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Itinerari Lazio – Al Lago La Fossa con Bait-Tech

CON BAIT-TECH AL LAGO LA FOSSA DI FALVATERRA

Questa volta siamo al lago “La Fossa” nel Comune di Falvaterra. Un invaso artificiale, ricavato da un’ex cava di argilla, con acque trasparenti ed un’ottima presenza di pinnuti sotto varie specie, sponde degradanti verso l’acqua su varia pendenza, ma nel complesso di buona accessibilità e fruizione. Arrivare è facilissimo e dal vicino casello autostradale di Ceprano in un quarto d’ora si è sul posto.Unico requisito, oltre che alla licenza, è necessaria la tessera Fipsas per poter usufruire dell’impianto. Lo spot, come già accennato, è molto ben popolato non solo quantitativamente ma anche qualitativamente; la specie maggiormente presente è la carpa, con differenti pezzature tra qualche etto e circa tre chilogrammi. Non mancano, inoltre, tinche, breme e scardole. Ma ora veniamo a noi: era qualche giorno che si aveva in progetto un’uscita da dedicare a questo sito, soprattutto dopo le ultime indiscrezioni che ci avevano messo in agitazione (leggi frenesia) in merito alla pescosità del lago. Quale miglior scusa se non andare a verificare di persona quanto suggeritoci? È la nostra prima pescata in questo luogo, per noi ancora inesplorato e ci si affida quindi alle notizie trapelate sul grande quantitativo di carpe in esso contenute. Ci si orienta così su una delle mie pasture preferite di Bait-Tech ovvero la Big Carp Method Mix Sweet Coconut. Si tratta di una pastura chiara, di buona granulometria e dal sapore e dall’odore nettamente dolci, ricca in particolato quale fioccato di mais, che si distingue dalle altre per la buona concentrazione di farina di cocco e cocco in scaglie, ingrediente molto apprezzato da tutti i ciprinidi. Decidiamo di montare due canne ciascuno per capire meglio quale sia la condizione di pesca migliore da utilizzare, poi, durante la pescata. Nel frattempo, avevo già preparato la pastura con un leggero sovradosaggio di acqua, visto le alte temperature di questi ultimi giorni, per evitare così che si asciugasse troppo in fretta e avesse tutto il tempo necessario per assorbire la giusta quantità di acqua. Subito dopo passo a montare la mia dieci piedi, come avrete capito, per utilizzarla con il method, che bene si accorda con la morfologia del fondale e la presenza di pesce nel posto. Stefano intanto, è ai preparativi della sua seconda canna montata con la gabbietta su un running rig, del tipo che solitamente si utilizza nelle competizioni. Io, però, sono un po’ titubante sull’uso della seconda canna dopo che un rapido sguardo alla superficie del lago mi ha fatto presagiredi lasciarla beatamente nel fodero portacanne. Inizio la pescata innescando una miniboilies da 10mm di colore bianco per far si che facesse un buon contrasto con il fondale di colore rosso bruno. Senza nemmeno sapere quale fosse la distanza migliore per pescare, lancio sui 25 metri, blocco la lenza sulla clip del mulinello e faccio un paio di giri di manovella per mettere in tensione il filo e mi ritrovo subito la canna piegata. Il pesce non si è fatto attendere e subito porto a guadino una combattiva carpetta sul chilogrammo di peso. La giornata non poteva che cominciare nel modo migliore. Mentre mi preparo per il secondo lancio, il mio incauto amico decide comunque di utilizzare entrambe le canne, una disposta nei pressi di un alberello che si protende in acqua e l’altra verso il centro del lago, una decina di metri più corto di dove stavo pescando io. Come prima, neanche il tempo che il method potesse raggiungere il fondo ed un’altra carpa piega la mia canna.  Successivamente anche Stefano avanza di quei dieci metri necessari per trovare la giusta profondità per vedere qualche partenza. Detto, fatto. Effettuata questa modifica, anche Stefano infila una serie di belle partenze con begli esemplari di carpe di peso compreso tra due e tre chilogrammi. Abbiamo utilizzato esche di colore differente per capire i gusti delle nostre prede e devo dire che, almeno per questo periodo, i colori chiari producevano abboccate più frequenti con un più ampio range di taglie, mentre quelle scure avevano una frequenza di abboccate inferiore ma con taglie decisamente più regolari e di grossa pezzatura. In conclusione, il ritmo di pesca è stato elevato, con abboccate anche in calata, per effetto di breme e scardole, rallentando solamente quando i raggi del Sole cominciavano ad essere a picco sulle nostre teste. Ad ogni modo il pesce è stato continuamente presente sulla nostra pastura a dimostrazione della validità della Big Carp Method Mix Sweet Coconut, una delle ultime nate in casa Bait-Tech ma comunque già performante. Come la pastura, anche il lago ha superato ampiamente il nostro test regalandoci una divertentissima mattinata di pesca.

Un saluto a tutti Voi cari lettori

Per Fishingmania Rocco Calcagni e Stefano Fratangeli

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