PESCA AL COLPO

Italiano Colpo Individuali – Ad Adria una gara strana


ITALIANO COLPO SENIORES AD ADRIA

18 Maggio, 1° Prova del Campionato Italiano di pesca al colpo Seniores. Campo gara designato, naturalmente il Cavo Lama come ogni anno. Con l’aggiunta di Ostellato…..e del Canal Bianco ad Adria. Ebbene si avete letto bene, prima prova divisa in tre campi gara differenti quest’anno, un’idea a ben vedere buona che ha permesso l’estensione degli iscritti a 750 contro gli oltre 550 degli scorsi anni e, soprattutto, la possibilità di dare maggiore respiro ad un campo gara come il Cavo Lama che negli ultimi anni (senza dimenticare questo assurdo 2014) sta faticando parecchio. Cavo Lama che peraltro, dalle notizie che abbiamo ricevuto, anche quest’oggi è stato molto avaro di pesce e chi è stato sorteggiato li non deve essere stato molto contento. Per quanto riguarda Ostellato ci sono giunte delle notizie contrastanti con zone in cui si è preso poco ed altre in cui si è preso di più, ma ripetiamo, non abbiamo notizie certe. Di certo c’è che oggi abbiamo seguito la gara nel basso Polesine, sul sempre più utilizzato campo di Cavanella Po, a due passi dalla cittadina di Adria sul Canal Bianco. Per motivi di spazio i duecentocinquanta concorrenti sono stati divisi per le due sponde, come già successo in occasione del CIS di una settimana fa. Come di consueto raduno al vicino autodromo di Adria alle ore 7.00 con entrata nei box alle ore 8.00 ed inizio alle 10.05 con la pasturazione pesante. Per chi non conoscesse il Canal Bianco sappia che si tratta del tratto terminale del Fissero che prende vita a Mantova (ormai lo avremo detto decine e decine di volte), quando ormai è vicinissimo a sfociare nel Mar Adriatico. Presenta una larghezza attorno al centinaio di metri, acqua con corrente da ferma a molto sostenuta e profondità fino ed oltre sette metri nei punti più profondi per permettere il passaggio delle bettoline. La caratteristica principale del canale è che, trovandosi vicino al mare, risente fortemente dell’influsso della marea, con sbalzi anche di quasi un metro più volte nell’arco della giornata. Marea che influisce sulla corrente stessa: acqua veloce in regime di bassa marea, acqua lenta che torna verso monte quando tende a salire. Un fatto non conosciuto da chi ha visto solo oggi per la prima volta il canale, specialmente coloro che arrivano dalle regioni del Centro – Sud e che ha pensato bene di posizionare inizialmente la pedana a filo d’acqua. Fortuna vuole che gli altri concorrenti hanno pensato di avvertire questi pescatori della caratteristica del canale, per evitare che si ritrovassero a fine gara con l’acqua alla vita. Ed infatti il canale si è presentato in condizioni di bassa marea al momento dell’entrata nel box, rimanendo in queste condizioni proprio fino a pochi minuti dopo l’inizio della gara, quando la corrente prima ha rallentato, poi si è fermata per quasi un’ora iniziando ad aumentare nel momento l’acqua ha iniziato ad alzarsi. Una corrente alterna che ha obbligato la preprazione di diverse tipologie di lenze, dal classico galleggiante “nocciolino” leggero, per così dire, da 3 grammi fino alle vele/skipper/piastre/cralusso fino a venti e più grammi. Impostazione naturalmente a roubaisienne per tutti, o meglio, quasi tutti in quanto un paio di concorrenti hanno preferito la classica bolognese alla classica e sempre più utilizzata canna ad innesti francesi. Scelta interessante viste la tipologia di pesca e di corrente del canale.




Abbiamo detto gara strana, vero. Perché? Semplice. Pronti via si sono visti pochi pesci, poi con il passare dei minuti qualche breme in più è uscita anche se l’esemplare più grosso a malapena superava il mezzo chilo di peso. Praticamente nessuno è riuscito ad avere una certa costanza di catture nell’arco delle tre ore di gara, con diversi agonisti che, trovandosi in una situazione critica, hanno preferito buttarsi sui siluri pescando con la punta della rouba a quattro pezzi, utilizzando finali e ami importanti, innescando un fiocco di cagnotti o di vermi nella speranza di un pesce non eccessivamente grosso. Ed effettivamente a qualcuno è andata bene, tanto che ci sono stati casi in cui i settori sono stati letteralmente capovolti dalla cattura di uno, due o addirittura tre siluri fino a cinque chilogrammi. Sembra quasi una costante di tutti i campi gara di questi tempi, con il pesce con poca voglia di mangiare e molto imbrancato. Forse colpa dell’acqua non molto calda dovuta alla neve che continua a sciogliersi. C’è da dire che la possibilità di utilizzare il ver de vase può aver pagato in diverse situazioni, garantendo la cattura di quei cinque o sei pesci in più in grado di fare la differenza e permettere di arrivare al quarto posto, massima posizione necessaria per potersi guadagnare l’accesso alla seconda prova che si svolgerà il 6 Luglio in Fissero a Garolda e Cà Vecchia assieme ad i primi ottanta della classifica progressiva di Ostellato e Cavo Lama.

Ad Adria l’assoluto va a Furlan Alessandro della ASD Cannisti Club Vicenza Maver che ha pesato oltre 13 chilogrammi di peso in un settore molto combattuto. Presenti diversi big partecipanti al Club Azzurro, CIS o ai vari trofei di Serie A e molti di loro sono riusciti a passare l’esame Canal Bianco, anche se ci sono state alcune esclusioni eccellenti. Appena avremo le classifiche complete dalla Fipsas, comprensive delle altre due gare, le pubblicheremo immediatamente e vi informeremo.

Da sottolineare un grave problema dovuto alle tante, troppe assenze in quel di Adria. Addirittura 22 assenti, un numero senza giustificazioni di cui naturalmente non ha nessuna colpa la Federazione e l’organizzazione. Assenze che hanno sfalsato non poco i settori tanto che ci sono stati casi di due picchetti vuoti in alcuni settori, addirittura uno in fila all’altro, al punto che ci sono stati agonisti che hanno praticamente pescato come ultimi di campo. Non solo, in due settori è capitato che un numero avesse due assenze a monte ed una a valle, seguita da una presenza e da un’ulteriore assenza. Assolutamente non giustificabile! Per voce della Federazione, questi assenti dovranno rispondere direttamente ad essa del motivo della loro assenza, andando a rischiare addirittura l’esclusione il prossimo anno dalle competizioni nazionali. Atti di forza, vero, ma assolutamente dovuti. Non si può continuare a sfalsare le gare. Almeno avvisare.

CLASSIFICHE ADRIA

CLASSIFICHE OSTELLATO

CLASSIFICHE CAVO LAMA