hanno fatto a Parigi era giusto provarci. Che ne pensi?

Roma è stata la scommessa della federazione. Due anni fa mi dissero che volevano portare il mondiale a Roma e la mia risposta è stata “No ve prego, il Tevere non è un fiume in grado di ospitare una manifestazione di questo tipo e non ci sono campi gara adatti”. Loro molto carinamente mi dissero che avrebbero pensato a tutto loro e di preoccuparmi solamente della parte tecnica. Li devo ringraziare. Ammetto che la federazione oltre ad aver messo in luce un campo gara che secondo me è straordinario e che la pesca nord europea con fouilles e ver de vase ha mosso dei pesci che qui non si erano quasi mai visti e poi lascia alla città e alla federazione un campo di gara molto importante; ora come ora riusciamo a mettere giù circa 120 persone e non è poco. Un campo gara difficile, scabroso ma che ha risposto perfettamente, con pesci di taglia non casuali che vanno pescati come si deve. Insomma, ho visto il pubblico e ho visto le bandiere. Emozionante

Vincere poi è sempre bello…

Diciamo che vincere non era importante, ma di più. Poi farlo nel proprio Paese ed addirittura nella propria città. Dicono sempre che basta finire sul podio, son d’accordo, ma con una squadra così forte non mi accontento. Devo davvero ringraziarli questi “ragazzi”. In cinque anni tre ori, un argento ed un bronzo. C’è poco da dire, la pesca all’italiana, la vecchia guardia, funziona sempre.

Grazie a Massimo Ardenti per averci dedicato questa intervista effettuata pochi minuti dopo l’ufficialità delle classifiche e complimenti ancora a questi terribili vecchietti italiani!