PESCA A FEEDER

Italiano Feeder – Mauro Felicani al comando in un favoloso Corbara


ITALIANO FEEDER – 2° PROVA AL LAGO DI CORBARA

Siamo finalmente rientrati dopo un lungo viaggio di ritorno dal Lago di Corbara che ci ha portato alla scoperta di uno stupendo campo gara davvero ricco di pesce. Un posto che nel bene e nel male ha lasciato soddisfatti tutti dal punto di vista della pescosità e della tipologia di pesca. Un lago che è quasi un peccato che sia stato utilizzato solamente adesso, quando forse sarebbe stato utile usarlo un anno fa per altre importanti manifestazioni legate alla pesca a feeder. Dopo le fatiche della Fiuma di appena quindici giorni fa, la carovana dell’italiano individuale di pesca a feeder si è dovuta sobbarcare (per quanto riguarda diversi concorrenti) una lunga trasferta in terra umbra, nel comune di Orvieto. Vista la vicinanza tra le due prove, il tempo per reperire informazioni e, soprattutto, vedere con i propri occhi il Lago di Corbara è stato davvero poco. Fin dal giovedì sono arrivati i primi concorrenti che hanno effettuato le prime prove, partecipando anche alla gara del venerdì con ottimi risultati in termini di pescosità. Il campo gara, inizialmente previsto in una zona sola su sponda sinistra, è stato dirottato in sponda destra su due zone in grado di ospitare quaranta concorrenti ciascuna. Una scelta un po’ discutibile, in quanto in questi due tratti la sponda non era per niente regolare, con anse e piccoli promontori e soprattutto gli ultimi sei picchetti della prima zona, mai utilizzati prima e che si sono visti realizzare la strada solamente la sera del sabato oltre a non essere mai utilizzati. A parte quest’ultima zona, la pescosità è risultata abbastanza regolare, con un’altissima quantità di gardon, da 30 grammi a mezzo chilogrammo e breme da 20 grammi ad oltre il chilogrammo e mezzo di peso, che dovevano solamente essere pescati nella maniera più semplice. Una pesca che tecnicamente sembrava facile, ma che in realtà non lo era viste le tanti variabili da considerare: linea di pesca, tipologia di pastura, velocità di recupero del pesce, capacità di mantenere il pesce davanti al proprio piccheto, costanza e sensibilità alla mangiata. In realtà il discorso legato alla pastura è forse il meno importanti, considerando che il pesce era davvero affamato ed entrava su qualunque pastura veniva utilizzata. La gara è stata caratterizzata negli ultimi novanta minuti da un forte ed inaspettato temporale che ha reso un po’ più complicate le fasi della gara. Molto sorprendente la scelta del direttore di gara che, nonostante siano caduti almeno cinque fulmini alle spalle del campo gara, non ha applicato il regolamento interrompendo la gara e mettendo a serio rischio l’incolumità dei concorrenti.




I settori all’incirca rispecchiano le qualità dei qualificati alla finalissima di Peschiera, ma al comando e serio pretendente alla maglia di campione italiano al momento c’è Mauro Felicani del River Club Padova Tubertini, unico in grado di vincere in entrambe le prove. A seguire Mario Casale della F.lli Campana Tubertini e Andrea Canaccini dell’Oltrarno Colmic con tre punti e mezzo.

Adesso i primi quaranta classificati si ritroveranno sulle sponde del Mincio a Peschiera del Garda per la finalissima che decreterà il campione italiano 2015.

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