PESCA AL COLPO

Intervista a Maurizio Teodoro, neo ct dell’ ItalDonne


MAURIZIO TEODORO CT DELLE DONNE

La scorsa settimana abbiamo annunciato il nuovo impegno di Maurizio Teodoro in qualità di neo tecnico della nazionale italiana donne. Un posto lasciato vacante dalla prematura scomparsa di Giampiero Barbetta e con il quale Maurizio aveva un solido legame rafforzato negli anni dopo aver pescato assieme nella Lenza Emiliana Tubertini. Abbiamo raggiunto il Teo per fargli qualche domanda su questo nuovo incarico e vi riportiamo di seguito le sue parole.




Ciao Maurizio, come stai? Tutto bene? Quanto tempo che non ci vediamo! Scherzi a parte, appena appresa la notizia che ti hanno nominato ct della nazionale femminile ho pensato di chiederti subito un appuntamento. Che dire, complimenti per questo nuovo ruolo, a significato di quanto la federazione creda in te.

Prima di tutto lascia che ti faccia io per primo i complimenti per il tuo lavoro, che fai sempre con grande passione, di giornalista sportivo di informazione nel mondo della pesca. Sono contento di poterti rilasciare questa intervista sul nuovo incarico che la federazione ha voluto assegnarmi, che diventa un doppio incarico essendo anche il commissario tecnico degli under 18, come già hai scritto qualche mese fa. Qualcuno può pensare che un doppio incarico di commissario tecnico possa non essere giusto ed effettivamente anche io per primo ho pensato questa cosa inizialmente ma, dopo averci riflettuto, sono del parere che sia una cosa bella e sono contento dell’impegno che ho preso. Mi impegnerà sicuramente molto e sono sicuro che avrò bisogno di molta energia per poter gestire due nazionali al meglio. I motivi per i quali ho accettato questo incarico sono vari: prima di tutto perché la pesca è la mia passione e non posso che ringraziare la Federazione per aver riposto in me tanta fiducia. Sicuramente la mia passione mi spinge a dare il 100% e metterò al servizio delle nazionali tutta la mia esperienza sia dal punto di vista del buon senso, sia a livello tecnico. Credo che queste siano state delle caratteristiche che mi hanno sempre contraddistinto in questi cinque anni nel ruolo di capitano dei ragazzi e spero di poterle applicare anche con le donne. La differenza principale con i ragazzi sarà che si tratta di un altro tipo di ambiente, con delle agoniste che sono più formate rispetto ai ragazzi, più indipendenti, con le quali sarà possibile affrontare determinati discorsi tecnici che magari con dei ragazzini sono più difficili da fare. Come detto, la passione e la voglia di fare bene c’è. Vedremo quest’anno se sarò in grado di sopportare questo doppio incarico, dando il meglio. Come dicevo prima fa solo piacere. Io per quest’anno prendo quest’impegno, ringrazio ancora una volta chi ha riposto in me tutta questa fiducia e poi c’è un aspetto per il quale non ho potuto dir di no: anni fa feci il vice capitano con Barbetta nel campionato del mondo in Fiuma, che non andò benissimo perché arrivammo quarti e mi rimase davvero molto amaro in bocca perché a volte un po’ di fortuna ci vuole ma in quella situazione ci mancò proprio quel pizzico di fortuna per poter salire sul podio. Giampiero per me è stato un maestro, con cui ho pescato nei suoi ed anche miei anni migliori nella Lenza Emiliana Tubertini quindi è inutile che ripeta ciò che ha rappresentato Giampiero per la pesca italiana e ciò che rappresenta tutt’ora sia come ricordo, che come persona. Una persona indiscutibile, che forse andava valorizzate nel tempo con più costanza. I pensieri di Giampiero su come gestire una nazionale li conosco benissimo e spero di riuscire, nel tempo, a migliorare sia ciò che ha contraddistinto lui come commissario tecnico, sia le mie caratteristiche.

A tuo avviso, la scelta delle donne può essere più difficile rispetto ai ragazzi od il contrario, considerando peraltro che in molti casi si tratta di agoniste già affermate con esperienza nazionale ed internazionale?

