PESCA AL COLPO

Italiani Under 23 – Parola al campione italiano Andrea Tagliabue


Dopo aver fatto due chiacchere con Tommaso Usellini, tricolore negli under 16, è ora il momento del campione italiano nella categoria dei più grandi, gli under 23, ovvero Andrea Tagliabue. Questa categoria ha pescato nel campo di Castelfranco in un Arno ben al di sotto delle aspettative, diversamente da quanto è invece accaduto negli altri tratti del fiume toscano.




La pescosità è stata minore rispetto agli anni scorsi ed i pesci di taglia superiore ai quattro – cinque chilogrammi hanno decisamente fatto la differenza, cambiando gli equilibri dei settori nell’ultima mezz’ora di gara. Andrea è riuscito a vincere in questa difficile edizione del campionato italiano, portandosi a casa il titolo del 2013.

Prima di tutto dobbiamo farti assolutamente i complimenti per il titolo che hai appena conquistato. Sicuramente è una grande soddisfazione per te. Ci racconti un po’ come hai pescato in questi due giorni di gara e se hai visto delle cose particolari durante i giorni di prova che ti hanno dato indicazioni maggiori sull’impostazione di gara?

Grazie mille. Non posso nascondere la mia soddisfazione, davvero. Durante le prove sia io che marco avevamo notato che il pesce rispondeva meglio sulla pastura rispetto ai cagnotti incollati, utilizzando delle lenze non eccessivamente troppo pesanti. Sulla base di ciò la decisione è stata quella di impostare la gara del sabato con una pasturazione prevalentemente a pastura, dando poca considerazione ai cagnotti in colla, concentrando la pesca a 11 metri di roubaisienne. Mentre per le lenze adoperate ho utilizzato prevalentemente quella da 15 grammi innescando all’amo le “mamme”; nel momento in cui vedevo che la pesca cambiava e sui vermoni non rispondevano più, mi alleggerivo con le grammature innescando normali vermi “veronesi” e mais. Legato a ciò mi sono allungato a 13 metri con il filo un po’ più lungo per cercare di spigolare tutto quello che passava. Vinco il mio settore, ma il peso finale non era eccessivamente alto tanto che mi sono bastati 15 chilogrammi per fare il primo. Per quel che riguarda la domenica, non è cambiata moltissimo la pesca, anche se l’impostazione con le mamma è durata molto di meno, una sola oretta circa con poche catture; una situazione che mi ha obbligato a variare subito sia l’amo, più piccolo, che l’esca. La differenza l’ha fatta l’ultima ora quando, alla ricerca di ogni pesce, ho steso il più possibile catturando quei tre pesci che mi hanno permesso di bloccare l’ago della bilanci a a 14 chili e vincere ancora il settore.

Nonostante la maggior parte degli under 23 abbia una gran esperienza a livello nazionale, l’Arno pisano rimane sempre un fiume molto difficile su cui pescare, specialmente dal punto di vista fisico e mentale. Tu hai incontrato qualche difficoltà durante le giornate su questo fiume o già ci avevi pescato in passato?

Non era la prima volta che ci pescavo in quanto partecipando al campionato Eccellenza Nord, Pisa è uno dei campi gara fissi e quest’anno ci siamo andati a luglio, in un periodo molto più caldo e certamente più difficile rispetto a settembre dal punto di vista delle temperature. Eravamo andati molto bene come squadra e ho impostato questa due giorni nello stesso modo.

Circa un paio di settimane fa ci siamo visti, per caso, in Fiuma dove hai vinto il titolo di Campione Provinciale Seniores di Monza&Brianza. Un ottimo anno sicuramente con questo titolo italiano. Obiettivi futuri?

Due titoli importanti e prestigiosi visto il livello degli avversari, ma la testa è già alla prossima gara dell’Eccellenza in Fissero, dove l’obiettivo è fare bene!

Vuoi dedicare la vittoria a qualcuno o ringraziare qualcuno?

Questa vittoria l’ho voluta dedicare a tre persona a me molto care che sono i miei nonni, che purtroppo non ci sono più. Inoltre devo ringraziare anche il Grisoni che ha fatto tanto per me per farmi pescare. Non posso non ringraziare anche mio padre e la mia famiglia che mi hanno sempre supportato, fin da piccolo, per poter praticare questa passione. Infine un ringraziamento anche alla mia società, gli Albiatesi Maver e al mio ct.

Andrea Tagliabue