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Itinerari Mosca – Il Serchio

SERCHIO A MOSCA

Annoiato, cercando tra siti e consultando amici pescatori, decido di partire alla scoperta della Toscana a mosca. E’ una regione che non è così conosciuta come possono essere Lombardia, Veneto o Trentino, ma ha tantissime qualità che altri luoghi non possono vantare. Come al solito la partenza avviene molto presto alla mattina, circa alle ore 4:00, il navigatore segna 206 km fino al punto di arrivo ed il sole tarda ad arrivare. Arrivare sul luogo di pesca è molto semplice si percorre la A15 fino ad Aulla e si prosegue fino a Castel Nuovo di Garfagnana mediante la statale. Pescare nel Serchio non è assolutamente semplice, innanzitutto perché il pesce è molto diffidente e risente delle condizioni atmosferiche. Basta qualche grado di differenza nell’acqua per compromettere la pescata, oltre ovviamente alle condizioni del fiume. Il Serchio in questa zona attraversa spesso dei boschi, obbligando una pesca quasi completamente in acqua (la cui temperatura non è proprio tropicale) visto che la sponda calpestabile è praticamente inesistente. Arrivato sul posto posiziono la macchina ad un vicino agriturismo che sarà poi la mia base per le due notti a venire e che dista solo qualche decina di metri dal corso del fiume Serchio. Dopo di chè posso iniziare la mia “vestizione” con abbigliamento assolutamente non leggero, nonostante mi trovassi in pieno aprile. E’ l’occasione giusta per testare ufficialmente per la prima volta i nuovi e stupendi waders della Hart Clima 3 con le relative scarpe da wading. Una volta pronto mi dirigo verso il fiume e, notando una totale assenza di movimento sulla superficie dell’acqua, decido di montare mosche affondanti (ninfe) per sondare il fondo e per inziare a salpare qualche pesce. Sfortunatamente durante la mattinata non sono riuscito a salpare nessuna Trota Auseri, stupenda trota nativa del Serchio, molto simile ad una fario ma con la livrea tendente al grigio nella parte superiore del corpo.

A mezzogiorno decido di ritornare all’agriturismo sia a causa dell’assenza di catture, sia pr colpa di un fortissimo vento che ha reso non poco difficoltosi i lanci. Sfrutto la pausa non solo per mangiare un boccone, ma anche per reperire qualche informazione sul posto e quello che mi viene detto non promette benissimo. Nei giorni precedenti, infatti, sulle montagne che circondano la zona e da cui prendono acqua il Serchio ed i suoi affluenti ci sono state delle abbondanti nevicate che hanno determinato un forte abbassamento della temperatura delle acque. Una volta finito di mangiare decido di spostarmi e di scendere più a valle per trovare acque più calde e ricche di insetti. Dopo essermi spostato a valle di circa una quindicina di chilometri incontro un tratto di fiume molto piu largo. Mi avvicino all’acqua ed inizio a vedere delle bollate, così decido di ricominciare a pescare. Questa volta monto delle mosche galleggianti (secche) e, fuori da ogni pensiero, prendo un cavedano. Bollata dopo bollata e pesce dopo pesce salpo diversi piccoli cavedani ma la taglia non sale; decido così di cambiare attrezzatura e montare una canna molto più sensibile con coda più sottile in modo da divertirmi di più. Alla fine la giornata non è andata come speravo, ma di contro ho visto posti bellissimi, acqua cristallina e, non di importanza minore, ho pranzato a base di cibi tipici toscani. Sicuramente tornerò in questo luogo favoloso, magari quando sulle Alpi Apuane non ci sarà più neve. Questa volta i pesci hanno avuto la meglio, ma colgo questa “sconfitta” come una sfida per tornare e fare di meglio.

Consiglio il posto a tutti coloro che vogliono confrontarsi con una natura incontaminata e con pesci molto difficili e di certo non scontati.

COSA MANGIARE

La toscana è una regione ricca di ricette tipiche, quindi per una volta non portate il pranzo al sacco ma mangiate in un qualsiasi agriturismo e sarete soddisfatti. Per chi ha più tempo consiglio di vedere le miniere di argento nelle Alpi Apuane e di fare una tappa al mare a Marina di Massa e Forte dei Marmi, per mangiare la frittura di mare sorseggiando un buon bicchiere di vino.

Per Fishingmania, Marco Bosini

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