A mio avviso è più facile perché c’è uno zoccolo duro di quelle due – tre pescatrici che da anni ti danno sicurezza. Il lavoro grosso da fare sarà quello di riuscire a completare le giovani ragazze che già ho visto tra gli under 14 come la De Cesaris, la Cabrini e la Sgobbo. L’obiettivo è riuscire a portarle al livello definitivo, al pari delle vere e proprie veterane della nazionale donne. Giampiero un discorso di questo tipo lo ha già introdotto e sarà mio compito di continuarlo ed ampliare la rosa delle giovani. E’ proprio come negli under 14. Io mi auguro anche che in futuro ci sia altre ragazze che si accostino al Campionato Italiano e che le più esperte aiutino queste giovani donne. Ormai ci sono ragazze che hanno fatto dai dieci ai venti mondiali. Simona Pollastri ha fatto 21 mondiali ed è indiscutibile, ma chi meglio di lei potrà avere un futuro all’interno della nazionale per aiutare e creare quel dialogo per far crescere le proprie compagne. Il vantaggio di essere il commissario tecnico delle donne è quello di poter organizzare degli eventi per migliorare il gruppo ed ampliare il loro bagaglio conoscitivo. Con i ragazzi non era possibile in quanto si tratta di ragazzi non indipendenti e che dipendono molto dai genitori, con le donne il discorso è differente.

A riguardo della frase di prima sulla valorizzazione delle giovani, precisiamo che questo non vuol dire che tutte le ragazze al di sotto dei vent’anni devono sentirsi sicure di essere portate in nazionale. Le ragazze devono prima di tutto dimostrare tutte le loro capacità, poi con il tempo non si può che migliorare. Ad ogni modo idee ne ho tante per migliorare il tasso tecnico di tutte le partecipanti al campionato italiano, ne parlerò con la federazione e vedremo cosa potrà essere attuabile.

Il tuo co-capitano sarà Stefano Defendi esatto?

Esattamente. Anche per Stefano sarà un doppio incarico in quanto è anche co capitano della squadra degli under 23 insieme a Claudio Guicciardi. La scelta di Stefano è dettata dal fatto che si tratta di una persona di grandissima esperienza avendo partecipato a diverse edizioni dei campionati del mondo ed europei ed è sempre un valore aggiunto a livello tecnico. Lui come Umberto Ballabeni negli under 18, è uno di quei personaggi che sono in grado di leggere le gare in modo sublime e che ti possono dare un’indicazione maggiore su come stanno pescando gli altri.

Il campo gara del mondiale è in Portogallo e se non sbaglio già lo conosci esatto?

Si, il mondiale dovrebbe essere a Coruche dove con i ragazzi arrivai terzo e fu la prima soddisfazione che ebbi. La pesca sarà ai barbi sia con la roubaisienne, sia con la canna all’inglese. In linea di massima ho già un’idea della pesca da fare, ma vedremo poi una volta sul campo gara.

Ultima cosa. Vorrei che spendessi due parole anche sul Club Azzurro giovanile che si è svolto in Idrovia e che ha visto la tua prima uscita come ct degli under 18. Mi dai una tua impressione sui ragazzi di quest’anno e sul campo dell’Idrovia?

Il campo di gara è stato bellissimo, spettacolare. Sapevamo che il tratto degli under 18 e under 16 era il meno pescoso, ma lo abbiamo fatto apposta per prepararci al mondiale in Olanda che sarà veramente molto difficile. Ad ogni modo i pesi variavano tra il chilo e duecento grammi ed i cinque chili, quindi pesi davvero interessanti. Certo, gli esterni sono sempre avvantaggiati, ma è sempre stato così e sempre sarà. Ho visto un campo gara molto valido tecnicamente, con la pesca molto, molto bella. E’ stata molto importante la pasturazione precisa, la quale ha permesso la cattura di qualche pesce in più. Sono stati catturati dei pesci di taglia leggermente superiore che hanno fatto la differenza e non c’era quella pesca di velocità che avrebbe potuto permettere di effettuare un numero maggiore di catture, in grado di contrastare i pesci di taglia. Ho visto dei ragazzi che sono cresciuti, con una novità che potete vedere dalle classifiche e che ho visto pescare davvero molto bene e ne sono contento. Poi tutti gli altri più o meno li conosco tutti essendo i miei ex under 14 che sono passati di categoria. Ho visto chi è cresciuto, chi è rimasto con gli stessi difetti, ho visto ragazzi esclusi al tempo e che sono diventati più bravi. Sono soddisfatto. Adesso vedremo ad Ostellato come se la caveranno con la canna all’inglese ed il fouilles e ver de vase e se ci saranno le conferme dell’Idrovia.

Hai notizie sul campo del mondiale in Olanda?

Sarà un canale di 40 metri con assenza di corrente e profondità di tre metri e mezzo circa. Sarà una pesca molto difficile, non ci sarà una grande pescosità come spesso accade nei canali del Nord Europa. Sarà davvero dura e tutte le nazionali li vicine saranno avvantaggiate. Il campo sarà difficile ma vedremo di tirare fuori il meglio, anche grazie al grande staff che abbiamo a disposizione tra Ballabeni, Defendi, Guicciardi e Natali e tutto lo staff giovanile.