PESCA A FEEDER

Italiano Feeder – Parla il campione Italiano Mario Casale


INTERVISTA A MARIO CASALE DELLA F.LLI CAMPANA TUBERTINI

Sono passati due giorni dalla fine dell’edizione 2015 del Campionato Italiano individuale di pesca a feeder che ha decretato la vittoria finale di Mario Casale della F.lli Campana Tubertini, il quale succede nell’albo d’oro a Massimo Vezzalini. Superata la “sbornia” della festa, abbiamo fatto due chiacchiere con alcuni dei protagonisti. Ovviamente apre il neo campione italiano.




Partiamo, come d’obbligo dal campione italiano. Mario, complimenti davvero per questo titolo che ti sei davvero meritato. Non era partita bene per te l’esperienza nel feeder lo scorso anno, mentre quest’anno hai inanellato fin dall’inizio una serie di risultati sempre nelle prime tre posizioni. Cosa è cambiato rispetto al 2014 che ti ha permesso di fare il cambio di passo?

E’ cambiata la mentalità di pesca, che prima era prettamente da colpista e che mi ha portato per ciò a sbagliare diverse gare lo scorso anno, cercando dei pesci più piccoli in quantità, mentre nel feeder è necessario pensare anche a portare in nassa dei pesci di taglia visto che la durata delle gare è maggiore. Ecco allora che quest’anno ho cambiato questi piccoli particolari della mia mentalità di agonista e che, finora, devo dire che mi hanno dato ragione.

E’ stato un campionato molto difficile, con campi gara non facili da interpretare. Sei partito dalla Fiuma dove hai portato in cascina un ottimo secondo posto in un campo gara comunque a te molto conosciuto. Poi si è passati a Corbara, dove hai vinto e molto probabilmente è stata la svolta per te.

Si, sono d’accordo. Corbara è stata decisamente la svolta visto che su quel tipo di pesce ero molto preparato. Questo perché nel corso dell’ultimo inverno ho passato molto tempo a pescare i gardon in un laghetto vicino a casa nel quale la pesca si basa fondamentalmente su questa specie ittica. Corbara è stato un posto molto bello e ricco di pesce. Vincere li mi ha dato ulteriore sicurezza in vista della gara di Peschiera.

Parliamo di Peschiera. Un Mincio in condizioni assolutamente anomale con la corrente quasi ferma. Concludi al secondo posto dietro a Marchese (alla fine medaglia d’argento) e davanti a Mazzetti, il “pericolo” numero uno per il titolo. Parlaci della tua gara.

Oggi ho impostato la gara praticamente sondando molto bene il fondo in modo da cercare una zona libera dalle erbe. Nel punto in cui ho trovato assenza di erbe, sul tiro dei 25 metri, ci ho pescato per cinque ore pasturando prima con cagnotti molto incollati per farli restare più tempo sul fondale e pastura. Ogni due giri di cagnotti incollati, facevo un lancio con cagnotti sfusi per cercare di creare una macchia in cui richiamare il pesce. Purtroppo l’unico punto libero è stato quello di 25 metri e non ho potuto provare altre soluzioni. Ad ogni modo mi è sufficiente per portare in nassa sette cavedani che mi permettono di vincere il titolo.

Chiudiamo con una tua opinione su Peschiera come campo gara di feeder. Posto stupendo in cui fare le gare di pesca al colpo, posto meraviglioso per pescarci in solitudine con il pasturatore, ma lo ritieni un campo gara adatto per ospitare una manifestazione di questo tipo?

Peschiera è molto bello come campo gara, anche per il feeder. La bravura del pescatore sta ad interpretare nel miglior modo possibile il picchetto che gli viene assegnato. Chiaramente però il Mincio a Peschiera non è un fiume dove ci si può difendere in tutti i picchetti. Dal mio punto di vista non è un campo gara lineare per ospitare una finale di un campionato italiano. Abbiamo altri campi gara mai presi in considerazione che sono sicuramente più regolari e che potrebbero essere utilizzati come per esempio il Cavo Lama oppure l’Idrovia Veneta, giusto per citarne un paio.